(Gamescom 2016) Giochi provati, giorno 3 – Reportage

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Posted 20/08/2016 by La Redazione in Anteprime

Ieri si è chiusa la parentesi business della Gamescom, con i nostri inviati sempre di corsa da un appuntamento all’altro tra degli stand già in via di demolizione. Queste infatti saranno le nostre ultime impressioni a porte chiuse, in attesa di affrontare lo showfloor il sabato, nella speranza di mettere mano su tutto ciò che ci è sfuggito in precedenza.

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For Honor (Multiplayer)

Dopo aver provato la campagna del titolo Ubisoft nel primo giorno di Gamescom, oggi ho avuto la possibilità di giocare il multiplayer. Nulla da segnalare rispetto all’anno scorso: ovvero gameplay solido, divertente e con buone possibilità a livello competitivo. La vera svolta è la prova delle tre fazioni, in particolare ho deciso di giocare quella Samurai. Diciamo che tutte le classi disponibili per le fazioni, ovvero una ciascuno, facevano parte della stessa categoria, di conseguenza pur avendo statistiche differenti bene o male si equivalevano. Come accennato in precedenza, il gioco sembra avere le palle quadrate su molti dei suoi fronti, unico vero neo è la gestione degli scontri in solo contro più giocatori (1 vs 2/3/4/n) che, pur avendo un’abilità che boosta il nostro personaggio, rimangono abbastanza complicati da gestire.

Destiny Signori del Ferro

La nuova espansione di Destiny: Signori del Ferro, ci si è mostrata sotto forma di hands-on sia in veste multigiocatore che come strike. Per quanto riguarda la parte multiplayer, l’offerta Bungie prevedeva due partite: la prima su una mappa già nota, mentre la seconda su una nuova mappa, entrambe nella nuova modalita Supremacy. Questa nuova lista di matchmaking sarà una versione modificata di Clash, nella quale bisogna uccidere e raccogliere delle Crest droppate dai nemici per segnare punti. Lo strike invece prende piede sulla terra e vede protagonisti i nuovi nemici presentati nella nuova espansione: i SIVA.

Call of Duty Infinite Warfare

Sempre dal lato Activision, il franchise Call of Duty si mostra con tre video dedicati ai suoi altrettanti prodotti: Infinite Warfare, Modern Warfare Remastered e Zombies in Spaceland. Andando con ordine, quanto visto di Infinite Warfare non è altro che un montaggione di una missione su un asteroide. La nostra squadra di pistoleri spaziali, è chiamata ad investigare e recuperare i lavoratori di una miniera che si trova sulla superficie di questo indecisissimo sasso che rotola nello spazio. Detto questo pem pem pem, aaaah, gnic gnec, piru piru, boom! Sembra molto interessante, ma diciamo che tutto sommato alla fine della fiera rimane CoD reskinnato nello spazio, cosa che non mi fa per nulla schifo sia chiaro. Modern Warfare è… uscito una vita fa, dai basta sappiamo tutti com’è, qua è reskinnato in HD. Zombies in Spaceland è il classico Zombies, ma a tema Theme Park anni ottanta. Diciamo che non impazzisco per la modalità e di conseguenza ho apprezzato davvero due cose dal trailer: Relax dei Frankie Goes To Hollywood e David Hasseloff, il resto e’ sinceramente contorno.

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Oggi ho provato un sacco di giochi molto differenti tra loro, per questo forse è stato il giorno più vario e uno dei più divertenti!

Recore

Era uno di quei giochi che mi sembravano strani, non lo avevo inquadrato per bene, ma oggi, dopo la prova, devo dire che questo Recore si prospetta davvero una bomba! Megaman scorre possente in questo titolo, si vede ad ogni dash e ad ogni colpo sparato verso i nemici meccanici. Bella l’idea dei 4 tipi di colpi ” elementali” e degli aiutanti robotici, un po’ meno bello il frame rate ballerino che spesso scendeva pesante sotto i 30 fps. Nel complesso mi ha messo tanta curiosità sul gioco finale (sperando vengano risolti i problemi grafici).

Monster Boy

Con i suoi colori brillanti è un degnissimo erede del Wonder Boy a cui si ispira: immediato, divertente e dal gameplay dinamico. Mi ha lasciato una bellissima sensazione alla fine delle 3 mini demo provate, l’unica pecca per me è la grafica un filo “plasticosa” che mi porta a preferire ancora il suo diretto concorrente Wonder boy: The Dragon’s Trap che, purtroppo, non era presente all’evento.

Thimbleweed Park

La nuova creatura di Ron Gilbert si è rivelata esattamente quello che mi aspettavo: un’ avventura grafica vecchio stile ricca di humor e dannatamente divertente, capace di riportare subito alla mente giochi come Maniac Mansion e Monkey island (l’interfaccia grafica è esattamente la stessa). Mi ha piacevolmente intrattenuto per una buona mezz’ora, salvo poi farmi perdere la pazienza perché giocare questo genere con un pad è una cosa che andrebbe vietata per legge.

Diluvion

È un gioco di sottomarini pesantemente ispirato a 20,000 Leghe Sotto i Mari (gli sviluppatori adorano Jules Verne) ed è bello, bello bello bello. Immaginate dei sottomarini in un mare sconfinato, immaginateli un po’ steampunk, e immaginate di avere tutti i compartimenti del vostro mezzo da gestire, compresa l’aria condizionata. Immaginate ora di combattere furiose battaglie con altri sottomarini contando che potrete, una volta sconfitti, derubarli di tutti i loro averi. Immaginate infine di andare in varie strutture a rifornirvi di armi e munizioni per potenziare il vostro Nautilus privato, dandogli un aspetto sempre più cattivo. Mettete in conto epiche battaglie contro mostri marini giganti che sembrano usciti direttamente dal peggiore incubo di un giocatore di Darius. Ora forse avete una vaga idea di quanto sia bello questo gioco. Da tenere d’occhio assolutamente.

Outreach

Un gioco ambientato nel periodo storico della guerra fredda che ci vede nei panni di alcuni astronauti russi intenti a “sopravvivere” all’interno di una stazione spaziale sovietica. Interessante come ambientazione e con una cura dei particolari maniacale il gioco in se è forse un po’ troppo lento per i miei gusti, ma ricordava tantissimo il film Gravity per situazioni e tensione, ma con meno George Clooney.

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Skylanders Imaginators

Convinti dalle richieste insistenti della community, i ragazzi di Activision hanno deciso di permettere ai giocatori di Skylanders di crearsi il proprio alter ego personalizzato. Poggiando una delle nuove gemme, prossimamente in vendita ad un prezzo budget rispetto alle figures canoniche, sarà possibile “trasformarle” in un personaggio del tutto originale, con l’unico limite rappresentato dal colore della suddetta gemma (che influenzerà l’elemento di attacco). Potremmo modificare il nostro personaggio tutte le volte che vorremmo tranne appunto l’elemento di attacco e la classe, che rimarranno fissati dopo il primissimo utilizzo. I vecchi Skylanders, al solito tutti compatibili, acquisteranno il ruolo di Sensei: non appena li utilizzeremo per completare un livello sbloccheranno nuove opzioni di personalizzazione. Oltre alle vecchie statuette ne saranno introdotte alcune del tutto nuove, tra cui il sorprendente ritorno di alcuni vecchi boss, questa volta tra le fila dei buoni (perfino il terribile Kaos) e delle guest-star come Crash Bandicoot e Neo Cortex. Il Bandicoot ex-Naughty Dog avrà anche un livello a lui ispirato (tra casse esplosivi ed effetti sonori nostalgici). Skylanders uscirà il 14 ottobre praticamente per qualsiasi cosa.


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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.