Appunti di Viaggio: Pregnancy

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Posted 28/03/2015 by La Redazione in Rubriche
Pregnancy

Ungheria, un giorno qualsiasi.

Lilla ha 14 anni, va a scuola e vive con la zia e la cugina. La incontriamo mentre compra un test di gravidanza in una farmacia, sotto gli sguardi di disapprovazione di una vecchina e del commesso. Tornata a casa legge le istruzioni e fa il test, con una certa rassegnata serenità. Immediatamente parte un sinistro flashback: lo sfondo abbandona i dolci colori pastello e diventa livido, la musica passa da un piano melenso a una terrificante ambient e sullo schermo si susseguono violente didascalie in diagonale. È il resoconto dello stupro subito da Lilla quattro mesi prima, raccontato in prima persona con frasi brevi e incisive che trasmettono tutta la disperazione, la frustrazione e la forza di quei momenti. Il flashback finisce per farci scoprire che il test è positivo.

Il momento in cui incontriamo Lilla

Il momento in cui incontriamo Lilla.

Qui entriamo in scena noi, come giocatori. Dobbiamo scegliere se congratularci con Lilla o condividere le sue imprecazioni. Lei resterà davvero sorpresa di noi, qualsiasi sia la nostra scelta, e si mostrerà diffidente nei nostri confronti, sino a credere di star impazzendo per lo shock della notizia. Pian piano inizierà a fidarsi di noi, la voce nella sua testa, e ci chiederà chi siamo, da dove veniamo, se abbiamo dei figli, se crediamo in dio e se quel dio è favorevole o meno all’aborto. La accompagneremo a fare terapia e a scuola, e scopriremo che il suo ragazzo l’ha mollata perché lei aveva rifiutato le sue avance sessuali dopo lo stupro.

Quel che colpisce è che Lilla non ha limiti etici a priori nel decidere se portare avanti o meno la gravidanza (solo Gabriella, sua cugina, si oppone fermamente all’aborto, mentre sua zia Panka la lascia assolutamente libera di fare le sue scelte), perché in realtà viene lasciato tutto in mano al giocatore, che può dare consigli orientati alla libera scelta o al pro-vita, a seconda della propria opinione in merito, inducendo Lilla a considerare entrambe le alternative. Gli sviluppatori hanno orchestrato il tutto in modo che la protagonista alla fine prenda una decisione contraria alle nostre direttive, perché “ci sono argomenti validi in entrambi i punti di vista”, e in conclusione consigliano alcuni siti in cui documentarsi.

Brividi

Brividi.

Decidere di abortire non è mai facile: Lilla si scopre curiosa di essere madre e si stupisce del fatto che nel suo corpo stia crescendo una piccola vita, ma è anche terrorizzata all’idea che non sarà in grado di occuparsi di suo figlio o di odiarlo perché frutto della violenza subita. Si trova in quel limbo doloroso che spesso si tende a trascurare quando si parla di aborto e di gravidanze non desiderate. Dall’esterno è facile dire che solo dio decide della vita e della morte umane o che una donna è libera di gestire il proprio utero come vuole, o anche dibattere su quando e come un feto diventa persona e se la sua vita vale quanto quella della madre o di meno o di più, ma quanti si chiedono a quali dilemmi è sottoposta una ragazza che resta incinta senza volerlo? Purtroppo il gioco non approfondisce i dubbi di Lilla, che si fermano al lato economico ed emotivo, né spiega cosa la legge e l’opinione pubblica in Ungheria sostengano sull’aborto o quale sia la situazione delle ragazze madri, sebbene anche questo influisca sulla scelta in questi casi.

Dobbiamo assumere un ruolo preciso nei confronti di Lilla. confesso che mi è spuntata una lacrimuccia.

Dobbiamo assumere un ruolo preciso nei confronti di Lilla. Confesso che mi è spuntata una lacrimuccia.

Sarebbe stato interessante sapere tutte queste cose, magari dalle labbra della zia, che si mostra troppo neutrale e disinteressata nei confronti di una ragazzina inconsapevole, e avrebbe di certo reso il gioco più realistico e coinvolgente, a iniziare dal punto in cui in Ungheria l’aborto è teoricamente incostituzionale dal 2012 (articolo 2: “La dignità umana è inviolabile. Ogni uomo ha diritto alla vita ed alla dignità umana, la vita del feto va protetta fin dal concepimento”), e l’introduzione della pillola abortiva è di fatto fallita.

Dal mio punto di vista Pregnancy non raggiunge il suo scopo, nemmeno a livello personale, nell’intento di far riflettere davvero su questo problema, sebbene faccia scegliere un ruolo particolare al giocatore (siete la sua coscienza, un consulente, un amico? Come si rapportano queste figure differenti a una ragazzina incinta dopo una stupro?) e lo affianchi a Lilla per qualche giorno. Trovo però che sia utile tentare di affrontare temi simili in modo così “democratico” come hanno fatto gli sviluppatori, magari la prossima volta con più attenzione alla situazione politico-sociale.


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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.