Appunti di Viaggio: Convoy

0
Posted 22/05/2015 by La Redazione in Rubriche
Convoy

Novembre 2014: Convoy supera con successo la campagna Kickstarter, con tre settimane di anticipo. Il nostro Rugerfred, nel frattempo, riceve le risposte all’intervista che aveva inviato agli sviluppatori.

Convoy mi tenta da allora ma io, indecisa se giocare o meno e con alle spalle alcune esperienze da cronaca nera con FTL (ho bruciato più gente della Santa Inquisizione) e NEO Scavenger, l’ho lasciato a riposo sinora.

Benvenuti su Oramek Prime

Benvenuti su Omek Prime: avete del lavoro da fare.

È un gioco spietato, cattivo sino all’ultimo bit. Facciamo parte dell’equipaggio dell’astronave Mercury che, a causa di un’avaria, ha dovuto fare un atterraggio d’emergenza sul pianeta più vicino: Omek Prime, un pianeta desertico punteggiato di cittadine e di campi di fortuna in cui tre fazioni nemiche (i crudeli Raiders, gli ubertecnologici T.O.R.V.A.K. e gli avidi Privateers) si spartiscono territori e potere. L’adorabile mappina esagonale indica esattamente le loro zone di influenza, segnandole in rosso, blu o verde.

Abbiamo bisogno di alcuni pezzi di ricambio per la nave, perciò veniamo mandati in missione a bordo di un grosso veicolo, scortato da altri più piccini, alla ricerca dei suddetti pezzi, per i quali dovremo girare per tutto il pianeta. Nel nostro girovagare troveremo dei “punti di interesse” in cui incontreremo i più svariati personaggi, da mercanti di schiavi a carovane di infermi da soccorrere, da improbabili profeti del deserto ad avventuriere alla Indiana Jones… L’umanità è varia su Omek Prime, e offre più opportunità della sola riparazione della Mercury. Fermarsi ai “punti di interesse” può infatti farti guadagnare pezzi di rottami, la moneta del gioco, e amici, nonché farti rischiare la vita. Lo trovo anche molto più interessante che recuperare i pezzi necessari per la nostra nave (ok, suona egoistico, ma quando la nave parte il gioco finisce, che ci posso fare?). Tra tutto quel che mi è capitato, serbo un ricordo tutto speciale per la cospicua vincita di al Lucky Peacock Casinò e per la cacciatrice di tesori incontrata in uno stadio abbandonato. Poi c’è lui, la star indiscussa del gioco, il tacchino Rugerfred, che proprio non voleva farsi acchiappare e mi ha costretta a inseguirlo per chilometri, portandomi verso una morte atroce.

Convoy

Il divo che ha distrutto i miei sogni di gloria. E io ero pure felice di averlo trovato…

Purtroppo le prime partite non sono state così rosee: spesso e volentieri, il mio computer ha deciso che Convoy proprio non voleva farlo funzionare, e son stata costretta a fare decine di partite brevi prima che impazzisse. Inoltre le prime versioni del gioco ti impedivano di puntare su una strategia precisa e lasciavano molte cose alla fortuna: spesso ho rifiutato le richieste di aiuto per paura di incappare in un’altra battaglia su strada e poter sopravvivere un po’ più a lungo. Solo le ultime volte, grazie ai fix degli sviluppatori, ai suggerimenti di giocatori più esperti e all’espediente di mettere a riposo il gioco dopo alcuni minuti, son riuscita a realizzare qualcosa, ma l’esperienza continua ad essere influenzata dall’ansia di distruggere definitivamente la scheda video.

Nonostante questi intoppi, ho trovato Convoy divertente e coinvolgente, soprattutto perché è possibile andare su e giù per la mappa totalmente a caso, seguendo i segnali radio dei “punti di interesse” o i campi di fortuna, per rifornirti di benzina e armi o riparare i veicoli. Dopo un bel po’ di partite ho preso coraggio e ho provato ad avvicinare le carovane e i viaggiatori solitari, sino a fare di tutto per ingaggiare una battaglia.

L'epilogo della mia migliore partita

L’epilogo di una delle mie migliori partite.

Una volta ho sfidato un boss, per imprudenza, proprio mentre uscivo da un altro scontro e avevo tutti e tre i veicoli non proprio in forma contro cinque veicoli e il grosso corazzato dei Raiders, tanto che dopo alcuni spari ho rinunciato e mi son lasciata massacrare affascinata. Nello stesso modo ho iniziato a trasportare i feriti e “vendicare” i soprusi, nonchè ad accettare incarichi per onore o per soldi, col rischio di restare spesso bloccata senza benzina in mezzo al deserto. Certo, di questo passo la mia Mercury impiegherà decenni a decollare di nuovo, ma non penso sia un grosso problema: ciò che mi attira in Convoy, come in NEO Scavenger, è la possibilità di esplorare in giro e vedere che succede a seconda di quello che faccio, con possibilità teoricamente infinite.

Per informazioni tecniche potete leggere la recensione di Rugerfred e Samuel.


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.