Asmodays 2017 – Giochi, giochi, e ancora giochi!

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Posted 19/09/2017 by Sara Porello in Speciali

Lo scorso weekend si sono tenuti, per il quarto anno consecutivo, gli Asmodays, un’appassionante due giorni di gioco libero e tornei dedicata, come suggerisce il nome, ai giochi Asmodee Italia! L’evento, quest’anno, si è tenuto all’Admiral Park Hotel di Zola Predosa (Bologna), che aveva già ospitato le prime due edizioni.

Essendo io una grande appassionata, oltre che di videogame, anche di boardgame e giochi di ruolo, ho partecipato con piacere all’evento, e con altrettanto piacere mi appresto a farvi un riassunto di questa bella esperienza.

L’area dedicata alle demo dei boardgame.

Iniziamo subito dalla “formula” dell’evento, che personalmente è una delle cose che apprezzo di più. Gli Asmodays consistono in una serie di demo di giochi da tavolo e giochi di ruolo targati Asmodee, spalmate nelle giornate di sabato e domenica. Non c’è bisogno di spostarsi dall’hotel al luogo dell’evento, perché l’evento stesso si tiene nell’hotel che ospita i partecipanti, i quali pagano un prezzo molto conveniente per il soggiorno; la quota della camera, inoltre, comprende tutta una serie di servizi in hotel, dalla prima colazione a buffet alla piscina panoramica; i pasti, non compresi, possono essere consumati al bar dell’hotel o tramite la formula del buffet (squisito!) a prezzo fisso. Il tutto per un rapporto qualità/prezzo veramente ottimo. Insomma, il bello degli Asmodays non è solo provare tanti giochi, ma l’esperienza nel suo complesso!

Uno dei tantissimi tavoli di gioco, in cui si prova Dice Forge.

Ma lo so, voi volete che vi racconti dei giochi. L’area demo, allestita in varie sale dell’hotel, offre un’ampia gamma dei titoli Asmodee, comprese le ultime novità (Il PadrinoNew Angeles) e le anteprime (Exploding KittensLa Leggenda dei Cinque Anelli). È suddivisa in un’area in cui provare i boardgame e un’area dedicata ai giochi di carte; c’è poi una sezione riservata ai tornei – ad esempio Il Trono di Spade LCG e Pandemic Survival, che ospita anche finali a livello italiano e qualificazioni. Oltre a tutto questo, è possibile acquistare i giochi nel piccolo shop di Asmodee. Il sabato sera, l’area demo è allestita per ospitare l’asta di giochi da tavolo, in cui i partecipanti possono mettere all’asta i propri giochi (nuovi o usati, di qualsiasi publisher e di qualsiasi anno) e, ovviamente, prendere parte all’asta stessa, rilanciando sul prezzo base per aggiudicarsi vere e proprie chicche a prezzi stracciati.

Un momento dell’asta dei giochi. Lotto 66.

In ogni caso, vi assicuro che non solo la formula è divertente, ma anche ben realizzata. In due giorni non c’è stato un solo intoppo: l’attesa per provare i giochi è sempre stata nulla o comunque molto ragionevole, i dimostratori sempre disponibili, competenti e sorridenti, i pasti sempre abbondanti e ben organizzati; mai una ressa, una coda, mai un problema. Complimenti sinceri agli organizzatori, che avrebbero molto da insegnare agli organizzatori di tanti altri eventi del mondo ludico, videoludico e dei fumetti…

“Sì, ma i giochi?”.

Va bene, chiusa questa lunga introduzione sull’evento, vado finalmente a dirvi due parole sui giochi che abbiamo provato.

 

 Il Padrino: L’Impero dei Corleone – Eric M. Lang

Lo avrete già capito dal titolo che, in questo gioco ambientato nella New York degli anni ’40-’50, i giocatori dovranno controllare una famiglia mafiosa agli ordini di Don Vito Corleone sfidarsi per il controllo del territorio, naturalmente con metodi mafiosi: autobombe, mazzette al sindaco e alla polizia, attività illecite, attività di facciata… L’ambientazione è resa davvero benissimo, le meccaniche del gioco sono elaborate e variegate, ma si arriva a padroneggiarle nel giro di pochi minuti. Lo scopo del gioco è guadagnare più delle altre famiglie mafiose, portando a termine gli incarichi assegnati da Corleone; per farlo, sarà necessario mandare le nostre risorse – boss, picciotti, ed eventualmente gli altri NPC che avremo corrotto con le mazzette – a estorcere il pizzo e a raccogliere il denaro proveniente dalle attività di facciata. Il posizionamento delle miniature è quindi strategico, perché ci permetterà di controllare più territori e accumulare più risorse. Il tutto, naturalmente, mettendo i bastoni tra le ruote alle altre famiglie, danneggiandone le attività o facendo sparire i loro affiliati. Graficamente, il gioco è molto bello: le carte presentano uno stile piuttosto semplice, ma tutti gli altri elementi del gioco (il tabellone, le miniature, le valigette per intascare il denaro, ecc.) sono ricchi di dettagli. Buona scalabilità, tempo di gioco intorno alle 2 ore, che aumenta, ovviamente, con l’aumentare dei giocatori. Nel complesso, Il Padrino è un gioco davvero ottimo, molto godibile, che vi farà trascorrere un paio d’ore piacevoli.

 

Century: La via delle spezie – Emerson Matsuuchi

Questo titolo ricorda molto da vicino, per setting e meccaniche, Splendor, con cui condivide il tema del commercio/scambio di risorse esotiche e preziose (se in Splendor erano gemme, qui si tratta di spezie). Le meccaniche, semplici e intuitive, sono adatte anche ai neofiti: i giocatori dovranno prendere carte utili a scambiare e/o potenziare le spezie in loro possesso, al fine di “acquistare” le carte che danno uno specifico punteggio; vince chi, alla fine della partita, ha il punteggio più alto. I materiali di gioco sono di ottima qualità, dalla grafica delle carte al tappetino in stoffa che costituisce il tabellone di gioco, dai cubetti in legno che rappresentano le spezie – con relative ciotoline – alle monete. Completano il quadro una buona scalabilità (da 2 a 5 giocatori) e una durata del gioco media, 45-60 minuti. In conclusione, un titolo davvero riuscito!

 

Secrets – Bruno Faidutti, Eric M. Lang

Un gioco di bluff e di spionaggio, veloce ed essenziale, ambientato durante la Guerra Fredda: i giocatori sono i membri dei servizi segreti americani e russi, oppure hippie, e il loro scopo, naturalmente, è quello di riconoscere i propri alleati e far fare punti al proprio team, danneggiando al contempo gli avversari. I giocatori dovranno giocare delle carte dagli effetti molto diversi, che consentono di guardare i segnalini personali o quelli degli avversari, di scambiare i segnalini o semplicemente di fare punti. I materiali di gioco, ossia carte e segnalini, hanno un gusto molto pop; la durata breve delle partite (difficilmente supereranno la mezz’ora) rende questo gioco ideale da giocare quando vi avanza qualche minuto, o se volete fare più partite in serie.

 

Arkham Horror: Il Gioco di Carte – Nate French, Matthew Newman 

Le ambientazioni lovecraftiane, ormai, vanno proprio di moda: prova ne è il proliferare di giochi di ogni tipo legati ai miti di Cthulhu. Arkham Horror si inserisce in questo filone, rappresentando la versione LCG del boardgame dal titolo omonimo: ne riprende alcuni aspetti – meccaniche collaborative, ricerca degli indizi, combattimenti – e aggiunge alcuni elementi tipici dei giochi di carte, come il deck building. Le meccaniche consistono nell’investigare e raccogliere indizi per far progredire la storia, e ogni turno è diviso in una fase di investigazione, in cui i giocatori compiono movimenti e azioni, e una fase dei miti, in cui subiscono le azioni dell’environment e dei mostri. Ogni investigatore ha delle statistiche di base, e potrà pescare dal proprio mazzo armi, incantesimi e oggetti che le potenziano o che attivano altri effetti. Le prove da affrontare verranno risolte pescando alla cieca un token con un punteggio positivo (raramente) o negativo (quasi sempre) da sommare alle proprie statistiche di base, o con un simbolo che attiva effetti particolari. Come di consueto, azioni dei giocatori e attacchi dei mostri avranno come risultato la perdita di punti ferita o di punti sanità mentale, che può portare alla morte del personaggio.
Questo gioco si caratterizza per una grafica cupa, dai toni scuri, in pieno stile lovecraftiano. La scalabilità è piuttosto bassa e la durata di una partita supera le 2 ore; la fortuna gioca un ruolo fin troppo importante. Sono disponibili numerose espansioni. Nel complesso si tratta di un buon gioco, poco indicato a chi si avvicina a questa tipologia di giochi per la prima volta ma assolutamente un must per gli amanti del genere e gli appassionati di Lovecraft!

 

Unlock! – Alice Carroll, Thomas Cauët, Cyril Demaegd

Una bella escape adventure collaborativa, che traspone le esperienze delle escape room in un gioco da tavolo. I partecipanti dovranno unire i loro intelletti per risolvere enigmi e puzzle, trovare codici, combinare tra loro le carte, e in ultimo, risolvere il rompicapo di volta in volta proposto nelle varie missioni del gioco base e delle espansioni. Guidati da una app che segnala il tempo rimanente, i giocatori hanno a disposizione una serie di carte numerate da combinare: sommandole, o scoprendo gli indizi nascosti in esse, potranno pescare altre carte che li faranno progredire verso la soluzione. Grazie all’app, si potranno inserire i codici per sbloccare alcuni indizi o attivare congegni. Il tempo di gioco? Dipende da voi e da quanto sarete abili nel progredire! Ottima la scalabilità, ma la rigiocabilità delle singole avventure è praticamente nulla. Nel complesso, questo gioco rappresenta una bella sfida all’ingegno, e sicuramente va premiata l’originalità dell’idea.

 

Le Case della Follia: Seconda Edizione – Nikki Valens

L’aspetto che mi è piaciuto di più di questo gioco è la presenza di due supporti indispensabili per giocare: uno fisico, costituito dal tabellone di gioco – la mappa di una casa, espandibile mano a mano che si esplorano nuove stanze, e l’altro digitale, che consiste in un’app che controlla il gioco e con cui i giocatori devono interagire in diversi modi. La app, introdotta in questa seconda edizione, andrà a sostituire il master e non solo fungerà da voce narrante negli intermezzi della storia, ma controllerà anche diverse funzioni fondamentali del gioco, come gli scontri con i mostri e le interazioni con gli indizi da investigare, proponendo anche dei veri e propri puzzle da risolvere sullo schermo del tablet. Il turno di gioco è diviso in una fase di investigazione, in cui i giocatori muoveranno le loro miniature sulla mappa e compiranno azioni, come investigare o attaccare, e una fase dei miti, in cui invece sarà lo scenario con i suoi pericoli e i suoi mostri ad attaccare i personaggi: sarà la app a stabile i criteri secondo cui muovere le miniature dei mostri sulla mappa. Per affrontare le sfide che il gioco propone, i personaggi dovranno tirare un numero di dadi corrispondente al valore delle loro caratteristiche, con eventuali modificatori dati da alterazione di status, oggetti o armi pescate, ecc. La prima volta che i punti ferita o i punti sanità mentale di un personaggio arrivano a zero, quel personaggio assume lo status di ferito o impazzito; la seconda volta che uno dei due valori raggiunge lo zero, invece, il personaggio muore. Il gioco è difficile, come meccaniche ma anche nelle lotte coi mostri, e non è adatto ai neofiti; la componente aleatoria, purtroppo, è assolutamente preponderante. Buona scalabilità, partite mediamente piuttosto lunghe.

 

Cookie Box – Jean-Claude Pellin

Un piacevole intermezzo, un gioco semplicissimo e velocissimo, adatto a giocatori di ogni età e ogni livello di esperienza. Ogni giocatore dispone di nove gettoni fronte/retro con diversi tipi di dolci: si pesca una carta con disegnata una sequenza di dolci disposta in un quadrato di 3×3, e i giocatori dovranno comporre quella sequenza; il più veloce si aggiudica la carta! In teoria il gioco finisce quando un giocatore accumula quattro carte, in pratica è come coi cioccolatini: si va avanti, una carta dopo l’altra, finché non ci si stufa!

 

T.I.M.E. Stories – Peggy Chassenet, Manuel Rozoy

Un gioco narrativo, a metà tra boardgame e gioco di ruolo, in cui i giocatori collaborano per scrivere una storia e risolvere una missione. In questo gioco interpreterete gli agenti dell’Agenzia T.I.M.E., che vi manderà a spasso nel tempo per raggiungere diversi obiettivi: nella demo che abbiamo giocato, siamo stati mandati su una nave pirata del ‘600, alla ricerca di alcuni prigionieri da liberare. I personaggi dovevano esplorare i diversi ambienti della nave, recuperare oggetti e segnalini che permettono di accedere a specifiche aree o di sbloccare avanzamenti nella storia. Ma cosa succede se la missione fallisce? Niente paura, i vostri agenti potranno tentare un’altra incursione, conservando alcuni elementi già trovati nella prima incursione, ma, soprattutto, in possesso dell’expertise data da essa, che permetterà loro di compiere le scelte giuste e di andare a colpo sicuro. Il bello dei viaggi nel tempo, no? Le meccaniche sono semplici ma molto efficaci, la grafica è di altissima qualità, ma il vero problema è la rigiocabilità, praticamente inesistente, dal momento che ogni avventura può essere portata a compimento una sola volta. Per fortuna che ci sono le espansioni!


About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.