Steam permette il “Game Ban” agli sviluppatori

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Posted 30/04/2015 by Tracotanza in News

Sebbene Steam abbia sempre supportato il Ban contro cheater ed utenti che disturbano i giochi multiplayer, un nuovo sistema permetterà agli sviluppatori di negare l’accesso ai propri giochi a coloro che saranno considerati dannosi per il divertimento.
Il GameBan sarà effettuato da Valve ma sarà un semplicissimo servizio a disposizione dei developers che avranno pieno potere decisionale su chi cacciare via dal proprio prodotto.  Come si legge nella pagina Steam Community:

Perché a nessuno piace giocare con i cheaters.
Giocare videogiochi dovrebbe essere divertente. Volendo assicurare la migliore esperienza multiplayer, Valve permette agli sviluppatori di implementare il loro sistema che individua e banna permanentemente ogni giocatore distruttivo, come quelli che usano cheats.
Gli sviluppatori dei giochi informano Valve quando un giocatore dannoso viene identificato nel proprio gioco, e Valve applica il game ban all’account. Lo sviluppatore del gioco è l’unico responsabile per la decisione di applicare un ban dal gioco. Valve si limita a far rispettare il ban come da istruzioni dello sviluppatore.
Per maggiori informazioni su uno specifico Game Ban in uno specifico gioco, si contatti lo sviluppatore del gioco


La notizia non è attualmente considerabile ne positiva, ne negativa e sebbene sia facile comprendere come non possa essere Valve stessa a fare controllo sulle migliaia di giochi che affollano la sua piattaforma, la storia ci insegna di come molti sviluppatori non siano esattamente modelli di correttezza ed efficienza. In accordo o meno con la decisione di Steam non possiamo che sperare che questa ci porti ad un miglior controllo sulla qualità dei multiplayer ancora tediati dalla piaga dei bari.


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All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico