White Night: intervista agli svilupatori

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Posted 21/04/2015 by Cathoderay in Interviste
White Night

Non si può dire che negli ultimi anni il genere survival horror sia stato ricco di giochi interessanti, tempi bui per chi ama giocare sul filo del rasoio. OSome Studio invece ha tentato una strada diversa, fatta di citazioni, luci e ombre che riporta alle origini di questa tipologia di gioco, regalando agli appassionati un avventura horror davvero degna di questo nome, per questo ho voluto scambiare quattro chiacchiere coi ragazzi del team, essendo io per primo totalmente affascinato dal loro lavoro.

Cathoderay: Qual è stata la vostra ispirazione per uno stile grafico così particolare?, le influenze del cinema noir sono evidenti nel vostro lavoro.
OSome: La prima ispirazione è stata tratta da un cortometraggio che si chiama Fear of the Dark, di Richard McGuire, ma noi siamo stati ispirati anche molto largamente da Polanski o dal cinema espressionista tedesco di inizio secolo. Per noi era fondamentale  che la “luce” avesse un ruolo nel gioco, che avesse un senso narrativo, di gioco e grafico.
White Night

La casa.

C: Ci direste qualche gioco che vi piace e vi ha ispirato nella creazione di White Night? Nel giocare il vostro titolo ho notato spesso delle sfumature che mi ricordavano Alone in the Dark, altro classico del genere
O: Alone in the Dark è stata l’ispirazione principale in materia di videogiochi per creare White Night. Noi ci auguriamo di rendergli omaggio attraverso la nostra visione intimista del survival horror. Abbiamo ovviamente incontrato Frederil Raynal al momento della creazione del prototipo del gioco per mostrargli il nostro lavoro e prendere tutti i suoi migliori consigli!
White Night

Uno splendido utilizzo delle luci dinamiche

D: White Night è un gioco più adatto agli amanti del survival horror vecchio stile, con meccaniche punitive o è un’avventura creata per tutti i giocatori, anche quelli alle prime armi?
O: White Night non è un gioco difficile, ma riutilizza il sistema delle telecamere che tagliano lo spazio, alla maniera dei più vecchi survival horror. Questo punto può scoraggiare i newbies, ma il gioco è stato programmato per rendere i controlli e l’esperienza accessibile a tutti. Certi meccanismi del gioco, come i salvataggi manuali che necessitano di portare a termine alcune azioni potrebbero scoraggiare i giocatori impazienti, ma direi che bisogna saper andare con calma ed esplorare ogni angolo nascosto e i numerosi documenti scritti sulla storia della magione. 
White Night

Da soli nel buio.

D: Vorreste dire qualcosa a chi vi segue o a chi non conosceva il vostro progetto?
O: Sì, mi piacerebbe dire che White Night è un gioco da “gustare”. Come un buon vecchio whisky, bisogna prendere il tempo per scoprirlo, esplorarlo, sistemarsi comodamente e avere delle buone cuffie o un buon home cinema. I giocatori che si ritagliano del tempo per divertirsi con il gioco, trarranno qualcosa che li segnerà, ne sono sicuro! E vorrei ringraziare infinitamente tutti i fans per le loro lettere di sostegno e di ringraziamento! Presumo debbano essere amanti del buon vino.


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Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.