Le Casse del Morto #06: import/export

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Posted 26/01/2015 by Illud in Rubriche
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Il tema che farà da filo conduttore per la sesta puntata della nostra playlist musical-videoludica (a cadenza anarchicamente casuale) è chiarito fin da subito nel titolo: questa volta proporremo colonne sonore di giochi che è possibile reperire solo tramite importazione. Ma avremo anche modo di esplorare le sfumature e le ambiguità di significato del termine “importazione”, scegliendo una strada che porterà, come al solito, a proporre una moltitudine di brani diversi, non dimenticando possibili collegamenti aleatori e momentanei con l’argomento “del giorno”. Diamo dunque il via alle danze, incominciando a preparare gli scatoloni e a impilarli sui bancali, pronti per l’importazione. Che, dal punto di vista del “mittente”, è sempre un’esportazione.

PixelFlood_Rubrica_Rubriche_IlCelacAntro_LeCasseDelMorto_LeCassedelMorto06_ImportExport_OST_VideoGameMusic_Soundtrack_ImportGames_Retro_RetroGaming_ImportExportIniziamo il viaggio con Hirofumi Taniguchi, compositore responsabile di molte delle OST dei giochi di Love-de-Lic (il vecchio team di Kenichi Nishi, “papà” del mai troppo ricordato Chibi-Robo!, sviluppato da Skip, studio responsabile anche dei successivi capitoli della serie). Nel 2008 Taniguchi firma la colonna sonora di Captain Rainbow, gioco che, purtroppo, rimarrà per sempre confinato in Giappone, salvo importazioni e sacrosanta “pirateria” (è solo per convenzione che utilizzo questo termine ideologicamente orientato alla conservazione di modelli culturali ormai vetusti, come il diritto d’autore classicamente inteso). Ascoltiamo allora Mapo Action, con i suoi straordinari riff di chitarra in odor di “blues”.

Proseguiamo, a ritroso, sul percorso tracciato da Nishi, e arriviamo al 1997, anno di pubblicazione di Moon: Remix RPG Adventure, la cui colonna sonora è composta dal già citato Taniguchi, assieme ai Thelonious Monkees (tutti autori che hanno collaborato anche per la OST di UFO – A Day in the Life) e a molti altri musicisti (per l’elenco completo rimando all’ottimo Video Game Music and Anime Soundtrack Database). Lasciamo dunque tempo e spazio a ben due brani presi di peso da Moon, ovvero Hole in Your Sock e una versione riarrangiata di I’m Waiting for the Night (che pare sia ispirata proprio al pezzo dei Depeche Mode, Waiting for the Night, riproposto qui di seguito!).

Rimanendo sempre in tema di giochi di ruolo, ci spostiamo sul primissimo Mother per NES, conosciuto in occidente come EarthBound Zero e tradotto in lingua anglosassone (in maniera praticamente perfetta) solo grazie agli sforzi di una comunità di appassionati. Fallin’ Love arriva in un punto preciso del gioco, in un momento di una dolcezza sconfinata. Un momento in cui i pixel hanno deciso di abbracciarsi e di cadere innamorati, sotto una cascata di note sospese nel vuoto e accompagnate soltanto da tocchi leggeri (note di altezza differente, che proseguono per tutto il brano, anche se variate nella tonalità in corrispondenza delle “cascate”) a scandire la struttura ritmica del brano. Fra l’altro mi riesce impossibile non pensare ogni volta a Gravitation di Jason Rohrer, ascoltando questa traccia. Vale la pena giocare Mother anche solo per questo pezzo e per quello che accade in quel punto. Fallin’ Love.

Proseguiamo con Keiichi Suzuki, compositore assieme a Hirokazu “Hip” Tanaka della soundtrack di Mother, e ascoltiamo i bellissimi giri di chitarra di A New Nostalgia, da Real Sound: Kaze no Regret di Warp (team capitanato dal grande Kenji Eno).

Passiamo a un gioco quasi completamente sconosciuto e poco “frequentato”, il buon Yuuyami Doori Tankentai, avventura horror per PSX sviluppata da Spike. Molto interessanti la veste grafica e la colonna sonora, di cui riproponiamo un estratto.

Ora è il momento del grande Osamu Sato, autore di cui abbiamo già parlato parecchie volte. In attesa che ritorni a dedicarsi al mondo videoludico (non si hanno più notizie di titoli sviluppati da OutSide Directors Company dal 2000, anno di Rhythm ‘N’ Face, gioco che abbiamo trattato anche in QUESTO articolo), diamo spazio a Eastern Mind (scaricabile gratuitamente da QUI), avventura grafica del 1994 che può vantare anche un seguito, Chu-Teng, del 1995. La reiterazione sembra un tema portante dell’intera colonna sonora, e questo elemento si riscontra effettivamente anche nelle altre produzioni di Sato e compagni. Ecco a voi le atmosfere inquietanti e  ripetitive di Exhausting Recollection.

Torniamo di corsa su Hirofumi Taniguchi, proporre un brano dalla trasognata ed eclettica (si va dal jazz alla musica da chiesa, passando per i brani “a cappella”, come il fantastico Happy Shabby Life – Daytime Stroll in Tsurukame Town) soundtrack di Chulip, gioco pubblicato nel 2002 da Natsume e sviluppato da Punchline. Interessante notare quanto è piccolo il mondo: il “director” del progetto è Yoshirou Kimura, precedentemente sviluppatore di Love-de-Lic (e si torna a Kenichi Nishi!). Facciamo una “pausa tè” con A Gentleman’s Teabreak.

Tanto per parlare un po’ di Love-de-Lic, passiamo a L.O.L.: Lack of Love, la cui colonna sonora è stata composta dal solito Taniguchi, per gli effetti sonori, e soprattutto da Ryuichi Sakamoto, compositore anche della OST di Seven Samurai 20XX (creato in collaborazione con Mœbius, tra gli altri). Di seguito presentiamo il meraviglioso Opening Theme del gioco.

Dedichiamo ora un po’ di spazio a Nanashi no Game, titolo per DS sviluppato da Epics e pubblicato da Square Enix nel 2008. Un horror interessante che sfrutta l’idea del gioco nel gioco. Nameless Theme, di Masayoshi Soken.

È il momento di una “boss fight“: ecco la colonna sonora che accompagna alcune difficili battaglie dell’ottimo Shin Megami Tensei: Strange Journey, pubblicato per DS nel 2009, ovviamente da Atlus. Boss Battle.

E ora creiamo un ponte tra mondi videoludici: si tratta della serie di Boku no Natsuyasumi (creata da Kaz Ayabe), e del dimenticato Houkago Shounen, pubblicato da Konami per DS. Due mondi gioiosi e “bambini”. Due mondi che profumano di nostalgia e dolcezza.

Rimaniamo in tema di bambini, e parliamo dei Kobito Dukan, i folli personaggi partoriti dalla mente di Toshitaka Nabata, apparsi per la prima volta nel libro The Dwarf Encyclopedia. I Kobito sono strane creature legate al mondo naturale: si tratta di strambi esseri floreali e/o animali con un volto umano e “grottesco” (potete vedere alcuni esempi di questi “omini” nella copertina dell’articolo). In Giappone sono diventati un vero e proprio fenomeno di culto, con tanto di meravigliose “action figure” di tutti i tipi disponibili sul mercato e perfino due giochi per 3DS. Di seguito mostriamo il bellissimo video musicale prodotto da Asmik Ace per promuovere i mitici Kobito.

Da strani “folletti-spiritelli” della natura a un folletto verde nella più classica delle crisi di “mezza età”. Stiamo parlando di Tingle, protagonista di uno spin-off “zeldiano” su DS, Freshly-Picked Tingle’s Rosy Rupeeland. Ascoltiamo un brano dal seguito di questo gioco, ovvero Tingle’s Balloon Trip of Love, purtroppo relegato al suolo giapponese, a differenza del “capostipite” della serie. Un Tingle impegnato nella ricerca di un’anima gemella, in un GDR dalle meccaniche ludiche particolarmente interessanti. Sentiamo Faraway Separation, di Kiyoshi Hazemoto e Tomoko Sano.

E ora parliamo di Cocoron, titolo pubblicato nel 1991 per Famicom e mai uscito dalla “Terra del Sol Levante“. Particolarmente interessante la possibilità di creare i propri personaggi assemblando vari “pezzi”, che andavano ad influire sui parametri dei personaggi stessi. Ascoltiamo il tema che accompagna le allegre “passeggiate” nel primo livello di gioco.

Ma, si diceva in apertura, ogni processo di importazione è sempre un percorso di esportazione (e viceversa), se osservato dal punto di vista “opposto”. È con questa idea in mente che abbiamo deciso di dedicare un po’ di spazio a un gioco tutto italiano, ovvero Dylan Dog: Gli Uccisori, sviluppato e pubblicato da Simulmondo nel 1992 per varie piattaforme. Qui vi proponiamo l’intro della versione per Commodore 64, la cui colonna sonora è stata composta da Lorenzo Toni e Cristiano Cicci Cieri. È interessante notare come il tema principale ricordi, in un momento preciso, Impressioni di Settembre, brano composto nel 1972 dalla Premiata Forneria Marconi e riproposto di seguito per l’occasione.

Chiudiamo questa lunga puntata con un omaggio al più volte citato Keiichi Suzuki. Dopo svariate ricerche non sono riuscito a reperire l’opera da cui  è tratto questo Chicken Heart Theme, un brano di una delle molte colonne sonore composte dal maestro giapponese, che ha lavorato anche con il Takeshi Kitano di Zatoichi. Buon ascolto, e alla prossima puntata!


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Illud




  • Chrono256

    Commovente. Forse la migliore puntata della rubrica finora, per me. 🙂