Appunti di Viaggio: Papo & Yo

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Posted 18/10/2014 by La Redazione in Rubriche

A mia madre, mio fratello e le mie sorelle con affetto, con i quali sono sopravvissuto al mostro che risiede in mio padre.

Quico è nascosto nel suo armadio per ripararsi dalla rabbia del suo papà quando sul muro si apre un portale che lo catapulterà in un fantastico mondo parallelo, una coloratissima e sbilenca favela. La mia prima preoccupazione è stata assicurarmi che dal portale non uscisse nessun altro, poi (as usual) che la scala a pioli alle mie spalle non si potesse usare – e in effetti non si può usare, infine capire se potessi passare sulle grondaie – e no, neanche quello è possibile.
Quico è stato richiamato in quel mondo da una ragazzina sfuggente e agile che disegna i portali con dei gessetti. Non c’è il tempo di scoprire chi sia e cosa voglia da lui: appena Quico la raggiunge lei disegna una porta arabescata attraverso la quale fugge via su un tetto, da cui invita il ragazzino a seguirla.

La ragazzina "saggia" che richiama Quico in questa strana favela

La ragazzina “saggia” che richiama Quico in questa strana favela

Per lui non sarà così semplice: dovrà infatti attivare tutta una serie di leve, chiavi e ruote ogni qual volta dovrà ripercorrere i passi della ragazzina, in certi casi provando e riprovando a causa della difficoltà dei passaggi. Quando li attiverà, la case e i tubi della favela si sposteranno su dei cardini o su sottili gambette che fanno il rumore di una molla, si apriranno grate, cancelli e canali e appariranno delle scale o delle rampe.
A breve si uniranno a lui Lula, fidato robottino giallo, e Papo, un enorme mostro rosa con un corno da rinoceronte. Entrambi lo aiuteranno nei suoi spostamenti, sia per sbloccare degli ingranaggi che per fare lunghi salti sino a luoghi altrimenti irraggiungibili. Papo, però, ha un segreto: le raganelle lo fanno impazzire, e quando ne mangia una diventa furioso e violento. Nel gioco ci viene fatto capire sin dall’inizio che questo mostro grosso, pigro, goloso e a volte cattivo, ma anche premuroso quando c’è bisogno, rappresenta il papà di Quico. Lui vuole aiutarlo, e per farlo deve portarlo da uno sciamano che lo guarirà dalla rabbia esplosiva.

"LULA!"

“LULA!”

Non sarà facile: basta davvero poco perchè Papo perda la calma e scaraventi Quico e Lula da una parte all’altra con una violenza e una rabbia spaventose. È terribilmente ostinato in questo, inarrestabile se non dopo aver fatto dei danni o aver mangiato un frutto marcio, e un paio di volte arriverà persino a tradire la fiducia di Quico, che lo perdonerà sempre e continuerà nel suo viaggio.
Il contesto di gioco e le relazioni tra i personaggi sono ambigue e problematiche: non è chiaro chi sia o rappresenti la ragazzina, non è chiaro che rapporto abbia con Papo e con Quico – visto che a volte si presenta come amica, altre è un po’ più materna a protettiva e altre ancora è civettuola – e non è chiaro chi sia davvero Papo per entrambi i ragazzi.
Papo fa paura, ma anche tanta compassione: che tipo di uomo corrisponde a un mostro del genere? Si sente solo, fallito, frustrato? Le raganelle rappresentano il liquore (di una marca famosa) di cui il papà di Quico abusa, e alcuni flashback mostrano azioni orribili di cui un uomo potrebbe essere ossessionato tutta la vita.

Non è un bene quando Papo adocchia una raganella

Non è un bene quando Papo adocchia una raganella

Nel gioco viene usato e corrotto per il suo bene, ma poi lo si abbandona, lo si lascia andare. La ragazzina a volte prende le sue difese, nonostante sappia tutto di lui e dei suoi problemi, e dà la colpa a Quico per tutte le volte in cui Papo crolla a terra esausto dopo le sue sfuriate. Quel mostro enorme è in realtà un animaletto fragile e immaturo, la ragazzina lo sa, e sa anche come sfruttare queste sue caratteristiche sino al limite per aiutare Quico a rimediare ai danni provocati dallo stesso Papo, spesso neanche per sua colpa, bensì perchè è la situazione stessa a richiederli.
Quico, come gli ripete più volte la ragazzina, è dannato: non è al sicuro in quel mondo, come non era al sicuro fuori. In alcuni punti del percorso che farà per salvare Papo sembrerà così coraggioso, abile e determinato, ma alla fine le sue azioni vane lasceranno solo l’amaro in bocca.
Davvero non so come interpretare questo gioco: è un riscatto della famiglia di Quico dalla violenza del padre? È l’allontanamento del padre dal nucleo famigliare per una qualche ragione giuridica? Non so… alla fine sembra che non sia stato Quico a vincere, ma Papo a perdere. Tutto.


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Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.