Etnacomics 2016 – Polpette di bontà

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Posted 18/06/2016 by Tracotanza in Eventi

Arrivare a Catania mi fa provare sempre la strana sensazione di essere a casa, anche se la mia casa si trova dall’altro lato della Sicilia. Sarà colpa del cibo, della gente o dell’accento catanese che adoro sentire intorno a me, resta il fatto che la medesima sensazione l’ho provata quando ho oltrepassato le porte delle Ciminiere, il centro fieristico dove si svolge ogni anno Etnacomics, Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop giunto ormai alla sua sesta edizione. Ovviamente c’era da chiedersi come facessi a sentirmi a casa io, che di fumetti non ne capisco nulla, o anche che diavolo c’entri Pixel Flood con Etnacomics visto che di fumetti in questo sito non se ne parla.

Certamente di fumetti ce ne sono tanti, così come tanti sono stati gli ospiti che fanno parte di questo mondo, Zerocalcare, Sio, Dentiblù e tanti altri, con un’intera zona adibita all’esposizione di gran parte delle case editrici italiane e un programma immenso di convegni, presentazioni e interventi riguardanti il mondo del fumetto. Ma le Ciminiere non si sono riempite solamente di questo, le 73000 persone che hanno pagato il biglietto d’ingresso hanno potuto godere di due interi padiglioni adibiti al videogioco e al gioco da tavola, delle attività organizzate da diverse associazioni LARP della Sicilia e, ovviamente, di uno spropositato numero di cosplayer a caccia di foto.

Un uomo della Umbrella Corporation che soffre il caldo

Un uomo della Umbrella Corporation che soffre il caldo

Il padiglione dedicato ai videogiochi presentava sicuramente un gran numero di interessanti zone dedicate all’hardware e due zone dove potersi dedicare al gioco con le console moderne oltre che un’area retrogaming. Pollice in su per i ragazzi della Videogame School organizzata da HackSpace Catania, che non solo mostravano i prodotti da loro costruiti ma tenevano anche interessanti talk sulla realizzazione dei loro strumenti digitali, particolarmente apprezzabili per qualsiasi smanettone. Immensa l’area dedicata a League of Legends di Riot Games, dove si poteva assistere all’infinità di partite giocate dagli utenti proiettate e commentate in diretta. Sarebbe stato carino vedere qualche spazio in più dedicato agli sviluppatori, ma già così la fame dei videogiocatori poteva dirsi saziata.

Le parte più suggestiva di Etnacomics è sicuramente l’area Altrimondi, quest’anno con un’intera sezione dedicata a Star Wars, con tanto di X-Wing in scala 1:1 in mezzo ad una piccola piazza. Merito della Rebel Legion e della 501st Italica, maestri nella precisissima ricostruzione del mondo di Star Wars, con costumi impressionanti. Ad accompagnarli c’era anche la Midichlorians Lightsaber Academy che è gente che si allena a prendersi a colpi di spade laser, perché non si sa mai, metti che l’Impero attacca e ci servono i Jedi. Un applauso a questi ragazzi che pensano sempre al futuro e si allenano, non come voi sfaticati che giocate tutto il tempo ai videogiochi.

A fare da “animatori” per l’intera fiera, sono sicuramente i giocatori di ruolo. Come spesso accade nelle fiere siciliane, la presenza del gruppo Progetto Eden si sentiva particolarmente, giocatori di larp post apocalittico in pieno stile Mad Max. Grazie a loro era possibile partecipare a due attività: l’Eden Asylum, una sorta di stanza dell’orrore dove prendere una valigetta e scappare, fra strani mostri, buio e un sacco di sangue, e l’Eden Arena, un percorso in cui darsele di santa ragione con dei predoni da loro interpretati, il tutto con l’utilizzo di armi larp. Forse poco appropriata la scelta del luogo dove svolgere proprio quest’ultima attività, data la conformazione pietrosa del terreno, scelta che sicuramente non dipende da Progetto Eden stesso ma a cui mi pare opportuno fare maggiore attenzione. Non solo Progetto Eden, ma anche Kymera si occupa di post apocalisse nel panorama GRV siciliano e grazie a loro si poteva partecipare ad una escape room. Non ho potuto provarla personalmente ma le urla di terrore che si sentivano da fuori mi sono sembrate una pubblicità parecchio convincente. A questo aggiungiamo tornei di spada e tiro con l’arco organizzati da Dark Age GRV con una particolare attenzione nell’insegnare sportività e correttezza.

Una vetrina splendida.

Una vetrina splendida.

Come ultima cosa parliamo della zona dedicata al gioco da tavolo. Il secondo piano del padiglione F1 è diventata un’immensa ludoteca in cui si poteva usufruire di praticamente qualsiasi gioco venisse in mente, in modo gratuito. Ma grandi applausi vanno sopratutto alle due piccole aree dedicate al gioco di ruolo e all’area giochi inediti. La prima, organizzata dall’associazione AltroQuando, forniva una stanza intera dove dedicarsi al gioco di ruolo da tavolo. Certamente mi avrebbe fatto piacere vedere un po’ di varietà rispetto ai classici Pathfinder e similia, ma sicuramente una bellissima iniziativa per avvicinare chiunque al gdr. Nell’area giochi inediti venivano presentati i prototipi emergenti di diversi creatori di giochi. Inoltre, parecchie sono state le talk e le attività dedicate alla creazione di un gioco da tavola, insieme a Walter Obert (il creatore di Aargh!tect, per la gente a cui il nome non suona familiare) pronto a dare buoni consigli a chi avesse voluto dedicarsi alla produzione di giochi.

Etnacomics diventa una fiera sempre più interessante, e ho apprezzato tantissimo anche l’attenzione messa in campo verso realtà indipendenti ed emergenti. A mio parere, il punto forte spesso ignorato della fiera sono le numerose conferenze e talk dove è possibile approfondire parecchie questioni che ci interessano, scoprire nuove realtà e rendere l’esperienza fieristica un qualcosa di più stimolante del girare fra bancarelle e fare la foto con la Jinx di turno. Imparate a partecipare ad ogni attività che Etnacomics vi rende disponibile e magari prima di entrare mangiate una polpetta di carne di cavallo, potrebbe diventare un’esperienza parecchio divertente e stimolante anche se, come me, non siete appassionati di fumetti.


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Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico