Game Over Milano 2015: cronache del mondo emergente

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Posted 24/09/2015 by Illud in Eventi
Game Over 2015

Non è una questione che riguarda solo l’Italia: in tutto il mondo la produzione di videogiochi è ormai aumentata vertiginosamente, proprio a livello quantitativo, e nuove realtà (indipendenti) nascono quotidianamente. Inserire l’Italia in un contesto globale, con ben poco interesse verso suddivisioni nazionali, permette di comprendere meglio ciò che sta avvenendo gradualmente anche qui, ovvero una graduale emersione di tutto un mondo underground che ad oggi ancora non si era fatto vedere: lo provano i numeri, quelli delle partecipazioni e delle adesioni alla seconda edizione di Game Over, evento “raccoglitore” dei videogiochi indipendenti di tutta Italia, che fa notare chiaramente quanti volti nuovi siano apparsi nel Paese in un breve lasso temporale, nuovi anche solo rispetto alla prima edizione di questo festival o all’ultimo Svilupparty, presente in veste di associazione a Game Over per alcune interessanti conferenze.

Se è certamente vero che una parte già emersa dagli altri eventi c’è, ed è costituita da tutti quegli sviluppatori che almeno una volta hanno portato un titolo ad uno di questi appuntamenti, bisogna però dire che non sono mancati i nuovi lavori, quelli che tra il 19 e il 20 settembre si sono fatti vedere, giocare, “provare” e ascoltare per la prima volta. Insomma, oltre ai titoli che abbiamo già citato diverse volte nei nostri precedenti speciali, abbiamo avuto modo di provare un sacco di nuove opere, che conviene quantomeno passare velocemente in rassegna, confidando nella volontà del lettore di curiosare tra questi stand virtuali, per venire a conoscenza di un mondo veramente vasto e sempre più difficile da tenere d’occhio nel suo complesso. Per una lista completa degli sviluppatori partecipanti rimandiamo comunque al sito ufficiale dell’evento (disponibile QUI).

A Ghostly Matter

A Ghostly Matter, di Small Bros.

Ce n’è davvero per tutti i gusti: dall’affascinante GDR in prima persona Aeon of Sands di Two Bits Kids al frenetico Magic Carpet Experience di Monkeys Jam per iOS e Android (gioco che prende da Crossy Road e famiglia la tendenza a inserire una gran mole di personaggi giocabili, oltre a un gameplay basato sulla caccia al punteggio più alto, senza dimenticare la meccanica della rotazione attorno a un centro, che in qualche modo riporta alla mente Super Hexagon), passando per gli esperimenti “ibridi”, come il sorprendente A Ghostly Matter di Small Bros, un’avventura che fa incontrare il mondo dei platform, dei metroidvania e dei punta-e-clicca in un connubio efficacissimo. Ancora: i giochi di Teamomega (il twin stick shooter Hellphobia, che lavora molto su luci e ombre, ma anche il run game dalla struttura ritmica e a trial&error, Crappy Day, e uno Space Invaders in salsa bullet hell, Dangerous Skies), la visual novel A.Way di Annamaria Andrea (titolo che presenta alcune intuizioni parecchio interessanti sulla meccanica delle scelte multiple), Zero di Phobos, Boss Defiance di Tiny Pixel, il run game strategico Elescape, continuando con The Deepest Darkness, Synapse e Two Lives dei Malebolge Games Studio, Seep Universe del duo SEEP, Shaman Quest di Maurizio Faleo, Deep Flare: Explorer di BT Seven e l’evocativo platform 2D Tower of Samsara, degli internazionali Martello Nero (il cui pixel artist, Guilherme Gaspar, vive in Brasile). Per non parlare poi di Ceerk. Games con Musicology, Devil’s Daughter Productions con l’ironico RPG Devil Inside, oltre a XTeam (Retaliation Enemy Mine, Dartanan, Koso & Piggy…) e ai giovanissimi sviluppatori di GoManga, autori di due titoli ancora in fase di sviluppo, Not Another Platform Game e l’intrigante horror in prima persona Insane Decay of Mind: The Sound of Silence, che fa già intravedere un uso sorprendente di Unity (illuminazione, texture e modellazione 3D, in certi frangenti, lasciano a bocca aperta, e il risultato rimane sempre fluido e senza vistosi cali di frame rate).

Insane Decay of Mind: The Sound of Silence

Insane Decay of Mind: The Sound of Silence, di GoManga Interactive.

Al Leoncavallo sono però tornati anche molti sviluppatori già noti al pubblico, come i We Are Müesli di Cave! Cave! Deus Videt, presenti con due nuovi giochi, Venti Mesi e Siheyuan (un puzzle game multiplayer basato sulla collaborazione tra quattro giocatori e finalista nel concorso Branding Siheyuan di Pechino). Procedendo sempre in ordine sparso citiamo: Giochi Penosi con Grezzo 2 e Super Botte&Bamba II Turbo (ancora in fase di sviluppo e sempre più divertente. Merita una menzione il packaging della demo attuale: un finto inserto di Panorama con una copertina acidissima e una parte interna letteralmente rubata, o meglio strappata a riviste quali Novella 2000 e Chi), 34BigThings con Redout, Hyperdrive Massacre e Otto the Hamster, ma anche Atrax Games con Sym (QUI la nostra recensione) e Bonseki, ispirato al prototipo Less is More, poi i ragazzi di Bench on the Moon con Aantim: The Last One, Elf Games che ha portato con sé il coloratissimo Little Briar Rose, Michele Pirovano con .Age e inoltre la realtà virtuale di Rift’s Cave, proposta da Frost Earth Studio. A questo nutrito gruppo si aggiungono team quali Indomitus Games (In Verbis Virtus), Forge Reply (In Space We Brawl e Lone Wolf), KRUR a.k.a. Stefano Cecere (Tonzilla), Ossocubo (con Blue Volta), Raven Travel Studios (Cast of the Seven Godsends), The Short and the Tall (The Body Changer) e Yonder (Red Rope: Don’t Fall Behind), ma anche Chubby Pixel (Woodle Tree Adventures, di cui ci siamo già occupati tempo fa), Bad Seed (The Beggar’s Ride), Andrea Mercuri (Soul Reflection, Crowd Crush, KoLoKo …), Torbak Games (Battle Ants MMO, Uri), i Rising Pixel di Inquisitor’s Heartbeat, Marco Guzzo e il suo Call of Salveenee, Big Bang Pixel (con il vivacissimo Skiddy, tra gli altri), Neotenia con l’imminente e imperdibile Volvox, ed infine Indie Construction, che ha proposto al pubblico Bacterica.

Bonseki

Bonseki, di Atrax Games.

Insomma, Game Over si è confermata nuovamente un’esperienza fondamentale per il mondo videoludico italiano e non solo, perché è un evento capace di accogliere un gran numero di autori, giocatori, curiosi e interessati in un unico ambiente, dando a ciascuno uno spazio, senza giudizi o pregiudizi di sorta. Perdersi tra i tavoli in maniera anarchica, liberatoria e anche un po’ casuale è sempre più divertente, di anno in anno. Complimenti a tutti, sviluppatori ed organizzatori. Non resta altro da fare che giocare, in attesa di cadere ancora una volta in un buco, finire sottoterra (underground!) e imbattersi in un nuovo Game Over. Nel 2016.



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Illud