Appunti di Viaggio: To The Moon

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Posted 18/05/2014 by La Redazione in Rubriche

All’inizio sembra una commediola buffa, con due scienziati imbranati ma geniali che litigano e due ragazzini dispettosi che si rincorrono in una casa enorme e accogliente. L’atmosfera però è greve.
Johnny sta morendo. È vedovo e vive con la sua badante, Lily, e i due figli della donna in una bella casa su una scogliera sormontata da un faro. River, sua moglie, è morta due anni prima ed è stata sepolta ai piedi del faro. Johnny vuole realizzare il suo più grande desiderio, prima di morire: per questo ha chiamato i due scienziati, che si riveleranno invece essere dottori. I due, Eva e Neil, dovranno entrare nella memoria dell’uomo e ripercorrere tutta la sua vita, dagli ultimi anni sino all’infanzia; quando avranno raccolto abbastanza ricordi, dovranno costruirne uno falso che convinca Johnny di essere arrivato sulla luna.

Eva e Neil si preparano ad iniziare il loro "lavoro"

Eva e Neil si preparano ad iniziare il loro “lavoro”

Da questo punto in poi ho pianto come una fontana.
È triste dover riscrivere la propria vita in punto di morte, rinunciando a tutte le proprie esperienze e agli incontri, perché non si sono avute le opportunità desiderate, ed è ancora più triste doverlo fare senza ricordarne il motivo, perchè nella vita reale si è stati privati persino dell’identità. Pian piano durante il gioco si assiste a tutti i sentimenti e le esperienze di Johnny: la morte e la malattia di River, il loro matrimonio, il fidanzamento, gli anni della scuola…
È davvero molto commovente entrare nella vita di un uomo che non ha mai vissuto appieno, e sconvolge sapere che tutto verrà cancellato per lasciare il posto all’alternativa. Significa che Johnny perderà quel poco di sé che gli è rimasto, ma “almeno sarà felice”. È un rischio che vale la pena di correre? Eva e Neil lo chiamano “lavoro”. Anche questo è triste: per loro è solo routine. Ma è una routine che funziona, che raggiunge lo scopo di rendere felici.

Uno dei ricordi che i dottori visitano per ricostruire la storia di Johnny

Uno dei ricordi che i dottori visitano per ricostruire la storia di Johnny

To The Moon rappresenta tutto quello che temo, che cerco o in cui credo da quando ero bambina: l’ideale dell’amore eterno, la paura ossessiva di perdere le persone care o di dimenticare, il bisogno di trovare qualcuno di speciale col quale condividere tutto, la sensazione che tutto funzioni secondo un disegno armonioso, il dubbio di non essere accettata… L’intera storia mi ha anche ricordato i grandi amori dei nonni, quelli che non finiscono mai e iniziano da giovanissimi. L’idea di passare una vita insieme, nonostante le incomprensioni e i problemi, arrivare alla vecchiaia e magari non sopportarsi più, sentire che si è perso tutto quando uno dei due muore, mi ha sempre affascinato e rattristato. È stato uno dei miei ideali di vita, che forse ha influenzato molto il modo in cui ho vissuto il gioco.

La casa di Johnny e River sorge su una scogliera con un faro, un luogo molto significativo per loro

La casa di Johnny e River sorge su una scogliera con un faro, un luogo molto significativo per loro

Ho rivisto tutto questo nella storia di Johnny e River. Storia che hanno vissuto l’uno in funzione dell’altra per tutto il tempo e dove lei è stata una bussola per lui, l’unica che ha conservato la memoria di quel che Johnny aveva perduto. Ecco, in alcuni punti ho odiato Johnny per questo, perché non riusciva a cogliere il significato di quel che River faceva o diceva: l’onnipresente ornitorinco, la palla di stoffa, il faro, i conigli – soprattutto quello blu e giallo, non rappresentavano niente per lui. Non è giusto: si viene presi dallo sconforto e dall’amarezza, e si inizia a sospettare che stiano insieme per un capriccio e non per un effettivo legame che li unisce, perché sembrano davvero troppo inadeguati l’uno all’altra e così distanti, ma sono strettamente legati, nonostante tutto.
Il messaggio che passa in ogni istante della vicenda, però, è che andrà tutto bene.
Sempre, anche nei momenti più bui.

 

 


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Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.