Appunti di Viaggio: Gone Home

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Posted 09/07/2014 by La Redazione in Rubriche

Io odio le case vissute e vuote. Le odio. Sopratutto quelle che hanno più porte che stanze e sono in disordine come se qualcuno fosse scappato via in fretta e furia, lasciando i cassetti spalancati e il televisore acceso. Mi terrorizzano.
La mia priorità in ogni stanza è stata accendere le luci, non perchè fosse effettivamente utile farlo bensì per essere sicura che ogni angolo fosse visibile e controllabile, onde evitare brutte sorprese.

Un piccolo scorcio della cantina della villa

Un piccolo scorcio della cantina della villa

Ammetto che ho dovuto giocare due volte Gone Home, perchè la prima volta ero talmente preoccupata dalle porte infinite e dalla ricerca degli interruttori che non ho prestato attenzione a ciò che veniva narrato. La seconda volta ho scoperto una vicenda dolcissima e i problemi della famiglia che abita in questa villa colossale.
Katie, la ragazza che impersoniamo, è appena tornata dalle vacanze in Europa: la casa è vuota, buia e silenziosa, in disordine e totalmente a sua disposizione per poter essere esplorata. Fuori infuria un terribile temporale e l’esterno dell’enorme abitazione ci resterà sempre sconosciuto. Da subito la voce della sorella di Katie, Samantha, inizierà a raccontare la storia che accompagna l’esplorazione della casa: alcuni oggetti che troveremo daranno avvio a un nuovo episodio, perciò bisogna curiosare in ogni cassetto e, ahimè, intrufolarsi in ogni armadio.

Il soggiorno ancora in disordine, come se fosse passato un uragano

Il soggiorno ancora in disordine, come se fosse passato un uragano

Pian piano scopriremo i segreti e le vite dei genitori di Katie, e il resoconto del lungo anno passato da Sam nella nuova scuola e nella vicina città, le nuove amicizie, gli screzi con i professori, le serate ai concerti e ad alcune feste. Sembra una normale famiglia con un’ordinaria figlia adolescente, ma la storia raccontata da Sam rivela un’altra realtà, di cui ogni angolo della casa è impregnato. Sam passava molto tempo nella villa con Lonnie, una ragazza conosciuta a scuola e con la quale aveva molti interessi in comune, ma la loro intima amicizia a un certo punto diventa un problema tale da impedire a Sam di vivere serenamente.

La stanza di Sam

La stanza di Sam

Dopo aver capito e realizzato cosa si nascondeva dietro al disordine e alle innumerevoli stanze vuote, ho smesso di aver paura della casa e ho iniziato a provare sentimenti contrastanti di orgoglio e preoccupazione. È un gioco con una storia molto attuale e sofferta, che fa riflettere e che dovrebbe essere giocato da tutti.

Gli sviluppatori, alla fine, ringraziano: Thank for playing.


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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.