Un quindicenne scopre il GameCube: Luigi’s Mansion

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Posted 30/11/2014 by La Redazione in Rubriche

Fino a qualche anno fa nemmeno sapevo cosa fosse un Gamecube. Esatto, si può dire che abbia iniziato a giocare ai videogiochi direttamente con la Playstation 2, e all’epoca nemmeno sapevo dell’esistenza di questo “Gamecube“, o addirittura della “Xbox“: pensavo esistesse solamente la Playstation 2, e questo perché nel mio paesino tutti quanti ne avevano una.
Come seconda console comprai un Nintendo DS e con il passare degli anni la mia curiosità aumentava: avevo bisogno di altri giochi, scoprire cose nuove e fu proprio questa curiosità a farmi scoprire vere e proprie perle che sono diventate in seguito i miei giochi preferiti (9 Persons 9 Hours 9 Doors, sto parlando proprio di te).
Dopo il Nintendo DS arrivò il Wii che purtroppo non riuscì proprio a colpirmi nel cuore (dopo pochi giorni dall’acquisto era già lì abbandonata) ma la mia curiosità mi fece sorgere una domanda: cosa c’era prima del Wii?

Iniziai così ad informarmi su internet, e venni a sapere di Gamecube. All’inizio nutrivo un’indifferenza totale verso questa console, ma tramite YouTube iniziai a seguire diversi video di giochi disponibili su questa vecchia piattaforma.
Iniziai così a scrivere una lista di titoli che volevo provare, lista che, giorno dopo giorno, si allungava sempre di più. Tra questi, la mia attenzione si focalizzava soprattutto su 3 giochi: Luigi’s Mansion, Pokémon Colosseum ed Eternal Darkness Sanity Requiem.
Ecco che finalmente ho avuto l’opportunità di giocarci: il primo che provai fu Luigi’s Mansion, poiché mi serviva un gioco che non fosse tanto impegnativo, qualcosa per rompere il ghiaccio con questa console nuova (almeno per me), e scelsi proprio il primo gioco ad esser pubblicato per Gamecube.
Apro questa piccola parentesi dicendo che la curiosità per questo titolo è nata anche dopo aver finito il seguito per 3DS: volevo sapere questo ”2” a cosa fosse dovuto.
Ecco che inizia così quest’avventura con il mio primo gioco per Gamecube!

Una villa infestata ci aspetta!

Lo dico già da ora, Luigi’s Mansion ha rispettato parzialmente le mie aspettative, deluse soprattutto dalla longevità: 5-6 ore per portare al termine la trama, compresi i pochi eventi secondari da svolgere, come la cattura dei 2-3 Boo con cui avevo un conto in sospeso.
Come accade anche nel secondo capitolo, il Dottor Strambic ci chiederà di aiutarlo con la caccia ai fantasmi attraverso un fantastico aspirapolvere, chiamato Poltergust 3000, in grado di assorbire queste presenze malefiche all’interno di una villa che ci verrà misteriosamente… regalata vincendo un concorso (a cui non abbiamo nemmeno partecipato).
Il nostro compito sarà quello di salvare nostro fratello Mario, e lo faremo esplorando a fondo la magione, perquisendo ogni stanza per trovare chiavi o altri oggetti necessari per proseguire la nostra avventura. Alcune aree, prima di svelarci tutti i loro segreti, ci metteranno di fronte a degli enigmi talvolta davvero divertenti e geniali, in particolare una menzione d’onore va alla stanza in cui sarà necessario comporre una canzone (tratta da un titolo di Super Mario), per poi indovinare di quale titolo si tratta.
Attraverso il Poltergust potremmo aspirare vari elementi (Acqua, Ghiaccio e Fuoco), che ci aiuteranno a catturare altri fantasmi o risolvere rompicapo incentrati su quest’ultimi: purtroppo, però, i 3 poteri non vengono sfruttati a dovere né per gli enigmi, né per la cattura dei nemici e sembrano solo delle aggiunte di poco spessore.
Passiamo invece al compito principale che ci viene affidato, catturare i fantasmi che si andranno a nascondersi nelle numerose zone (in posti specifici), aspettando solo di essere trovati per iniziare una ”battaglia”. Il problema, secondo me, sta nel fatto che certe stanze, seppur piccole, siano zeppe di fantasmi. Infatti, se ne possono trovare anche 5-6 in una sola di queste, quando sarebbe stato meglio distribuirli  in altri punti della villa.

Attraverso i 3 elementi saremo in grado i risolvere enigmi in modo alternativo.

All’inizio i comandi mi sono sembrati davvero molto legnosi, la visuale era abbastanza scomoda, ma piano piano mi sono abituato al sistema di gioco proposto dal titolo.
Ripulita una parte della casa andremo in contro al boss di turno, il quale necessita di una strategia specifica per esser sconfitto, ma non preoccupatevi dato che quasi nessun boss vi darà problemi dal momento che la soluzione per sconfiggerli è sempre abbastanza ovvia. Durante la nostra avventura incontreremo anche dei mob particolari, la cui cattura necessiterà di tattiche speciali che varieranno a seconda del fantasma che ci troveremo ad affrontare. Una volta concluso un ”capitolo” tutti i nemici catturati verranno riportati al loro stadio originale e trasformati in quadri da appendere nella galleria.

Le stanze sono sempre piene di enigmi da risolvere!

La nostra avventura  sarà  accompagnata  anche da un comparto sonoro di buon livello e non si potrà far a meno di innamorarsi del main theme del gioco, che una volta udito non si scollerà più dalla vostra testa.
Anche visivamente  il gioco si difende molto bene grazie ad una  grafica ottima.
Purtroppo, il problema principale rimane quello della longevità che mi porta a pensare che Luigi’s Mansion sia solo un piccolo assaggio. Un delizioso antipasto di quanto visto su 3DS.  Arrivato ai crediti, mi sono sentito come se il gioco non mi avesse dato tutto quello che poteva offrirmi. Non preoccupatevi, nel secondo capitolo tutti i difetti del predecessore sono stati arginati (anche se molti vecchi fan avrebbero preferito un’esplorazione libera e non una struttura a missioni).
In conclusione Luigi’s Mansion pur avendo vari difetti è un buon titolo, che con estremo ritardo vi consiglio vivamente di giocare.



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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.