Abbiamo scelto i nostri 6 Pokémon preferiti – Speciale

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Posted 28/11/2016 by La Redazione in Speciali

Pokémon Sole & Luna è diventato, a poche ore dalla sua uscita nei negozi, il gioco più chiacchierato all’interno della nostra non-redazione. Indipendentemente da quelli che possono essere i gusti videoludici del singolo, spesso molto eterogenei all’interno del nostro gruppo, i mostri portatili di Game Freak rappresentano quasi un must per i giocatori nati dopo la seconda metà degli anni ’80, cresciuti a cavallo di quel fine millennio in cui i Pokémon erano un vero e proprio fenomeno di costume. Tra forme Alola, camice hawaiane e Kahuna, ci siamo chiesti quale sarebbe il nostro team ideale di Pokémon, concedendoci la libertà di poter scegliere la nostra squadra di 6 senza dover sottostare a nessuna logica precisa, ignorando gli algoritmi competitivi del gioco e seguendo solo quello che è il nostro istinto. Ecco cosa ne è saltato fuori.

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Ho messo per la prima volta le mie mani sulla serie – e non ho mai smesso di giocarla da allora – quando comprai una cartuccia in spagnolo di Pokémon Rosso (ai tempi molti rivenditori coprirono la mancanza di copie con versioni estere, il che contribuì a far crescere il mio interesse per altre lingue alla tenera età di undici anni). Questa saga per me è stata molto di più di un gioco: un modo per socializzare, far parte di una community, nel pieno spirito del design pensato da Satoshi Tajiri. Con il tempo mi sono avvicinato alla community competitiva, fino ad arrivare alle finali nazionali (ma mai oltre a quello step purtroppo). Di conseguenza, le mie scelte andranno al di là del semplice gusto estetico, ma terranno conto della capacità combattiva di ogni singolo mostro che preferisco. Il primo, che con arrogante bellezza, prende posto nel mio cuore è Arcanine: maestoso e resiliente, è sempre capace di ritagliarsi una nicchia in combattimento, che vada a coprire il ruolo di attaccante speciale, fisico o Pokémon di supporto. A ruota lo segue Porygon2, il pollo basculante da scrivania è diventato il mio main tank in quasi ogni squadra dalla quinta generazione in poi, capace di settare un’utilissima Distortozona per cambiare le sorti del match. Metagross è un’altra importante presenza, con la sua abilità di resistere ai cali di statistica e, tramite la megaevoluzione, la possibilità di spalmare cazzotti esagerati in faccia agli avversari. Con la settima generazione il limulo-samurai Golisopod mi ha stupito sia per design (un Pokémon che si è evoluto da un codardo che fugge per la paura appena lo si danneggia a un guerriero che batte in ritirata consapevole che vivrà di lottare un altro giorno), che per le sue alte statistiche di attacco e un movepool che può sopperire alla sua lentezza con mosse prioritarie in grado di anticipare gli avversari. Lilligant per tutta la quinta generazione ha preso il posto di attaccante speciale della squadra, con le sue danze e l’immunità dalla confusione, e con la nuova possibilità di manipolare le IV  (Individual Values) di ogni Pokémon così da poter sfruttare qualsiasi tipo di Introforza senza sprecare preziosi punti statistica, probabilmente ritornerà con prepotenza nel mio roster. Per finire, l’ultima aggiunta spetta al nuovissimo Mimikkyu, carino e creepy allo stesso tempo, che con un’abilità assurdamente forte (immunità al primo attacco subito che se accoppiata a un focalnastro può salvarlo da un KO al primo colpo permettendogli di settare un Danzaspada con tranquillità), un ottimo typing che gli da ben tre immunità e un buon movepool sconvolgerà il metagame competitivo della prossima stagione del WCS.

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Ho iniziato a giocare alla serie con Pokémon Rosso e, saltando diversi episodi nel corso degli anni, oggi mi ritrovo tra le mani un 3DS con sopra la cartuccia di Pokémon Luna. Nonostante non sia più un giocatore di primo pelo, tutt’oggi la cosa che mi affascina di più della serie è il lato avventuroso, nello specifico la ricerca e la cattura dei Pokémon. Ho sempre trovato questo aspetto più divertente ed interessante dell’allevamento ed il conseguente versante competitivo del franchise, nonostante i giocatori più avanti con l’età tendano solitamente interessarsi maggiormente a questo secondo aspetto. Detto questo ho però cercato di dare un senso alla mia squadra, assemblandola con sì Pokémon che mi attraggano principalmente per il loro lato estetico ma anche cercando di darle un senso per quel che riguarda i tipi (intesi come tipi elementari) di creature scelte. Un processo che incredibilmente mi ha portato ad escludere Caterpie, quello che forse considero il mio Pokémon preferito in assoluto, sostituito da un Heracross. più badass e meno compromesso da evoluzioni che non mi vanno troppo a genio (odio Butterfree). Heracross è uno dei più fulgidi esempi di come a volte la natura non ha bisogno di essere inflazionata artisticamente per essere straordinaria, infatti Ken Sugimori per questa sua creatura si è banalmente limitato a prendere le linee dell’esoscheletro di uno scarabeo rinoceronte riportandole su carta con una colorazione bluastra, ottenendo così uno dei Pokémon più cazzuti in circolazione. Archiviata la pratica coleottero passiamo al tipo fuoco, posto che non poteva che essere occupato dal mio primo starter, nello specifico nella sua seconda forma, la più accattivante e aggressiva nella sua linea evolutiva: Charmeleon. Non sempre mi trovo soddisfatto dai design delle ultime evoluzioni di Sugimori (soprattutto con l’avanzare delle generazioni), ed il mio Pokémon d’acqua non fa eccezione a questa regola: Poliwhirl. Nonostante non abbia nessun problema serio con le sue evoluzioni, Poliwhirl è sempre stato il mio girino preferito: sarà per i suoi occhi grandi ed il suo fare da pupazzone, sarà perché non sono mai riuscito a farlo evolvere prima dell’avvento di Pokémon Oro & Argento. Concludiamo la tripletta di Pokémon della prima generazione con l’immancabile Alakazam, intrigante per il suo aspetto ambiguo ma sopratutto assoluto MVP per quella che è stata la mia prima indimenticabile scalata alla Lega Pokémon. Ogni allenatore che si rispetti deve avere un Pokémon volante per potersi spostare rapidamente da una città all’altra, e quale miglior compagno di viaggio se non un grosso gufo come Noctowl, dallo sguardo minaccioso ma affidabile, saggio direi. Concludiamo infine in bellezza con Gogoat, un grosso caprone di tipo erba di cui mi sono letteralmente innamorato nella scorsa generazione, rivedendoci un design minimale, e strettamente “animale”, che sembra un po’ essersi perso con il passare degli anni.

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Premetto che ho scelto solo ed esclusivamente Pokémon provenienti dalla Settima Generazione e forme Alola, in quanto scegliere sei Pokémon tra 800 mi riuscirebbe troppo difficile. La mia squadra ideale sarebbe composta da Lycanroc (forma Mezzogiorno), Araquanid, Passimian, Tipo Zero, Sandslash e Dhelmise. Pur non essendo un grandissimo fan né dei canidi, né dei primati, la forma diurna di Lycanroc e Passimian hanno delle caratteristiche che amo: la fusione perfetta con le rocce del primo e la caratterizzazione dell’altro. Allo stesso modo, anche Sandslash ha piena rappresentazione del tipo Ghiaccio, che secondo me gli rende più giustizia della versione a cui siamo stati abituati per vent’anni. Araquanid è “quello che Surskit sarebbe dovuto essere”, ed io vado matto per gli aracnidi. Tipo Zero, stile Pikachu di Ash, l’ho voluto lasciare in forma base, perché a parer mio così doveva rimanere. Nulla in contrario a Silvally, ma non lo reputavo necessario. Quello con Tipo Zero è stato amore a prima vista. Infine, l’unico Pokémon tra questi che non apprezzo per motivi di design, Dhelmise. L’ancora pazza mi ha sbalordito con le sue capacità. Niente di eccezionale, per carità, ma se volevano bagnare il naso a Rowlet hanno trovato il modo giusto per farlo.

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Piccola premessa: i miei gusti sono orribili, scontati e mainstream. Seconda (sempre piccola) premessa: sì, non c’è un Pokémon di VII Generazione in questa lista, e datemelo il tempo di finire il gioco, dai. Ora tornando seri: il fenomeno Pokémon scoppiò quando ero alle elementari ed ero l’unico sfigato a non possedere né BluRosso. In compenso riuscii a farmi regalare Pokémon Giallo qualche tempo dopo e da allora la mia avventura coi mostricetti tascabili non è mai realmente terminata, anche se mi son preso una pausa con la 4a Generazione. Ma di certo non state leggendo questo pezzo per sapere la storia della mia vita, ma per la lista. Quindi parto subito con il mio Pokémon preferito di sempre: Blaziken. Ho un debole per la terza generazione (dat trombette), leggermente scemato dopo il remake che non ho esattamente apprezzato, almeno per quando riguarda la sparizione di alcune feature presenti nel titolo originale (dove diavolo è la Torre Lotta, Game Freak?) ma pazienza. Ho sempre adorato il pollo di fuoco con l’insana passione di prendere a calci la gente ben prima che diventasse il mostro competitivo (perlomeno in singolo) che è oggi: aiutofuoco od accelerazione non fanno alcuna differenza per il mio amore sconfinato per Blaziken. Also best megaevolution ever. Proseguiamo con la mia eevolution per eccellenza: Jolteon. Elettro è il mio tipo preferito, e Jolteon si è dimostrato il mio più fedele compagno di avventure sia nella storia nel competitivo. Lentiscelta e si va ad ammazzare draghi a suon di introforza ghiaccio; non so perché, quando giocavo competitivo in 5a gen, non se lo aspettava mai nessuno. Tornando alla 3a generazione, voglio nominare il maestoso leggendario copertina di Pokémon Smeraldo: Rayquaza. Adoravo il suo design e la sua forza bruta ben prima che diventasse campione del mondo nelle mani di Wolfe, nella sua forma mega. A costo di essere giudicato scontato non posso non nominarlo nella mia lista. A seguire cito la mantide d’acciaio: Scizor. La sua resistenza unita alla possibilità di colpire veramente duro a suon di Danzaspada e Pugnoscarica (che Tecnico sia lodato) lo ha reso una delle pedine più ricorrenti nei miei team, a patto di proteggerlo dal fuoco.  Ancora 3a gen per il mio 5 pick: Sableye. Oh mio caro Sableye, quanti Landorus forma Therian abbiamo demolito assieme a Jolteon? Quante Cresselia abbiamo provocato prima che lanciassero Distortozona? Quante volte abbiamo riso assieme contro i lead con doppio Intimidate? Come potevo tagliarti fuori? Last but not least, Pikachu. Ma non un Pikachu qualunque, ma quello di Pokémon Giallo. Tu, piccolo topino giallo del menga, adesso ti mangi quella stradannatissima pietra tuono o giuro che ti metto nel box a vita. Che odio.

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Samuel Castagnetti

Come molti altri ho iniziato a giocare dalla prima generazione, al tempo delle elementari credo, con l’unico, il solo, e indiscutibilmente inimitabile nemmeno dai suoi cloni ufficiali (Blu, Verde e Giallo): Pokémon Rosso! Nella mia lista quindi elencherò quella che sarebbe la mia squadra di top 6 maturata nel corso degli anni, principalmente per preferenza e non per determinati meriti competitivi (sia chiaro che non sono in ordine di preferenza se non il primo posto): Charizard, che non ha bisogno di spiegazioni, rimane e sempre sarà il migliore, il numero uno, il vate dei mostri tascabili, l’imperatore assoluto che se non lo si sceglie si merita solo la rottura della console istantanea. Vedo spesso gente che posta l’immagine con le tre sfere della prima generazione con scritto “la scelta più dura della mia vita”. Io dico: “bullshit!” È la scelta più facile della storia, prendi Charmander. Nel secondo slot piazzo Alakazam, che anche lui dalla prima generazione sta lì, a divorarsi la sua colazione dei campioni due cucchiai alla volta. Il buon gusto e la voglia di arroganza a pioggia, mi fanno piazzare senza troppi complimenti Gyarados nella terza Pokéball, sempre fedele e bellissimo, nella sua maestosa ferocia. Rayquaza vola e va a incastonarsi nel mio cuore con tracotanza, come Charizard non ha bisogno di molte spiegazioni, è bello bello bello in modo assurdo! La mia quinta pick sta quà tanto per feels quanto per potenza, Dragonite si e’ guadagnato il suo posto nella squadra dopo anni di performance sempre ad altissimo livello, ma diciamo che ha un grande problema: sembra il cugino di Prezzemolo. Per la gioia di grandi e piccini ho voluto buttare dentro un tipo erba nella mia selezione… No scherzavo. Ci metto Gardevoir, perché anche Pokémon ha le sue waifu. Le menzioni d’onore che aggiungo ai top 6 partono con Metapod, il più orgoglioso multicampione della lega in tutti i Pokémon che ho giocato e li ho giocati tutti, salvo versioni alterne; Beedrill, perché è Beedrill, Gengar che è sempre bellissimo da avere in squadra e infine Greninja che è il primo starter diverso dal tipo fuoco che mi sono permesso di prendere rompendo una striscia davvero lunga e soprattutto giusta, ma tanto poi ti davano Charmander quindi… addio fessi! Con l’augurio che siate persone coscienziose e in grado di comprendere e di volere e quindi avete giustamente comprato rosso e scelto Charmander, concludo e me ne vado sciabattando per la via Vittoria in sabot.


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Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.