Appunti di Viaggio: Little Inferno

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Posted 18/05/2014 by La Redazione in Rubriche

“Tocca un punto qualsiasi per creare fuoco.”

È un invito allettante, soprattutto se d’inverno si adora guardare la legna che scoppietta nella stufa e stare accoccolati lì vicino a controllare che la fiamma non si spenga lasciandoci al freddo.
Little Inferno offre la stessa opportunità, ma è infinitamente più pericoloso. È subdolo.
All’inizio miss Nancy, la produttrice di Little Inferno, ci avverte di non esagerare, di fare con calma e stare attenti, perché il nostro camino è solo un prodotto di intrattenimento e nessuno ci giudica, senza contare che ci sono cose più importanti del fuoco. Non è vero: per tutto il gioco il nostro unico scopo è bruciare oggetti utili per accumulare soldi che spenderemo per compare altri oggetti utili da bruciare.

Riempire il camino sarà il nostro unico obiettivo per tutto il gioco

Riempire il camino sarà il nostro unico obiettivo per tutto il gioco

Pian piano scopriamo che bruciare le cose ci diverte e ci soddisfa in un modo davvero perverso e ci accorgiamo di non poter fare a meno della fiamma che danza davanti a noi, anche se quel che bruciamo soffre, si lamenta come se fosse vivo, oppure canta, esplode o fluttua. Distruggiamo oggetti che in condizioni normali custodiremmo gelosamente o utilizzeremmo o ammireremmo rapiti, ma non ha importanza sinché il fuoco ci scoppietta davanti. Dobbiamo addirittura ponderare bene prima di decidere se bruciare o meno un regalo molto importante. Follia.
C’è altra gente attorno a noi: la nostra vicina, la piccola Sugar Slumps, che ci scrive ogni tanto e a volte ci chiede in prestito degli oggetti, e l’omino delle previsioni che ogni tanto ci aggiorna con un nuovo catastrofico bollettino.

L'inquietante pubblicità del Little Inferno

L’inquietante pubblicità del Little Inferno

I messaggi di entrambi sono sempre più inquietanti, perché ci accorgiamo di aver perso il controllo, di esserci rinchiusi in un eremo caldo e accogliente trascurando tutto il resto e ignorando le conseguenze di tutti quei fuochi costantemente accesi. È stressante sapere che va tutto male ma non si può fare altro che seguire il circolo vizioso del giocattolo che abbiamo acquistato, perché abbiamo davvero paura di restare al freddo e senza soldi per acquistare nuovi combustibili dai cataloghi.
Effettivamente c’è qualcosa di più importante, lo capiamo pian piano durante il gioco, quando iniziamo a provare fastidio nel bruciare determinate cose e a preoccuparci per la sorte di Sugar e dell’intera città.
L’unico modo per salvarsi è stare in contatto con l’esterno.

 


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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.