Gamescom – I titoli provati: Parte 2

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Posted 29/08/2017 by Samuel Castagnetti in News

È il mio turno a esaminare quanto visto in Gamescom, una fiera che, rispetto agli anni scorsi, è risultata sottotono, soprattutto per quanto concerne l’effettiva presenza di giochi davvero interessanti, ma che nonostante ciò ha saputo sfornare qualche perla inaspettata. Bando alle ciance: vediamo insieme gli yay e i nay di quanto abbiamo provato alla manifestazione tedesca.

Battlefront 2
Gioco evidentemente in fase di lavorazione, mostra infatti una vasta mancanza di feedback all’utente per quanto riguarda i colpi dati e ricevuti durante la demo multigiocatore (la stessa mostrata all’E3 di quest’anno). Per quanto mi concerne non ha ancora corretto i problemi del primo capitolo: sembra (almeno per ora) di sparare con pistole d’acqua, inoltre a mio avviso il sistema a punti risulta comunque una scelta forzata, anche se per certi versi  va a limare le problematiche dedicate ai mezzi ed agli eroi presenti nell’iterazione precedente.

La parte dedicata alle dogfight con tie fighter, x-wing, eccetera è rimasta pressoché invariata e probabilmente al momento resta la più godibile. In conclusione, adoro Star Wars e ciò che vedo sembra tutto molto bello, ma ora come ora acquisterei questo titolo solo per la campagna single player canon.

Pew Pew Pew!

Dragonball Z Fighters
Premetto che non sono esperto di picchiaduro (ma non mi serve esserlo per demolirvi), ciò non toglie che, a mio giudizio, Dragonball Z Fighters è un signor fighting game, quello che Dragona Ball meritava e di cui aveva bisogno.

Prende tutto ciò che c’è di buono dell’esperienza di Arc con le sue varie serie ammiraglie e le unisce con uno degli anime che molti di noi portano nel cuore dall’infanzia. Insomma sembra tutto funzionare correttamente, con il giusto livello di tecnicismo e un gameplay veloce e divertente.

Lo sguardo di chi sa di essere arrogante, il sorriso di chi di sberle ne ha tirate tante.

Marvel vs Capcom Infinite
Stessa premessa del titolo qui sopra. Le parole che descrivono il titolo sono poche e coincise: graficamente non accettabile, nessun vero passo avanti a livello di gameplay tolte le infinity stones, personaggi già visti e poco interessanti. Stava bene nel 2010 e lì doveva rimanere.

Carol Danvers, l’unica cosa che mi piace di sto gioco.

Destiny 2
Sembra tutto al posto giusto per poter essere un gran bel gioco, anche se parzialmente si limita a  reinventare la ruota: da ciò che ho visto posso affermare che gran parte del titolo rimane molto simile a quanto già visto nel primo Destiny, sicuramente il multigiocatore funziona nello stesso modo. Nonostante ciò, ho notato buoni ed interessanti cambiamenti nel singleplayer, che comunque potete vedere già tutti nel video dedicato alla European Dead Zone.

Goodbye Moonman…

Call of Duty World War 2
Ho provato il multigiocatore e devo dire che mi ha convinto. Questo titolo mi ha dato il feeling di essere un gran ritorno al passato per quanto riguarda il gameplay, un CoD della vecchia guardia. La domanda ora è una sola: il pubblico è pronto per tornare sui propri passi e passare dal gameplay sviluppato negli ultimi anni dalle caratteristiche molto dinamiche ad uno sicuramente più lento?

Ritorno ad Omaha Beach.

Biomutant
Vera grande sorpresa della fiera tedesca, il RPG open world di THQ Nordic presenta davvero molte interessanti caratteristiche che lo renderebbero abbastanza unico nel suo essere. Prima di tutto l’aspetto fisico del nostro personaggio è riflessa direttamente dalle sue statistiche, quindi più robusto vorrà dire più lento e con più punti salute. Inoltre vi sarà un importante sezione dedicata al crafting, che permette una vastissima serie di combinazioni di più elementi sia per armi che per equipaggiamenti.

Oltre a questo vi è molto altro di interessantissimo, come il sistema decisionale che porterà il giocatore ad avere, almeno a quanto detto dagli sviluppatori, molte diramazioni e finali differenti per davvero, “non semplicemente con un colore diverso” (bordate cattive a Mass Effect 3). Biomutant ha davvero le carte in regola per essere una grande sorpresa e un gran bel GDR open world, da tenere d’occhio da vicino.

Saltellando sui funghi.

Crossing Souls
Crossing Souls è un gioco che seguo da quando era in fase Kickstarter, tempo in cui realizzai anche un’intervista con gli sviluppatori.

L’unico modo che ho per definire questo  gioco è che rappresenta l’essenza degli anni ’80. È difficile designarne un genere, in quanto è action, platform e molte altre cose assieme, ma è soprattutto bello, bello in modo assurdo. È stato un piacere poterlo provare dopo tanto tempo che lo seguivo e il gameplay mi ha convinto ancora di più: ogni personaggio ha caratteristiche diverse, sia per quanto riguarda la navigazione della mappa che per i combattimenti. Ovviamente il tutto è condito con una colonna sonora spettacolare e un mare di easter eggs per gli amanti degli anni ’80.

Must buy secondo me, aspetto con ansia l’uscita.

The 80’s police is here boy!

Ace Combat 7
I combattimenti aerei sono tornati, per davvero! Erano molti anni che aspettavo un ritorno come si deve di Ace Combat e finalmente sembra che Bandai si sia svegliata dal suo sonno criogenico per portare in dono al popolo della terra un nuovo capitolo della serie realizzato come si deve.
Probabilmente il titolo che attendo maggiormente tra quelli visti in fiera, anche perché molti dei titoli “grossi” sanno molto di già visto. Ace Combat 7 si gioca bene, graficamente è davvero bello, il nuovo sistema di meteo è una bomba… Aiuto, datemelo ora!

You can be my wingman any time.

Far Cry 5
Le parole da spendere per Far Cry sono poche, ma molto poche: è Far Cry, si gioca come Far Cry, ma tutto in un setting che secondo me è probabilmente quello perfetto per il titolo Ubisoft. Misty taste of moonshine, teardrop in my eye.

Look at my plane y’all!

The Crew 2
Anche per The Crew 2 le parole da spendere non sono infinite: è un gioco dedicato ai motori, che siano essi a quattro ruote, due, con uno scafo o con le ali.
Diciamo che per poter unire tutte queste belle cose assieme si devono raggiungere dei compromessi, e questi compromessi in un titolo del genere sono legati alla simulazione: The Crew 2 è sicuramente più arcade di molti altri titoli presenti sul mercato, ma nel suo essere non è un gioco semplice.
Insomma in The Crew 2 non basta pigiare l’acceleratore ed è tutto a posto, alcune discipline necessitano di più maestria di altre, come il cross o il drifting. In poche parole, per quanto arcade possa sembrare, non è da dare per scontato, qualcosa da dire lo ha, anche solo fosse per l’open world o la flessibilità nel cambiare da veicolo a veicolo alla portata di un tasto.

All night crossing the line…

Con questo concludo il mio reportage di ciò che ho visto, vi lascio alla terza e ultima parte in uscita domani.


About the Author

Samuel Castagnetti

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.