Un quindicenne scopre il Gamecube: Product Number 03

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Posted 30/01/2015 by La Redazione in Rubriche

Dopo una lunga pausa, ecco che riesco finalmente a scrivere una nuova parte della mia rubrica. Questa volta parlerò di un titolo quasi misconosciuto: si tratta di Product Number 03. Il gioco è uno shooter per Gamecube diretto dal famosissimo creatore di Resident Evil e del più recente The Evil Within: parlo di Shinji Mikami ovviamente.
Product Number 03 fu il primo titolo ad esser pubblicato da Capcom per questa console Nintendo e ai tempi faceva parte dei ”Capcom Five’‘, ovvero 5 titoli il cui compito sarebbe stato quello di riscattare le sorti del Gamecube. Oltre a P.N.03 gli altri titoli erano Viewtiful Joe, Killer7, Dead Phoenix (quest’ultimo cancellato) e soprattutto: Resident Evil 4. Tutti questi titoli furono però poi pubblicati anche per la concorrente: i ”Capcom Five” arrivarono poi anche su Playstation 2, tranne Product Number 03 che ai tempi fu un fallimento sia in termini di vendite che di critica, con dei voti abbastanza mediocri.

Product Number 03: uno shooter in terza persona prodotto da Capcom.

Product Number 03 ci mette nei panni di un mercenario: Vanessa Z. Schneider che, senza alcun apparente motivo, sarà contattata da un agente che le affiderà varie missioni attraverso dialoghi davvero poveri. Il nostro unico compito sarà svolgere tutte le missioni che ci verranno affidate, ci verrano date ben poche informazioni su ciò che stiamo facendo nel corso del gioco. A causa della povertà dei dialoghi, il carattere della bellissima Vanessa Z. Schneider è abbastanza anonimo ed è un vero peccato perché poteva essere un personaggio molto più convincente. Insomma: quella di P.N.03 mi è sembrata una storia campata un po’ in aria.

I livelli di P.N.03 sono tutti abbastanza lineari.

Arriviamo ora invece a quello che doveva essere il pilastro portante del gioco: il gameplay. Durante le missioni dovremo farci strada tra i nemici a colpi di sfere d’energia, che verranno sparate dalla mano del protagonista. La potenza di queste sfere e la velocità con la quale vengono sparate sono tutti fattori che cambieranno a seconda della tuta indossata. Attraverso un piccolo negozietto sarà possibile acquistare, mediante i punti che si otterranno svolgendo un gran numero di combo vari oggetti, potenziamenti e tute che andranno a cambiare il nostro aspetto fisico. Purtroppo le poche differenze estetiche tra una tuta e l’altra riguardano spesso solamente il colore. Acquistando nuove tute e nuovi potenziamenti sarà più semplice eliminare i vari nemici e boss, i quali si ripeteranno in continuazione attraverso degli scenari a loro volta ripetuti. Tutta questa ripetitività in sole 3 ore di gioco, che è la durata effettiva di Product Number 03.

Una delle tute disponibili in Product Number 03.

Insomma, non è proprio il massimo del divertimento ritrovarsi dopo solo 1 ora e mezza di gioco contro gli stessi identici boss battuti precedentemente, soprattutto vedendo la scarsa durata del gioco. Ma personalmente penso: se una prima partita non è riuscita a soddisfare il giocatore, come può una seconda run renderlo più appassionante? Pur essendoci tantissime tute da provare, nuovi attacchi speciali, la main quest rimane sempre quella: anonima, ripetitiva e noiosa, tutto ciò a causa di una ridondanza di scenari e nemici. Ma c’è un ulteriore problema che ritengo giusto segnalare: la telecamera. Tantissime volte mi sono trovato davanti ad una schermata di Game over per colpa della visuale a dir poco ingestibile in certe occasioni. Snervante. Arrivati a questo punto, penserete che il gioco lo abbia trovato davvero insufficiente, ma non posso mentire che in fondo un po’ mi ha divertito. Nonostante i vari difetti di cui il gioco soffre, mi aspettavo qualcosa di molto peggio da come lo descrivevano. Certo però che da Mikami mi sarei aspettato molto altro, ma una piccola chance a P.N.03 gliela darei, perché alla fine se la merita.


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.



  • Gabriele Marchetti

    Questo è uno dei giochi più sottovalutati di sempre; un vero Gamer lo sa apprezzare fosse per una sola caratteristica che però lo rendeva al tempo – e che mai più ho ritrovato finché ho videogiocato assiduamente e completamente a 369 gradi (fino alla PS3/XBOX360) – unico e irripetuto, impegnativo e Reale: L’a.i. e i pattern di comportamento dei robot nemici. Spesso, da che si è iniziato a dare i.a. Ai nemici ( imho uno dei primi concreti tentativi di svolta appare in jet force gemini, poi sublimato in Halo) ma in questi si trattava di esseri viventi e i loro cokportamenti erano diciamo “umanizzati” e spesso fedeli ad uno script. In P.N.03 i robot di basso livello seguono Pattern a obiettivo, ovvero uccidere, secondo caratteristiche e proprietà che hanno in dotazione. Se quindi il loro modo di operare è elementare, spesso ci danno la sensazione propria dell’essere braccati da chi ci vuol far fuori senza scrupoli (non presenti in una macchina) ed è una sensazione che al tempo era mai provata prima e più provata poi (vedi quanto detto sopra). Il tutto quindi rendeva unico il gameplay, la giocabilità, pur piena di difetti di camera e di ingenuità varie.Gli attacchi speciali poi erano davvero molto belli e vari e le tute sebbene accomunabili erano variate per proprietà e funzionalità. – cool per intenditori e amanti degli SPARATUTTO (inteso nella vecchia accezione del termine: questo è un titolo assimilabile più a Einhänder o a R-Type ad esempio che a un qualsiasi altro shoot’em up in terza persona).