L’E3 2015 di Pixeflood

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Posted 25/06/2015 by Samuel Castagnetti in Speciali

Eccoci qua con il riassuntone dei provati e delle demo provate all’E3 2015! Siccome era in nostro primo E3, siccome ero da solo alla fiera e siccome abbiamo fatto tutto all’ultimo il servizio che vi tocca leggere è questo e non mille mila articoli singoli subito pronti in diretta da LA, ma un tardo e singolo articolo su ciò che ho provato e visto in fiera. Ricordate che mi sono fatto uno e trino per portare questo resoconto a voi lettori quindi ringraziate le mie sofferenti caviglie e godetene tutti.

Rainbow Six Siege

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Ho provato ben due volte il nuovo titolo Ubisoft, dal gameplay tattico e fortemente basato sul gioco di squadra, ma rimango comunque colmo di interrogativi. La demo riguardava il comparto multiplayer e in entrambe le sessioni di gioco, un totale di 3 partite con 3 round a partita, ho giocato sempre sulla stessa mappa però con obiettivi (attaccare o difendere), classi, skill e equipaggiamento dei vari soldati selezionabili che cambiavano. Come già accennato le partite erano composte da tre round, in alternanza si difendeva e attaccava e si vinceva al meglio delle 3 (tutti i round erano giocabili anche se una delle squadre aveva già vinto). Il soldato controllato dal giocatore ha una sola vita per round quindi bisogna gestirsela e vince il round chi elimina la squadra avversaria. Il mio parere sul gioco è altalenante per vari motivi. In primis è un gioco da giocare con gli amici altrimenti risulta probabilmente noioso e poco appagante dovuto ad una alta possibilità di poco gioco di squadra e/o organizzazione. Il gioco in se è bello e divertente nel suo gameplay e funziona per come vuol essere giocato. Unica pecca  possono essere i tempi morti per chi inevitabilmente muore e deve attendere il risolversi del turno per poter rivedere un po’ d’azione. Tuttosommato un titolo che piace ma porta con se elementi che possono penalizzarlo, vedremo quanto bene riuscirà a fare.

Forza 6

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Nulla di stratosferico da dire a proposito del sesto capitolo della serie Forza (non contando gli Horizon), personalmente non sono un giocatore di racing game, di conseguenza non saprei notare davvero le differenze tra i capitoli precedenti e Forza 6 se non fatti notare. Un bel gioco di macchine senza dubbio che va a rinfoltire la serie Microsoft e sicuramente ben accetto dai fan. Ho provato una gara e ne son rimasto molto soddisfato ma ancora una volta non saprei davvero analizzare il titolo nella maniera dovuta quindi vi lascio con un bello ma già visto.

Fable Legends

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Di Fable Legends non ho ancora capito cosa significa nella saga Fable: è quello che ne rimane dopo un infelice capitolo su Kinect oppure è un semplice spinoff? Perché, chiariamoci subito, Fable Legends è sicuramente un bel gioco ma non credo io personalmente ci spenderei un centesimo delle ore che ho speso sulla saga madre. E se la risposta al quesito è che Fable Legends è ciò che rimane di Fable qui son lagrime amare e notti uggiose in posizioni fetali a non finire. Ma veniamo al provato, ho giocato come un eroe, in particolare il tizio con la balestra. il gioco si gioca bene, non ha unn un gameplay stellare, ma ha comunque un buon livello di sfida e intrattenimento. A quanto visto nella demo i nemici che ho combattuto erano bene o male sempre gli stessi, ma le sessioni di gioco sono abbastanza veloci quindi non dovrebbero dare troppo noia. Come detto in precedenza il gioco in se ad ora è carino e divertente, però purtroppo o per fortuna si porta dietro un nome che pesa.

Gigantic

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“Questo Hansel va un casino quest’anno!”. E anche i MOBA vanno un casino: ho provato quindi Gigantic, esclusiva Microsoft per Xbox One e Windows 10. Il gioco innanzitutto ha spiccate differenze tra i classici Dota 2 o LoL, andando ad incontrare più da vicino SmiteGigantic è giocato come uno shooter in terza persona, mancano minion/creeps e farming e al posto del Nexus/Ancient vi sono degli imponenti guardiani che combattono a fianco degli eroi. Il gioco è molto colorato e veloce da padroneggiare, diverte e al momento non chiede un bagaglio imponente di ore di gioco per poter giocare con dimestichezza. Ma purtroppo non è tutto rose e fiori, se da una parte la semplicità porta la soglia d’accesso ad abbassarsi dall’altra lascia un po’ scontenti i giocatori dei moba più classici. Non solo vi è ancora una linea un po’ confusa sulle classi, ad esempio con le classi core non si fa fatica a capire cosa fare, ma arrivati agli eroi di supporto la situazione è spaesante, non essendovi wards, farming e creep, non si capisce bene cosa un eroe support possa fare o non fare per assicurare alla propria squadra il necessario. Tirando le fila, il gioco è fresco e interessante ma la mancanza di meccaniche classiche e di meta lascia un po’ spaesati su come affrontare la partita con determinate classi.

Gears of War Ultimate Edition

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Come è noto a tutti questo Martedì è finita la beta di Gears of War Ultimate su Xbox One, e probablimente chi interessato e munito della piattaforma ci ha già giocato, ma faccio una piccola e veloce analisi comunque. C’è poco da dire, Gears of War Ultimate Edition è il classico Gears ma con un volto nuovo e fluido. Era disponibile da provare il multiplayer, e il tempo trascorso divisi da questo titolo ha lasciato il segno in quella che forse è una delle peggiori performance ad oggi, ma tolto questo Gears Ultimate come detto porta tutto il bello dei titoli precedenti e quello del 1080p a 60fps.

Halo 5: Guardians

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Allora qua si parla della mia serie preferita quindi cercherò di essere obbiettivo. Come affermato prima i moba vanno un casino quest’anno e la nuova modalità Warzone, appena introdotta nel titolo 343 Industries, ne è un buon esempio. All’E3 era presente proprio questa modalità, e mi son fatto la mia fila di tre ore e mezza per voi e anche per me. Cosa dire di Warzone, piace e funziona. Partendo dal presupposto che il comparto multiplayer di Halo è ben radicato nel mondo console e funziona a dovere, l’introduzione di Warzone non andrà a guastare il panorama a disposizione dell’utenza nel caso fosse un flop, ma a mio personale parere non lo è. Per chi non lo sapesse, questa modalità vede due squadre affrontarsi per il controllo della mappa e, oltre alle due squadre, vi sono anche nemici neutrali. Le condizioni di vottoria sono due: raggiungere 1000 punti prima della squadra avversaria oppure ottenere il controllo di tutte e tre le zone della mappa e distruggere il core nemico. per guadagnare punti si dovrà uccidere gli spartan nemici e i nemici “neutrali”, mentre invece per controllare le zone il funzionamento è un classico king of the hill. Facendo questo le squadre guadagneranno livelli, l’avanzamento di livello garantirà nuove armi e veicoli da poter utilizzare. Tirando le somme il multiplayer si gioca sempre bene come ogni Halo ci ha bene o male abituato, questo esperimento a mio parere non guasta e aggiunge meccaniche mobalike che sono ben accette, a mio parere esperimento riuscito per il momento sempre che il popolo di Halo non preferisca rimanere solo sulle liste matchmaking convenzionali.

The Division

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Boom! The Division è il mio Best of Show! Lo shooter in terza persona con forti elementi RPG di Ubisoft mi ha convinto, almeno nel suo comparto multigiocatore. La demo provata vedeva il giocatore affrontare una delle zone mulitplayer del titolo con l’obbiettivo di recuperare equipaggiamenti contaminati ed estrarli tramite elicottero. Ma partiamo dalle basi: il gioco ci vede parte di una squadra facente parte della “Division”. Il nostro compito non è ancora ben chiaro, ma dovrebbe essere sistemare le cose in un setting post apocalittico. La Division può essere tradita attaccando altri agenti della stessa organizzazione rendendo il nostro personaggio un Rogue. I Rogue diventano obbiettivo della Division e se uccisi garantiscono loot e esperienza maggiorata. Ora, in tutto questo bisogna estrarre questi equipaggiamenti tramite elicottero, come detto. Bisogna quindi trovare dei nemici, che di certo non mancano, e sperare in un drop. Una volta trovato il drop chiamare l’estrazione, resistere fino all’arrivo del mezzo e estrarre gli equip, e poi ripetere il processo. A me la demo ha convito molto, l’ho trovato ben realizzato, bello da giocare, ben integrato e divertente, con meccaniche solide, almeno per il momento. Le skill dei personaggi sono molto ben bilanciate e per certi versi anche diverse dal solito. Detto questo riconfermo fermamente il meglio della fiera.

Call of Duty Black Ops 3

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Anno nuovo, nuovo CoD. Ho provato il multiplayer e due delle nuove classi introdotte nel nuovo titolo. Il gameplay è diverso ma sempre fedele alla serie e introduce nuove abilità e armi legate alle classi giocabili, ci sarà anche la possibilità di camminare sui muri e sprint illimitato aggiungendo nuovi livelli di mobilità ad un shooter già molto dinamico. Come detto, vi saranno armi e abilità legate ad ogni classe sbloccabili progredendo nella partita aggiungendo una sorta di “super” in stile Destiny ai vari personaggi. Tirando le fila, il gameplay cambia ma rimane comunque molto fedele alla serie, dinamismo e mobilità sono le parole d’ordine del comparto multigiocatore. Sicuramente nuove feature possono piacere ai fan della serie, che seppur inflazionata da un alto numero di titoli rimane comunque portatrice di una buona esperienza multiplayer.

Star Wars Battlefront

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Eccoci dunque ad un titolo molto atteso e non privo di rischi, alla fiera statunitense ho provato sia il multigiocatore che la modalità survival in coop split screen. Partiamo dunque dalla survival, interessante e divertente, apprezzabile la possibilità di giocarci in split, però ad ora nulla di davvero straordinario. Non è nulla di più che resistere a varie ondate di nemici insieme al proprio compagno di avventure. Il comparto multigiocatore invece è ciò che interessa maggiormente del titolo, ed è decisamente bello a vedersi, ma è lo stesso a giocarsi? La risposta è si e no: il multi è un incrocio tra Battlefront e Battlefield, il che non è necessariamente un male e infatti a mio parere i problemi risiedono altrove, o almeno nella demo provata all’E3. Ho giocato la mappa di Hoth nella fazione dei ribelli, cosa che ha portato alla sconfitta, e non sono l’unico che ha notato che la vittoria sia davvero lontana dalla portata. Giustamente rimanendo legati alla storia originale dell’impero colpisce ancora, i ribelli sono in inferiorità sia numerica che di potenza di fuoco, e questo è riflesso nel gioco, però vi sono seri problemi di bilanciamento, perché combattere contro altri giocatori e At-t walkers controllati dagli stessi mentre si cerca di creare una finestra per poter eliminare i bestioni corazzati diventa difficile anche avendo una buona squadra. Diciamo che il titolo promette bene ma ha ancora delle cose da limare soprattutto in termini di bilanciamento per comunque dare un’esperienza soddisfacente a entrambe le fazioni.

Con questo concludo il riassuntone, non perdete l’unica parte rimanente del mio reportage della fiera, che sarà pubblicato prossimamente, ovvero l’articolo dedicato a Sebastian Loeb Rally EVO e MotoGP 16!


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Samuel Castagnetti

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.