Intervista a Davide Franceschi, creatore di Minos Games

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Posted 28/03/2016 by Luigi Briganti in Analogico

Nel weekend prima dell’inizio della primavera, tra il 18 e il 20 marzo, si è svolta l’undicesima edizione (la sesta invernale) di Etruscon. Come al solito si è trattato di un’occasione non solo per rivedere vecchi amici e giocare da tavolo e di ruolo, ma anche per incontrare autori ed editori che approfittano dell’evento per playtestare i loro prodotti prima di lanciarli sul mercato. Io ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare Davide Franceschi e di farci una chiacchierata, provando anche Rockopolis, primo titolo prodotto da Minos Games, casa editrice che vedrà la luce fra pochi giorni.


Come è nata l’idea di creare Minos Games?

L’idea è nata sulla spinta della passione per i giochi e sulla considerazione di poter provare a fare qualcosa in proprio anziché affidarsi ad una realtà già esistente. Certo, la seconda opzione sarebbe stata più facile e meno rischiosa, ma mi è sempre piaciuta l’idea di essere il più addentro possibile ai mondi che mi piacciono (non a caso 10 anni fa avevo un negozio di giochi).
Già solo per le cose che ho imparato e sto imparando per muovermi in questo mondo, sono contento di aver intrapreso questa strada.

Kiss...eli ricorda i Kiss?

Kiss…eli ricorda i Kiss?

Quali sono i vostri progetti a breve e medio termine?

I primi giochi che usciranno saranno un boardgame dal nome Rockopolis ed un mobile game di nome Through another mind.
Rockopolis vedrà i giocatori impegnati nel tentativo di formare la migliore rock band in città e diventare noti al pubblico registrando un CD demo, affrontando al contempo tutte le difficoltà che una band emergente di trova a fronteggiare.
Through another mind è un’app di gioco testuale, nella quale il giocatore si immedesimerà in un individuo costretto a percepire il mondo che lo circonda solo tramite le descrizioni che un cervello artificiale gli fornisce. Dopo circa 200 anni di ibernazione dovrà muoversi in un mondo a lui ignoto e privo di ogni memoria, con solo la voce di questo ausilio cerebrale a guidarlo in mezzo all’oscurità.
Oltre a questi due giochi abbiamo in lavorazione altri due giochi da tavolo di carte – uno fantasy, di narrazione, adatto a neofiti e giocatori esperti in cerca di un modo differente di giocare ed uno molto semplice, adatto ai bambini come agli adulti, che fornice una piccola sfida divertente per due persone –, nonché uno di miniature fantasy, tutti in fase di illustrazione. Inoltre abbiamo svariati altri progetti di vario genere a differenti stadi di lavorazione.
Quali saranno le uscite successive ai primi due giochi dipenderà da un sacco di fattori diversi, quindi non siamo ancora in grado di dare troppe informazioni in merito.

A chi toccava disinfestare questa settimana? Vabbè, alle brutte abbiamo il batterista di riserva.

A chi toccava disinfestare questa settimana? Vabbè, alle brutte abbiamo il batterista di riserva.

Dicci di più su Rockopolis. Quanto ha contribuito la tua esperienza musicale nello sviluppo del gioco?

Gli autori di Rockopolis sono Andrea Sbragia ed Azzurra Eschini, con le illustrazioni di Luca Canapicchi, in arte MondoCana, che qualcuno potrebbe aver già conosciuto per le sue vignette satiriche su Facebook.
Rockopolis sarà finanziato tramite un Kickstarter, previsto per la metà di giugno, e cercheremo di fargli la maggiore pubblicità possibile. Per l’occasione faremo dei giveaway nei quali regaleremo copie di alcuni giochi da tavolo piuttosto desiderati: Terra Mystica, Blood Rage, Star Wars: Imperial Assault e probabilmente altri. Quando i giveaway saranno attivi, basterà registrarsi ai nostri aggiornamenti tramite mail o social per avere una possibilità di vincere.
Rockopolis è nato proprio grazie al fatto che entrambi gli autori hanno trascorsi da cantanti rock, ed il caso vuole che anch’io sia un cantante rock con esperienza in diverse formazioni.
Le situazioni del gioco cercano di riprodurre quanto più fedelmente possibile cosa significhi cercare di partire da zero con una band di musicisti principianti e salire pian piano, tra mille difficoltà e con un sacco di concorrenza, fino a farsi conoscere un po’ ed a migliorare la qualità delle proprie performance.
Tutti gli eventi che i giocatori vivranno sono cose che abbiamo provato sulla nostra pelle: il membro della band che se ne va perché si è innamorato o gli è nato un figlio, chitarrista e bassista che litigano perché i gusti musicali non coincidono, serate con quattro gatti a sentirti, eccetera… La nostra esperienza non è stata solo utile, è stata uno dei motivi principali per i quali il gioco è stato creato.

Qual è il pubblico di riferimento?

Quello dei giocatori assidui come quello dei novizi. Le meccaniche di Rockopolis sono sufficientemente semplici da non richiedere esperienze pregresse di gioco, ma al contempo non sono semplicistiche e consentono anche ai giocatori più navigati di usufruire di un’esperienza di gioco interessante. Se poi chi ci gioca è appassionato di rock, o addirittura ha mai fatto parte di una rock band, ci saranno di certo momenti del gioco in cui immedesimerà alla perfezione nel setting.

Sento odore di spirito giovanile...

Sento odore di spirito giovanile…

Cosa pensi del mercato dei boardgame e quali credi che siano le difficoltà principali da superare?

Il mercato dei boardgame sta vivendo, secondo me, un momento di ottimo fermento e vivacità. Questo è senza dubbio ottimo per chi voglia inserircisi: i “vecchi” giocatori sono esaltati dal grande numero di uscite che possono seguire dall’annuncio fino al momento in cui avranno la scatola in mano, mentre un sacco di “nuovi” entrano per la prima volta in questo mondo, appassionandosi sempre di più.
Tra le difficoltà di una nuova e piccola azienda di questo settore metterei certamente quella di riuscire a farsi notare nel ribollire di progetti indipendenti e non, che per la gioia degli appassionati, riempie gli spazi web dedicati, oltre al fatto di dover stare sempre attenti a mantenere una certa dose di originalità: a nessuno piacciono i doppioni (o forse a qualcuno piacciono, ma non è che si possa basare un’attività su quello).

Minos Games avrà base negli USA, quali sono state le difficoltà nel creare un’azienda negli Stati Uniti?

Non è stato difficile quanto si potrebbe pensare. C’è voluto un po’ di tempo di studio e ricerca online per verificare l’effettiva validità della cosa, ma una volta trovati i contatti necessari (ed aver studiato un bel po’ di documentazione) le cose si svolgono in modo abbastanza semplice.
Certo, si è alle prese con la burocrazia, che è sempre una brutta bestia, specialmente trattandosi di un Paese con leggi differenti dalle nostre, ma le agenzie che si occupano di fare da intermediarie per l’apertura di aziende sul suolo USA sono più che competenti ed in grado di risolvere praticamente ogni problema.


About the Author

Luigi Briganti
Luigi Briganti

Luigi Briganti (Lamezia Terme, 1985) è nato in Calabria, ma da oltre 15 anni vive in provincia di Pistoia. Laureatosi in Storia Medievale presso l'Università di Pisa, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. Attualmente insegna Italiano e Storia in una scuola superiore, dopo aver fatto i lavori più disparati.Tra le sue passioni la lettura, il gioco di ruolo e il gioco da tavolo, quest'ultimo diventato hobby frequente da un paio d'anni a questa parte.