L’abuso crowdfunding sta sfiorando il ridicolo – Editoriale

1
Posted 22/10/2016 by Luigi Briganti in Editoriali

L’Internationale Spieltage, meglio conosciuta in Italia come fiera di Essen, o più semplicemente Essen, si è chiusa pochi giorni fa ed è stata un successo come al solito.

Durante la fiera sono state presentate attesissime novità come Near and Far, sequel di Above and Below, firmato anch’esso da Ryan Laukat, oppure l’espansione Pantheon per 7 Wonders Duel, di Antoine Bauza – per citare due titoli mainstream di due autori sulla cresta dell’onda – e sono stati proclamati i vincitori dei vari concorsi dedicati ai boardgame. Quasi scontata la vittoria di Nome in codice di Vlaada Chvatil come Spiel des Jahres, mentre Kennerspiel e Kinderspiel vanno rispettivamente a Isle of Skye e Stone Age Junior.

Ma c’è un episodio che farà ricordare questa edizione di Essen, e riguarda un’azienda espositrice, la LudiCreations. Il giorno prima della chiusura della fiera, il 15 ottobre, allo stand della LudiCreations si consuma una mezza tragedia: distrattosi un attimo per prendere un gioco nel magazzino, lo standista si fa letteralmente soffiare sotto il naso tutto l’incasso di una settimana di vendite, episodio a dir poco antipatico – non lesiniamo sugli eufemismi – specie perché l’azienda produce i suoi giochi esclusivamente previo finanziamento su Kickstarter, per cui occasioni come Essen sono propizie per espandere il mercato e magari conquistare nuovi potenziali sostenitori di future campagne.

Proprio Kickstarter è stato il mezzo con cui LudiCreations ha deciso di tutelarsi da questa perdita e infatti, a fiera conclusa, ha lanciato una campagna sul noto portale americano denominata Steal this Game. Il progetto consiste nella produzione di un nanogame per due persone che “ha le dimensioni di una cartolina” e utilizzerà un paio di dadi che però dovranno metterci i giocatori. Il tutto in print and play e alla modica cifra di $ 14,00 o più.

Mentre scrivo questo editoriale, la campagna – il cui budget iniziale richiesto era di $ 1000 – ha raggiunto quota $ 20.000 e ciò non può che far sollevare parecchi interrogativi sul crowdfunding in generale.

Credo sinceramente che un progetto del genere sia un insulto non solo a tutti i finanziatori – molti dei quali lo hanno però trovato degno di essere finanziato (contenti loro!) – ma anche a quelle realtà, magari piccole, che hanno un progetto vero in cantiere, su cui hanno speso tempo, sudore e soldi e in cui credono e che magari poi non arrivano a realizzare, perché non hanno raggiunto il budget richiesto, o perché l’attenzione è scivolata da loro a progetti ben più pubblicizzati, magari solo perché… bizzarri.

Infatti il solo scopo di questo progetto di LudiCreations è fare fronte a un errore di un loro addetto, colpevole di negligenza per aver lasciato incustodito l’incasso in un contesto come quello di Essen, in cui transitano migliaia di visitatori ogni giorno.

Lungi dal giustificare il furto – e ci mancherebbe! – trovo comunque inconcepibile che a questi livelli qualcuno possa 1) tenere tutto l’incasso di una settimana di fiera in un unico contenitore all’interno dello stand e 2) che qualcuno lo lasci incustodito, anche solo per un secondo.

Ora, fermo restando la buona fede della LudiCreations e sgombrando il campo da ogni dubbio che questi stiano perculando i propri sostenitori, vogliano farci la cresta o magari cerchino di rimediare a una fiera andata così così – anche se sulla pagina del progetto si legge che gli incassi erano stati più che positivi – siamo di fronte all’ennesimo precedente collegato al crowdfunding e a Kickstarter. Uno per cui d’ora in avanti chiunque potrà chiedere soldi per qualunque motivo, far fronte a eventuali rischi del mestiere – se non azzerarli o ignorarli del tutto, tanto c’è il paracadute – semplicemente organizzando una campagna di raccolta fondi.

Non credo – anzi ne sono convinto – che le varie piattaforme di crowdfunding siano nate per consentire queste degenerazioni, ma non mi sembra che si stiano muovendo per evitare insalate di patate o assicurazioni sul furto. Ai gestori convengono forse più queste campagne – che fanno rumore e quindi portano pubblicità gratuita al portale – che non quelle piccole, in cui le commissioni sono magari più risicate.

È un peccato, perché nello stesso momento in cui LudiCreations annuncia la sua campagna, la Minos Games – azienda italiana di cui vi abbiamo parlato in un’intervista al suo creatore pubblicata qualche mese fa – ha dovuto annunciare lo stop al progetto Rockopolis, perché si sono resi conto che non sarebbero riusciti a raggiungere in tempo il traguardo prefissato. Ovviamente non è colpa della prima il fallimento della seconda, ma certamente è un indice di come le cose stiano peggiorando, e unicamente a scapito delle piccole realtà, in favore di quelle grosse… e dei furbi.

 


About the Author

Luigi Briganti
Luigi Briganti

Luigi Briganti (Lamezia Terme, 1985) è nato in Calabria, ma da oltre 15 anni vive in provincia di Pistoia. Laureatosi in Storia Medievale presso l'Università di Pisa, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. Attualmente insegna Italiano e Storia in una scuola superiore, dopo aver fatto i lavori più disparati.Tra le sue passioni la lettura, il gioco di ruolo e il gioco da tavolo, quest'ultimo diventato hobby frequente da un paio d'anni a questa parte.



  • Riccardo Previdi

    Una precisazione. Non era una settimana di incasso, come hanno specificato gli stessi Ludicreation,.. altrimenti sarebbe stata una catastrofe. Era solamente l’incasso della giornata. Personalmente, non ho aderito al progetto Rockopolis perchè, semplicemente, troppo caro (e ho mandato un messaggio anche a loro, privatamente.). Altri italiano hanno registrato successi… utlimo, “ARRR!!! il gioco di carte dei pirati.” Inoltra, già chiunque può chiedere soldi su Kickstarter, per qualunque cosa TRANNE CHE per beneficenza. Per quello, è meglio usare IndieGoGo, Patreon o GoFundMe,Sta al pubblico decidere se, e cosa, supportare. Anche un’insalata d patate.Ultima precisazione: il nanogame “Steal this Game!” costa $5, non $14.Quante imprecisioni.