Dragon’s Lair (1990, NES)

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Posted 28/06/2014 by La Redazione in News

Vi ricordate del videogioco (fittizio), Waterworld, con cui Milhouse gioca in una vecchia puntata dei Simpsons? Ecco, il titolo di oggi crea proprio lo stesso senso di sconforto e ripetizione ossessiva.

Torniamo indietro al 1983. Nelle sale troviamo giochi come Pacman, Space Invaders, Wizard of Wor, Mario Bros.(Arcade), Tank… Non era nemmeno uscito Arkanoid! I limiti tecnici erano quelli che erano e poi… Poi c’era questo:

Dragon’s Lair di sicuro all’epoca dava nell’occhio. Questo fu possibile grazie ai laserdisc, quei dischi simili ai cd-rom ma grandi come dischi in vinile (in europa erano poco diffusi, era un formato usato soprattutto per i film). Non si tratta però di un videogioco vero e proprio, quanto di un filmato interattivo, che chiedeva al giocatore di premere il tasto giusto al momento giusto, per vedere la continuazione della storia (come Time Gal per Sega CD).

Purtroppo da piccolo non ho mai avuto l’occasione di trovarne uno, e i cabinati di questo gioco sono abbastanza rari e molto costosi. Oggi potete giocarci con un emulatore, oppure potete provarlo con l’iPhone/iPod Touch grazie al remake uscito nel 2009. Il problema è che in quegli anni non esistevano né il MAME né l’iPhone, quindi le uniche soluzioni casalinghe erano il NES e il Commodore 64.

Per le console casalinghe era impossibile, allora, avere una qualità video come quella dell’edizione laserdisc, quindi ci troviamo di fronte ad un side-scroller, come la maggior parte degli action games per NES di quegli anni (la versione C64 è un platform/puzzle).

Ed ecco a voi Dragon’s Lair per il Nintendo Entertainment System, uscito nel 1990. Il compito del giocatore è quello di controllare il prode Dirk the Daring e salvare la bella principessa Daphne (che trama profonda!). Questo titolo è considerato come uno dei peggiori giochi per il NES, oltre che uno dei più difficili. Anche per me appartiene alla categoria dei “brutti ricordi d’infanzia”. Perché? Perché non sono mai riuscito a finirlo. E ci ho provato anche troppe volte. Volete sapere il motivo per cui prima ho citato quell’episodio dei Simpsons? Guardate questa dimostrazione.

Il gioco ha una bella colonna sonora e un buon dettaglio grafico, considerata l’epoca: gli sprite sono grandi e dotati di animazioni niente male, e i tiles hanno un ottima sfumatura di colori. Ma come ci insegnano molti videogiochi di oggi, la grafica non è tutto. Il problema principale è il controllo del personaggio. I comandi soffrono di un ritardo epico e i movimenti hanno una lentezza agghiacciante. Nel momento in cui schiacciate il tasto per saltare, il personaggio deve piegare le gambe, darsi lo slancio e fare un bel salto con la gravità lunare! Anche solo girarsi dall’altra parte vi farà perdere istanti preziosi, e quindi una vita. Incredibilmente, la versione PAL (quella in mio possesso) è addirittura più veloce della versione NTSC (e in teoria dovrebbe essere il contrario): pare che quest’ultima sia proprio ingiocabile. La difficoltà leggendaria di questo gioco, per quanto mi riguarda, è dovuta per metà alla scarsa reattività dei controlli e per l’altra metà al fatto che il 99% dei mostri o degli ostacoli è in grado di uccidere il protagonista in un colpo solo. Anche i piccolissimi ragni. Persino un CANCELLO CHIUSO. E sì, avete una barra della vita. Io la chiamo la barra dei pipistrelli, perché sono praticamente gli unici nemici che non vi ammazzeranno in un colpo solo. Tutto ciò sarebbe stato accettabile con possibilità infinite per avanzare nel gioco… Ma no, cinque vite ed è game over, il gioco ricomincia dall’inizio.

Persino un cancello chiuso vi ucciderà all'istante!

Persino un cancello chiuso vi ucciderà all’istante!

Questo fa aumentare solo il nervoso, non il livello di sfida. Credete che Syobon Action (Cat Mario) faccia incazzare? No, io con quel gioco mi diverto un mondo. Grazie a titoli come questo, ho maturato una grande resistenza alla rabbia. Potete memorizzare ogni mostro e ogni ostacolo, ma l’essere umano sbaglia sempre prima o poi… E cinque errori equivalgono a ricominciare dall’inizio. Potrei definire questo gioco un troll. Immaginatevi i programmatori di Motive Time che vi guardano mentre giocate, e se la ridono. Bastardi. E tu che vuoi andare avanti, vuoi vincere. Vuoi togliere la soddisfazione al troll che se la ride alle tue spalle.

Una volta che avrete compreso pienamente il sistema di controllo, potrete iniziare a memorizzare tutti gli ostacoli del gioco. Il primo livello, che consiste nella schermata del ponte iniziale più la sezione delle prigioni, è relativamente “facile”. Bisogna solo fare attenzione ai serpenti che vi appaiono davanti dal nulla (dovrete eliminarli subito) e ai cancelli che vi schiacceranno e trasformeranno l’eroe in una lumaca (ha senso…). Ogni tanto, tutti i mostri sullo schermo spariranno e farà la sua comparsa un fantasma dall’aspetto regale (accompagnato da una musica drammatica). Come finisce il livello? Semplice: state camminando e poi… BAM! Lo schermo “flasha” e vi trovate a cinque centimetri da un serpentone gigante. Di sicuro la prima volta rimarrete impalati senza sapere cosa fare, quindi il serpente sputerà una pietra (sì…) e vi ucciderà.

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Dopo aver sconfitto il serpente, vi troverete in una specie di ascensore che si fermerà in corrispondenza delle piattaforme per raggiungere altri livelli. Attenti all’uscita che prenderete, altrimenti dovrete rifare le prigioni un’altra volta. Il vostro obiettivo sono le miniere. Mi sono anche accorto che, alla fine di un livello, la cara “barra dei pipistrelli”  non viene neppure ripristinata…

Non sono mai riuscito a superare il livello delle miniere (che, tristemente, è il secondo…). Oltre alle piattaforme mobili (che nel muoversi non trasportano il personaggio, quindi se rimarrete fermi precipiterete!), c’è una voragine che emette dei vortici d’aria in grado di sollevarvi quanto basta per superare l’ostacolo. Non basta essere precisi, serve anche molta fortuna. E se riuscirete a superare quel passaggio, dopo diventerà tutto buio, dovrete usare la candela (che si consuma molto in fretta) e superare delle piattaforme mobili (che necessitano una precisione chirurgica).

10% tecnica, 90% fortuna

10% tecnica, 90% fortuna

In conclusione questo gioco può essere odiato, amato o entrambe le cose. Se siete di quei giocatori hardcore che adorano le sfide impari e le frustrazioni più pesanti (gamer masochisti), questo gioco fa per voi. Io sono uno di quelli. Fin da bambino sentivo la necessità di completare ogni titolo, il gioco non doveva vincere. Purtroppo ci sono tanti mostri sacri che ancora non ho battuto, come questo. Nonostante i controlli legnosi, Dragon’s Lair è affascinante, e non so dirvi il perché. Forse perché è stato programmato volutamente così, è un “troll” che metterà a dura prova la vostra pazienza. È stata mia cugina a regalarmelo (grazie Roby!), insieme a Teenage Mutant Ninja Turtles (in europa Teenage Mutant Hero Turtles), un altro gioco con cui ho un rapporto di amore/odio e che non sono mai riuscito a finire. Direte voi, dai, puoi usare le funzioni “save/load state” negli emulatori… No, non mi soddisfa. Mi è capitato di finire qualche gioco così, ma rimango sempre con l’amaro in bocca e un prurito fastidioso alle mani.


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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.