Un quindicenne scopre il Gamecube: Pokémon Colosseum

0
Posted 15/12/2014 by La Redazione in Rubriche
Pokémon Colosseum

Si può dire che Pokémon sia una delle mi saghe videoludiche preferite: da quando l’ho conosciuta ho comprato ogni capitolo al Day One, sempre puntuale per ritirare la mia copia.
Ho scoperto Pokémon alle elementari, quando stava iniziando a diffondersi il Nintendo DS: nella mia città tutti lo possedevano con Pokémon Diamante o Pokémon Perla. Cugini, amici, compagni di classe: tutti avevano un Nintendo DS, tranne me. In quei tempi, passavo le giornate a giocare con la Playstation 2 insieme a mio cugino: ci divertivamo un casino a giocare con quel piccolo capolavoro di Ape Escape 3. Arrivò però il giorno in cui, andando a casa di mio cugino, giocavo solo io con la console Sony, mentre lui stava seduto sulla poltrona con il Nintendo DS a giocare a Pokémon Diamante. Dopo vari inviti per farlo giocare con me, mi stancai: lui non mollava e io mi avvicinai a lui per vederlo giocare. Fino ad allora vedevo solo gente giocarci ma non mi ero mai avvicinato più di tanto. Quel giorno però mi innamorai di Pokémon Diamante. Passai un mese intero a chiedere un Nintendo DS in regalo ai miei genitori, fino a quando ne ottenni uno con Pokémon Perla.

Pokémon Perla

Il mio primo gioco di Pokémon.

Pokémon Perla fu l’unico gioco che mi regalarono per Nintendo DS, da qui spiegate le 999:99 ore di gioco. Iniziai così a parlare di Pokémon con i miei amici, in classe li disegnavo in continuazione, fino a quando arrivò il momento in cui la moda passò. Tutti quelli con cui giocavo iniziarono a dire che ”si erano fatti troppo grandi per giocare a queste cose”: quasi tutti smisero di giocare a Pokémon, tranne me. Ironico il fatto che tempo fa ero il primo a disprezzarli e poi mi ritrovai da solo a giocarci.
La mia passione non sembrava avere una fine: iniziai a recuperare i vecchi capitoli, Rosso, Giallo, Smeraldo, Rossofuoco fino ad arrivare ad oggi, quando proprio 2 settimane fa ho acquistato Pokémon Omega Rubino.
Nella settimana prima dell’uscita di Omega Rubino decisi di riprendere la mano con Pokémon dopo 1 anno di pausa, giocando a Pokémon Colosseum per Gamecube, uno spin-off della saga, per portarmi un po’ di aria fresca. Ecco quindi che a seguire vi parlerò di tutte le mie personali considerazioni su questo spin-off.

Pokémon Colosseum

La copertina di Pokémon Colosseum per il leggendario Game Cube.

Il mio sogno è sempre stato quello di giocare un gioco Pokémon totalmente in 3D, ma non come XY e ORAS, qualcosa un po’ oltre. Pensavo che questo sogno si potesse avverare in Pokémon Colosseum, ma così non è stato.
Sapendo che era uno spin-off non mi aspettavo meccaniche pari a quelle della saga principale, con i Capipalestra e la Lega Pokémon, ma qualcosa che ci sarebbe andata vicino, collezionando vari Pokémon per portarli nel campo di battaglia.
Il gioco inizia in una maniera abbastanza scialba, con un video d’introduzione dove vediamo il nostro protagonista (che apprezzo, essendo totalmente fuori dagli schemi per un titolo Pokémon: è un ex-membro del Team Clepto) rubare la Cleptatrice che sarà in grado di rubare Pokémon degli allenatori, e poi fuggire.
Durante il corso della nostra avventura faremo la conoscenza di una giovane ragazza, rapita dallo stesso Team Clepto, che ci seguirà per tutto il corso dell’avventura dal momento che ha dei poteri che le consentono di rilevare Pokémon Ombra dagli allenatori.
Ed ecco che qui entra in gioco una parte importante del gameplay: la cattura dei Pokémon Ombra. Attraverso la Cleptatrice e grazie all’aiuto della nostra giovane ragazza, sarà possibile catturare questi speciali tipi di Pokémon il cui cuore è stato “oscurato” facendogli dimenticare temporaneamente delle mosse caratteristiche.
Se questo concetto può sembrarvi interessante raccontato, giocandolo le cose diventando un po’ più complicate, dal momento che dopo la cattura di un Pokémon Ombra (questa tipologia di Pokémon è l’unica catturabile non essendoci erba alta) per liberare il proprio cuore saremo costretti a ”partecipare” ad una gran quantità di battaglie: un processo davvero lento soprattutto per chi tende a crearsi una vera e propria squadra da portarsi nell’avventura. A mio avviso attraverso questa funzione è il gioco stesso a cercare di distogliere l’attenzione dal crearsi una squadra, che va però in conflitto, pur essendo uno spin-off, con la filosofia della saga Pokémon, vivere un’avventura con le proprie creature. Motivo per cui ho affrontato l’intera avventura solamente con i 2 Pokémon iniziali: Espeon ed Umbreon, per nulla gradendo il modo in cui è stata applicata questa funzione al gioco, andando ad intaccare il divertimento.

Grazie alla nostra compagna potremo individuare facilmente i Pokémon Ombra.

Tornando alla trama, durante la nostra avventura cercheremo di sventare i piani del Team Clepto e in molte occasioni ci ritroveremo a sfidarli, ma non ci saranno solo delle semplici guardie a sfidarci: dovremo infatti sconfiggere i 4 tenenti, Mirror B., Venus, Dakim ed Ein, sotto comando del loro capo Nascour.
Ho trovato che questi 5 personaggi chiave del gioco, siano davvero addirittura sotto gli standard dei giochi Pokémon come caratterizzazione, a tal punto che mi son sembrati 5 personaggi uno più inutile dell’altroGenius Sonority avrebbe potuto optare per un minor numero di comandanti, ma caratterizzati decisamente meglio.
Durante il gioco potremo avventurarci all’interno di alcune location molto varie fra loro, dove ci aspetteranno piccoli dungeon: sarà all’interno di questi posti che si svolgerà il gran numero delle battaglie. Il gioco mi è sembrato fin troppo pieno di allenatori, non che sia un male, ma dopo un po’ si inizia a pensare che servono solo ad allungare il brodo e nulla più.

Mirror B.: dove lo trovate un tenente amante della Samba?

Precedentemente avevamo menzionato il fatto che il gioco ci portava all’esplorazione di varie location davvero interessanti e ottimamente realizzate graficamente, personalmente non mi aspettavo una così grande cura nelle ambientazioni, ma questa cura purtroppo non l’ho vista nei modelli degli allenatori, che soffrono di animazioni ripetive e si presentano in modo davvero scialbo (in aggiunta al precedente citato design scialbo) e il discorso purtroppo si estende anche ai personaggi chiave del gioco. Per fortuna si è svolto un buon lavoro con dei modelli poligonali dei Pokémon, davvero eccellenti e curati, anche se il numero totale delle creature non è molto alto. Essendo stato uno dei primi giochi in 3D di Pokémon si può chiudere anche un occhio.

Una delle tante battaglie che ci aspetteranno in Pokémon Colosseum.

Pokémon Colosseum si difende abbastanza bene anche sul lato del comparto sonoro, accompagnando l’esperienza con una bella colonna sonora: non raggiunge l’inarrivabile qualità della saga principale, ma sanno il fatto loro. Qualche soundtrack l’ho purtroppo davvero trovata fuori posto o addirittura che non rendesse giustizia al momento, ma alla fin dei conti non ho particolari critiche contro il sonoro che, come ho detto prima, è davvero buono.
Concludendo, questo Pokémon Colosseum non è proprio un gioco perfetto o un capolavoro memorabile: ha molti difetti anche se devo ammettere che alcune cose gli son riuscite davvero bene. Tutto sommato penso che i fan storici della saga possano apprezzare questo capitolo, perché alla fin dei conti ha divertito anche me.


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.