EtrusCon Estate 2015 – Giochi di ruolo indie!

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Posted 08/12/2015 by Daniele Di Rubbo in Eventi
Logo di EtrusCon

Incredibile ma vero, mi è stato chiesto di scrivere della mia esilarante esperienza alla scorsa edizione estiva della convention ludica che va sotto il nome di EtrusCon (alla quale ci si riferisce, in breve, come EtrusCon Estate 2015)!
EtrusCon è una convention dedicata principalmente ai giochi di ruolo indie, ma non solo: nel corso delle varie edizioni, abbiamo visto farvi capolino qualsiasi tipo di giochi di ruolo, giochi da tavolo, giochi di carte, wargame, giochi di ruolo dal vivo, ecc.
Oramai, io sono diventato un aficionado di questa convention: ho preso parte a tutte le edizioni estive, dal 2012 in avanti, e anche all’edizione invernale del 2014.

Esterno dell'hotel, con l'ingresso sovrastato dall'insegna.

L’Hotel Royal Palace, storica location di EtrusCon.

Prima di tutto, un po’ di storia

EtrusCon vede la sua prima edizione (invernale) nel febbraio 2011. Sulla scorta dell’enorme successo riscontrato, nell’estate 2011 segue immediatamente anche la sua prima edizione estiva. Da allora, l’evento si ripete con due scansioni annuali: una invernale, attorno a marzo, e una estiva, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.
Tradizionalmente, EtrusCon durava per i 3 giorni del fine settimana: venerdì, sabato e domenica. Dall’edizione dell’estate 2014, ma solo per quanto riguarda le edizioni estive, la convention è stata estesa alla durata di una settimana, dal lunedì alla domenica, con la maggior parte delle partecipazioni che si concentra comunque nei 3 giorni “canonici” del fine settimana. Quindi, attualmente, abbiamo visto solo due edizioni estive “estese”: quella del 2014 e quella del 2015.

Foto di un gruppo di persone sorridenti ad un tavolino tondo in un ambiente che pare anni '70.

Chi ha detto che alle convention dei giochi indie si giocano solo giochi indie? A questo tavolo si gioca a Dungeons & Dragons 5ᵃ ed.

Cos’è una convention ludica?

In buona sostanza, una convention ludica è un raduno di giocatori da ogni dove, per trovarsi assieme, parlare di giochi, conoscerne di nuovi (e vecchi) e giocare insieme ad altri appassionati. Anche se analizzare la storia della nascita di queste convention ludiche in Italia va ben oltre gli scopi di questo articolo, proverò comunque a darvi un’infarinatura generale1.

Innanzitutto, va detto che noi utilizziamo il termine “convention” in maniera leggermente impropria, dal momento che, nel mondo anglosassone, dove è nato, ci si riferisce con esso alle fiere vere e proprie, con una preponderante valenza commerciale, e delle quali la principale è sicuramente Gen Con, una specie di Lucca Comics & Games a stelle e strisce.
Quelle che noi chiamiamo convention sono molto più simili ai meetups (“raduni”) di giocatori che, almeno nell’ultimo decennio, hanno avuto una certa fioritura, nel mondo anglosassone, tra gli appassionati di giochi di ruolo indie. L’idea di un raduno di poche decine di persone, per trascorrere un weekend in una struttura alberghiera, o in un’altra situazione residenziale, pare avere una lunghissima tradizione nei murder party, che risalirebbero addirittura agli anni Trenta.
Nel frattempo, in Italia, sull’onda del successo dei giochi di ruolo indie, che cominciano a diffondersi con le prime pubblicazioni delle traduzioni dei giochi americani, nel 2008 nasce InterNosCon, la prima convention italiana di questo tipo “residenziale”, alla quale, col tempo, seguono altre manifestazioni simili.
EtrusCon nasce proprio in questo contesto.

Tavolo coperto da un panno rosso sul quale sono appoggiate matite, un bicchiere di plastica con due dita d'acqua, tre carte, un foglio da compilare e una manciata di dadi rossi.

A questo tavolo si gioca a Torchbearer (Thor Olavsrud e Luke Crane, 2013).

La mia esperienza a EtrusCon Estate 2015

A differenza dell’anno scorso, nel quale ho potuto partecipare all’edizione estiva per tutta la settimana, quest’anno le finanze e gli impegni mi hanno permesso di partecipare solo durante il fine settimana.
Quando sono arrivato, il venerdì, il clima era molto caloroso, come al solito, e gli altri partecipanti già pervenuti mi hanno accolto con la consueta simpatia. Sì, perché dovete sapere che, nel corso degli anni, tra i partecipanti a queste convention ludiche – che vengono un po’ da tutta Italia e, in quest’epoca di Erasmus e lavori all’estero, anche da altre parti d’Europa o del mondo – si sviluppa facilmente un rapporto di confidenza e di amicizia che, in alcuni casi, dura da anni.
La mia convention era già stata accuratamente programmata. La sera del venerdì avrei dovuto giocare a Cthulhu Dark, un gioco di ruolo minimalista col quale si giocano storie di orrore lovecraftiano, di Graham Walmsley, uno dei due ospiti internazionali della convention (l’altro era sua moglie Joanna). La mattina del sabato, Sagas of the Icelanders, di Gregor Vuga, organizzato e facilitato2 da me, mentre alla sera avrei dovuto facilitare Tirnath-en-Êl Annûn, un mondo di avventure per Fate, ambientato nella Terra di Mezzo durante la guerra di Angmar e scritto, sviluppato e illustrato da me, Antonio Amato e Daniel Comerci. Infine, la domenica mattina avrei dovuto giocare a Night Witches, un gioco sulle pilote sovietiche del 588° Reggimento bombardamento notturno, operative durante la Seconda guerra mondiale, di Jason Morningstar, organizzato e facilitato sempre da me.
Insomma, ho avuto una EtrusCon bella impegnativa: su 4 slot di gioco3, ne ho facilitati la bellezza di 3!

Il venerdì è presente solo lo slot serale, il sabato sono presenti sia lo slot diurno sia quello serale, mentre la domenica è presente solo lo slot diurno.

Vincent e Meguey Baker in piedi, distanti un paio di metri, si guardano, in un ambiente con una forte luce rossa ambientale.

Vincent e Meguey Baker, ospiti a EtrusCon Estate 2014, giocano a Fantasmi Assassini.

La convention è andata liscissima per me e mi sono divertito un sacco.

Lo slot di Cthulhu Dark: abbiamo giocato un gruppo di donne di basso ceto sociale in una Londra vittoriana e inquietante, e siamo rimasti invischiati in una storia di orrore viscerale in cui i temi della natalità e della mostruosità la facevano da padroni.

Lo slot di Sagas of the Icelanders: abbiamo giocato una saga islandese in cui i protagonisti erano un uomo rimasto vedovo, suo figlio e una seiðkona (“strega”), che se la sono visti con lo spettro della defunta moglie dell’uomo, in cerca di vendetta per il tradimento di lui con la seiðkona. Ne è venuta fuori una bellissima storia, con qualche tocco tragico e malinconico.

Lo slot di Tirath-en-Êl Annûn: abbiamo giocato un gruppo di guardiani dei Dúnedain del Nord, che hanno tentato di sventare una terribile alleanza tra i pirati di Umbar e il Re Stregone di Angmar, e che avrebbe di sicuro messo in ginocchio ciò che restava del Regno del Nord.

Lo slot di Night Witches: ci siamo catapultati a Trud Gornyaka, in Ucraina4, nel secondo teatro di guerra dei 6 nei quali ha operato il 588° Reggimento bombardamento notturno. Qui abbiamo visto la storia di pilote sovietiche intrappolate tra drammi familiari con fratelli, anch’essi sul fronte di guerra, problemi disciplinari, doppi giochi, rivalità, e carenza di rifornimenti e pezzi di ricambio. Il finale è stato col botto: durante la seconda missione di bombardamento, quasi nessuna della nostre pilote ha fatto ritorno alla base. Questo è il dramma davanti al quale ci mette un gioco che parla della guerra, senza esaltarla in maniera infantile e illusoria.

Anche gli altri partecipanti alla convention stati parecchio attivi. Durante la settimana, gli slot vengono organizzati molto informalmente, dal momento che molti preferiscono andare in giro, rilassarsi o stare in piscina, ma mi hanno raccontato di una bellissima partita di Avventure in Prima Serata (Primetime Adventures), il gioco di Matt Wilson in cui è possibile creare e giocare la serie TV dei propri sogni.
Per quanto riguarda il fine settimana ci sono stati giochi per tutti i gusti: oltre a quelle a cui ho preso parte io, potete vedere il vasto numero di eventi organizzati tramite il cosiddetto LapoCon, un’utility online per l’organizzazione degli slot delle convention, del quale la community italiana di giocatori indie fa un ampio uso durante i propri ritrovi annuali.

Alcune persone sedute attorno ad un tavolo, stanno tutti osservando con attenzione una di loro.

Qui potete vedere il tavolo del mio slot di Sagas of the Icelanders.

Perché venire a EtrusCon?

In definitiva, dal mio punto di vista, anche quest’ultima edizione estiva di EtrusCon è stata all’altezza delle aspettative, come sempre. C’è stata occasione per incontrare vecchi amici e per conoscerne di nuovi. C’è stata occasione per incontrare finalmente di persona altri giocatori conosciuti online, in alcuni casi, da anni. C’è stata occasione per conoscere e per far conoscere giochi nuovi e vecchi, o semplicemente per giocare giochi che aspettavano da troppo tempo di essere provati.
Quando si va via dalla kermesse montecatinese, è sempre così: ti rimane quella nostalgia e quell’amaro in bocca di chi sa che tutte le cose belle, purtroppo, devono finire.
Per fortuna che stanno già pensando all’edizione invernale del 2016!

La piscina di EtrusCon con dei natanti.

La mitica piscina spopola sempre in tutte le edizioni estive.

 


 


  1. Ci tengo a ringraziare in modo particolare Raffaele “Rafu” Manzo, per la gentilezza e il supporto prestatomi nel rintracciare queste informazioni. 

  2. Nell’ambiente italiano dei giochi di ruolo indie, si parla spesso di “facilitare un gioco” in luogo dell’inglese to run a game (“condurre un gioco, arbitrarlo”). Questo perché in alcuni giochi non vi è una figura di game master/arbitro di gioco ed, effettivamente, l’organizzatore non deve fare altro che spiegare le regole e “facilitare” la comprensione del gioco agli altri partecipanti. 

  3. Gli slot di gioco sono degli spazi orari di circa 5 ore, pasti esclusi, nei quali è possibile organizzare gli eventi della convention. Ovviamente, nessuno vi obbliga a far durare uno slot esattamente quanto previsto dai temi canonici: è possibile organizzare eventi che durino più o meno di uno slot, a seconda delle necessità del facilitatore. 

  4. Vale la pena di ricordare che questa zona si trova attualmente nell’area contesa dalla non riconosciuta internazionalmente Repubblica Popolare di Lugansk


About the Author

Daniele Di Rubbo

Daniele di Rubbo (Benevento, 1986) vive da sempre a Cremona, in Lombardia. Si interessa di giochi di ruolo fin dal 1997, quando il suo amico Davide lo inizia al mitico Guerre Stellari: Il Gioco di Ruolo (quello coi d6). Nel 1999 compra la scatola introduttiva del “Silver Anniversary” di Dungeons & Dragons, e da lì è l’inizio della fine. Nel 2007 legge il suo primo gioco “indie”, Avventure in Prima Serata, e lo trova in qualche modo geniale. Nel 2012 entra nel vivo della sperimentazione e prova più giochi in un anno di quanti ne abbia mai provati nei quattordici precedenti. Si interessa di letteratura, storia e cultura. Milita in politica (dal 2009 svolge il ruolo di Consigliere comunale). È laureto in Civiltà letterarie e storia delle civiltà e sta conseguendo la laurea magistrale in Civiltà antiche ed archeologia. Nel frattempo si diletta a creare e diffondere giochi che non vedranno mai la luce.



  • Simone “Polpaccio” Ferrari

    Salve a tutti , sono Simone Ferrari e vorrei , a titolo informativo, riferire che EtrusCon nasce per mia volontà , su ispirazione della InterNosCon 2010. E sempre dal sottoscritto è stata organizzata e gestita ogni edizione per la quasi totalità degli aspetti, fatti salvi i servizi offerti dalla location e da contributi offerti a titolo gratuito da volontari.