Spoilers: perché sono il male

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Posted 21/12/2015 by Tracotanza in Editoriali

16 Dicembre 2015, giorno d’uscita del settimo episodio di Star Wars, sulla mia home di Facebook è apparsa la gif di una tipa che si tocca il culo. È un bel didietro e, come succede ogni volta che ti viene spiattellato in faccia un bel sedere, tu ti ritrovi a guardarlo. Peccato che in uno dei frame di quella gif c’è una dannatissima anticipazione sul film di Abrams, film che devo ancora vedere. Dopo aver ricoperto di insulti l’autore del deplorevole gesto, mi sono ritrovato a dover scendere a patti con il fatto che, io, persona generalmente calma e dalle reazioni piuttosto stoiche, sia andato in escandescenza per quella che a tutti gli effetti pare una stupidaggine.

Le emozioni sono una cosa di cui tutti sappiamo parlare ma che nessuno ha mai realmente visto, questo semplice fatto ci fa comprendere quanto queste siano importanti e quanto andiamo a ricercarle in ogni parte della nostra vita. Lo spoiler ci da fastidio perché ci distrugge la possibilità di provare una determinata emozione, questo è un crimine. Parlare per astratto però non riesce a creare la stessa idea che ci può fornire una buona immagine, e a tal proposito credo di potervene fare venire in mente una efficace.

Toddler boy playing with a wooden toy train

La prima immagine che si trova  su Google cercando “Bambino con Giocattolo”.

Immaginate, senza fare troppo sforzo, di essere il bambino qui sopra con il suo bel treno di legno. Se proprio non vi piacciono i treni immaginate voi da piccolini con il vostro giocattolino preferito. Spoilerare qualcosa è un po’ come rompere quel treno, ora vi può capitare di inciamparci per sbaglio, il bambino si sentirà deluso, frustrato, piangerà e voi vi sentirete malissimo per averlo fatto piangere. Spoilerare per sbaglio può capitare a tutti, rompere qualcosa pure, prima o poi verrete perdonati e ve ne farete una ragione. Come lo chiamate, invece, qualcuno che prende il vostro giocattolo, lo spacca in due e poi ve lo ritira in faccia?

Non credo che esista persona sana di mente che possa pensare che il secondo comportamento descritto appartenga ad una persona che condivide la stessa lucidità mentale. Questa folle persona che ha spaccato il giocattolo del bambino, però, non si ferma li: di fronte alla reazione aggressiva e ai pianti del piccolo si mette a ridere, poi lo prende in giro perché lo fa o si ritrova a dirgli che la sua reazione è esagerata.

Zerocalcare spiega perfettamente come si reagisce agli spoiler

Zerocalcare spiega perfettamente come si reagisce agli spoiler.

Forse il problema principale è che internet ci fa perdere il senso della realtà, non ci permette di vedere le reazioni di chi subisce un torto ne di renderci conto della gravità delle nostre azioni. Una persona che spoilera volontariamente è una persona che si è dimenticata che dall’altra parte dello schermo ci sta una persona umana, una persona che non si aspettava di vedere distrutto così il giocattolo che aveva fra le mani. Sembra di esagerare, eppure è lo stesso meccanismo che sta alla base di cose ben peggiori, tutto perché in fondo ci si dimentica che proviamo tutti le stesse sensazioni

Se ci dimentichiamo che dall’altra parte ci sono persone, se trattiamo tutti un po’ come fossero i PNG di questa seconda realtà virtuale, forse è arrivato il momento di rivedere noi stessi, riflettere un poco e fare ammenda dei nostri peccati virtuali. E poco importa quanto odiate il film di turno, quanto vi faccia schifo o quanto vi diano fastidio i fan dell’ultimo secondo. Dovreste giusto rivedere le vostre priorità, se la vostra attività preferita sta diventando spaccare i giocattoli dei bambini.

Alla domanda “perché spoileri, idiota?” comunque ho sentito risposte parecchio diverse, in tutte queste non sono mai riuscito a trovare una motivazione sempre accettabile:

Ho spoilerato per sbaglio, non volevo.

E qui non c’è nulla da dire, un incidente capita a tutti. La prossima volta siete semplicemente pregati di fare più attenzione perché insomma, va bene essere sbadati, ma se mi spaccate tutti i soprammobili di casa prima o poi uno schiaffo parte, eh.

Siccome l’han fatto a me, lo devono subire anche altri.

Secondo questo principio tutto il mondo è colpevole di qualcosa che ti è successa personalmente, la motivazione risponde ad una sorta di disturbo paranoico per la quale il mondo ti perseguita con cattiveria e tu cerchi una vendetta contro tutti. Eppure, quando mi fanno qualcosa di brutto, di solito, evito di augurarla a chiunque sia, proprio perché ne conosco la frustrazione. Perché se qualcuno mi da un pugno rispondo dandone uno ad un tipo che passava per caso?

Mi hai spoilerato qualcosa prima, lo faccio per vendetta.

Reazione più che comprensibile ed effettivamente anche rispettabile. Non sono mai stato contrario ad una vendetta proporzionata all’offesa, certo, ma dovreste stare attenti ed evitare feriti accidentali. Ma non è forse vero che quello che ci rende esseri migliori è la possibilità di rispondere in maniera appropriata ad un offesa, di essere superiori e non cadere nella banalità del male? L’odio, miei giovani Padawan, conduce sempre al lato oscuro della forza.

È uno scherzo, lo si fa per divertirsi.

Sapete cosa differenzia un buon scherzo divertente da una cattiveria gratuita? Il fatto che dopo lo scherzo tutto possa tornare allo status di normalità di poco prima. Se volete bruciare la casa di qualcuno per scherzo, accertatevi che poi possiate costruirgliene una uguale a quella di prima. Miei cari, non esistono metodi per dimenticare uno spoiler: non può essere in alcun modo uno scherzo, ma solo cattiveria.

Perché avete rotto con questo film/libro/videogioco.

Qualsiasi social network permette di bloccare, eliminare, ignorare chiunque vi dia fastidio. Fatelo: bloccate le persone che vi hanno rotto e prima o poi la smetteranno. E se ci ragionate un attimo, aver rovinato qualcosa alle persone che vi danno fastidio, avete davvero voglia di beccarvi tutte le lamentele, le offese e le minacce varie? Ne vale davvero la pena?

La conclusione è quindi una sola:
Uno Spoiler, causa sempre del male. Rendi il mondo migliore, invece di spoilerare prendi una navetta verso il sole.


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Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico