Le OST, quelle belle: Gas1312

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Posted 15/11/2017 by zeroerrequattro in Interviste

Il mondo micromusicante italiano è piccolo, ma, nella sua piccolezza, è parecchio variegato. Si trova di tutto, da chi compone con Commodore 64 a chi smanetta con campionamenti e strumenti virtuali 8 bit. Proprio riguardo questi ultimi oggi mi accingo a chiacchierare con Gas1312. Lo stile di Gas1312 richiede di essere ascoltato mentre si gioca: le sue melodie si sposano con un buon videogioco, sia esso un RPG pixelloso o un platform vecchia scuola. Non ci sono ritmiche ossessive o melodie estreme, il suo è un suono che accompagna l’azione e le conferisce sapore.

Ciao Gas, Perchè questo nome?

Ciao! Dietro questo nome c’è una storia bizzarra che è meglio che riassuma, per non partire subito iper-prolisso. Circa cinque o sei anni fa cominciai a produrre musica elettronica e a pubblicarla su SoundCloud, e, dopo che un amico mi disse che, secondo lui, sarebbe potuta essere musica per videogiochi, cominciai a spammare a destra e manca, dappertutto, il mio portfolio improvvisato. Dopo diverse esperienze in jam, forum di sviluppatori, ecc., ricevetti la mia prima proposta commerciale per la soundtrack di un gioco per iOS con uno sviluppatore canadese (Korigame). La comunicazione avvenne tramite la mia mail vecchissima — risalente alle scuole medie — che si componeva di “gas” (abbreviazione del mio nome), “13” (il mio numero) e “12” (all’epoca giocavo a pallavolo e mi fu dato questo numero): da qui “gas1312”. Korigame ebbe l’intuizione di mettermi nei crediti come Gas1312 per la prima volta e… diciamo che me lo sono tenuto! Ah, curiosità: successivamente scoprii che gas13 (un solo numero mi sarebbe bastato) è un ottimo pixel artist!

Da quanto tempo è che ti diverti con le onde quadre?

Eh, le date più o meno combaciano: sempre verso quel periodo lì, 2011/2012, e sempre facendo musiche per videogiochi. Stavo producendo delle canzoni per un ragazzo di nome Mark, anch’egli pixel artist, di Singapore, il quale non poteva pagarmi, perché studente disoccupato e via discorrendo; così mi regalò, in cambio delle tracce che gli composi (che comunque ho fatto con piacere), una licenza di LSDJ. Mi aprì un mondo, tra l’altro in tempi non sospetti, in cui non conoscevo nessuno che producesse musica coi Game Boy, neanche telematicamente. Poi venne Trey Frey, Zef e infine la scena italiana scoperta con Europe in 8 bits.

Cosa usi di solito per fare la 8 bit?

Per far musica io utilizzo di tutto, ma soprattutto roba digitale. Ho pubblicato due lavori fatti con un Game Boy Color e un DMG-01 con LSDJ dal quale spesso campiono suoni e noise per riutilizzarli in maniera “meno rispettosa” dei tempi andati. Amo moltissimo la chiptune pura, ma devo confessare che principalmente, per i videogiochi, ho utilizzato molto VST, soprattutto gratuiti. Questa è una mia fissa particolare: preferisco valorizzare prodotti magari esteticamente meno belli, ma gratuiti, rispetto a VST molto esosi e conosciuti.

 

Hai fatto musiche per videogiochi. Quali?

Ho lavorato a tante piccole produzioni. Purtroppo non ho mai musicato un giocone da milioni e milioni di download o pubblicazioni, ma sono abbastanza contento del numero di applicazioni e giochi mobile (almeno una decina tra iOs e Android) e di qualche pubblicazione più grossa per Steam [a cui ho lavorato, NdR]… oltre a un infinito numero di giochini flash e da jam che sono sparpagliati per la rete!
Per citarne qualcuno, SpiritSphere e A bastard’s Tale, che trovate su Steam.

Mi dici il processo creativo che usi di solito?

Mah, è davvero molto, molto vario. Direi che sono una persona estremamente disordinata, sia nella vita che nelle attività, quindi non seguo una linea specifica o un percorso predeterminato. Questo, probabilmente, è anche il mio punto debole, e per questo ci sto lavorando su. In ogni caso io sono molto sperimentatore, in ogni impegno musicale che ho dinnanzi provo a procedere sperimentando in un modo nuovo. Di base, comunque, mi faccio dare delle indicazioni — le cosiddette “references” — da colui per cui lavoro o produco, dopodiché guardo molto video o demo di gioco, per immaginare un ritmo e una successione di accordi, o talvolta anche una melodia… A volte canticchio per mezz’ora mentre guardo il video, altre volte parto da un giro di timpani o percussioni per poi lavorare a strati, come quando si fa una torta ma non si sa bene con cosa. Può essere rischioso, ma sicuramente è divertente!

Quali sono i tuoi idoli (sia chiptune che non)?

Se di idoli vogliamo parlare, devo necessariamente distinguere in diverse categorie. Al momento il mio idolo assoluto è Hot Sugar: lo conosco da molto tempo, dall’uscita di Moon Money, ma solo ultimamente ho esplorato le sue varie opere e adoro la sua filosofia del “campionamento del silenzio”.
Rientrando più nel mio ambito, come chiptuner, oltre ai succitati Zef e Trey Frey, ho avuto un grande amore per i primi Dubmood & Zabutom dei tractro e… Zalza, che è un grandissimo compositore coi tracker! Ho avuto anche l’immenso piacere di scambiare con lui due o tre parole, ed è un tizio pieno di idee e propositi.
Per quanto riguarda la scena italiana, stimo molto i miei “compagni” di MicroBrixia, tra tutti IDecade, non per patriottismo (è della mia zona), ma perché mi ha sempre sostenuto e mantenuto vicino a un mondo che sta crescendo, oltretutto sfornando sempre roba nuova e deliziosa, seppure molto distante dal mio genere, che è più “giocoso”.
Ultima, ma non meno importante, delle categorie, quella delle OST, o BGM. Nutro profonda stima per Chris Huelsbeck. Per dire, ogni volta che sono andato a fare un workshop nelle scuole sulla composizione elettronica e il sound design, ho sempre portato come esempio la colonna sonora di Giana Sisters (quella originale), che mi ha incantato nei primi periodi in cui mi sono addentrato nel settore. Altri grandi esempi a random nell’ambito dei videogiochi: Lifeformed (ho giocato a Dustforce circa dieci minuti, dopo averlo acquistato, poi l’ho disinstallato e ho comprato immediatamente l’OST); Chris Christodoulou, un altro dei miei idoli in fatto di colonne sonore, Risk of Rain è un capolavoro; Ben Prounty (FTL, dai… senza quella colonna sonora non varrebbe nemmeno la metà)
E per finire dei film: Cristobal Tapia de Veer (Utopia, avete presente?) e Two Steps From Hell, un passo avanti.
Spero di non aver esagerato, ma sono un tipo molto eterogeneo, e avrei molti altri nomi e spunti… chiedo venia!

Dove ti possiamo vedere live?

OOOOuch! Questo è un punto un po’ dolente. Da quando lavoro (al di fuori dell’ambito videoludico) il mio tempo libero è molto inferiore, e lo utilizzo per comporre il più possibile. Devo ammettere, però, che ho lasciato un po’ in disparte i live. Spero di riprendere a breve, magari col supporto della comunità italiana di Micromusic Italy, la più giovane MicroBrixia e la gente davvero meravigliosa che le compone, organizzando sempre eventi, manifestazioni, ecc.
Al momento sono anche focalizzato su un mio secondo progetto elettronico (AGD), quindi è una fase di “work in progress” assoluto… non posso confermare né negare nulla!

Grazie mille, sono 50€.

Prego, tieni il resto.


About the Author

zeroerrequattro
zeroerrequattro

Di Milano, nato a metà degli anni '80, dal 2013 tiene a precisare che suona col Gameboy.Nonostante ciò non è pericoloso e da pure la zampa a comando.