Xenoblade Chronicles 2 – Anteprima

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Posted 16/11/2017 by Michael Maneia in Anteprime

L’abbiamo atteso per nove mesi e, grazie a Nintendo Italia, abbiamo potuto mettere le mani sul prossimo, enorme, JRPG di Monolith Soft: Xenoblade Chronicles 2, in uscita il prossimo 1° dicembre su Nintendo Switch.

Durante la nostra prova, di poco più di un paio d’ore, abbiamo affrontato l’intera introduzione del gioco e una parte del secondo capitolo: dopo una serie di eventi che non sto a raccontarvi, il nostro protagonista Rex e il suo nuovo Gladius Pyra si ritrovano naufraghi su uno dei numerosi Titani, che fungono da continenti semoventi nell’immenso mare di nuvole di Alrest, Gormott.

Gormott, con le sue rigogliose foreste e le sue verdi colline, ci regala panorami mozzafiato durante la scalata verso la schiena del Titano-giraffa, scopo ultimo raggiungere Torigoth, la città più grande del continente. È palese la differenza tra questo Xenoblade e il precedente Chronicles X, il quale ci lasciava quasi sempre liberi di esplorare senza una vera direzione precisa, se non un semplice indicatore sulla minimappa: Xenoblade Chronicles 2, in questo senso, assomiglia più al primo episodio (uscito su Nintendo Wii), con un’esplorazione scandita da dialoghi e cutscene, rendendo il tutto più story driven e dandoci chiari obiettivi da raggiungere, segnalati comodamente da una bussola al centro dello schermo.

Esplorando incapperemo facilmente in mostri capaci di farci fuori con lo sguardo.

Certo, questo non vuol dire che raggiungere la schiena del Titano sarà una passeggiata: in questo sequel sia l’esplorazione che il combattimento sono stati ampiamente rimaneggiati. Esplorando il mondo non solo dovremo stare attenti alla via che sceglieremo, visto che i nemici non saranno sempre alla nostra portata (solo nella prima ora di gioco mi sono trovato di fronte a un mostro unico di livello 90), ma anche alle condizioni metereologiche e all’ora del giorno, dato che i mostri che incontreremo sul nostro cammino ne saranno direttamente influenzati. Dovremo quindi sfruttare i nostri Gladius al meglio.
In perfetto stile Dungeons & Dragons spesso ci imbatteremo in vere e proprie prove di abilità: un tronco che ci sbarra la strada, una corrente d’aria particolarmente intensa da usare come propulsione per un salto, un murale da decifrare, sono solo alcuni esempi di interazioni con il mondo che ci circonda, le quali richiederanno un certo grado di abilità, abilità appunto donateci dai Gladius equipaggiati; il murale, ad esempio, ci richiederà almeno un grado di sapienza antica, che solo un determinato Gladius possiede, e proprio qui entra in gioco il meccanismo di ottenimento dei nostri compagni/armi viventi.

Una volta giunti a Torigoth ci viene spiegato come ottenere nuovi Gladius, ovvero raccogliendo e entrando in risonanza con dei Cristalli Nucleici: in perfetto stile Gachapon, non sapremo cosa contiene il cristallo finché non lo utilizzeremo. Durante la prova ho potuto usare solo cristalli comuni, i quali hanno minori probabilità di trasformarsi in uno degli esclusivi Gladius rari del gioco (anche se, con un po’ di fortuna, potremmo comunque trovarli), mentre sarà altamente più probabile ottenere un Gladius comune, che può avere una delle quattro forme base: uomo, donna, bruto o bestia.

Ecco i quattro tipi di Gladius comuni.

Questi Gladius avranno poi un’arma e un elemento a loro legati, andando quindi a comporre un cospicuo spettro di possibilità diverse; l’arma non solo determinerà le skill attive del nostro personaggio, ma anche il suo ruolo: una katana lo renderà un Tank, i chakram un Healer e così via, quindi equipaggiare il compagno giusto al momento giusto, tenendo conto di arma, skill, ruolo ed elemento, renderà i nostri combattimenti meno dolorosi.

Il sistema di combattimento mi ha dato l’impressione di essere semplice da imparare ma difficile da padroneggiare: di base caricheremo le skill attive usando l’auto-attacco e, attivandole nel preciso istante in cui un auto-attacco va a segno, collegheremo le due mosse, infliggendo così danni maggiori, caricando nel contempo la mossa speciale del nostro Gladius, con la quale fare ancora più male ai nemici. In aggiunta a queste regole basilari dovremo tenere conto anche della posizione, visto che alcune tecniche faranno più danni alle spalle o di lato, dello status inflitto al nemico dai compagni (un nemico fiaccato, ad esempio, potrà essere atterrato usando una skill apposita), e potremo collegare le special del nostro Gladius a quelle dei compagni, così da scatenare effetti coreografici capaci di infliggere danni a quattro zeri.

Insomma, sono state due ore ben spese. Il gioco è sicuramente promettente ed enorme, dato che le cose da fare non mancano: dalla storia principale alle sub-quest, dallo sviluppo del commercio nei vari continenti alla gestione dei mercenari, mi aspetto un gioco con ore e ore di divertimento. Vi consiglio quindi di tenerlo bene d’occhio e, in attesa dell’ormai prossimo 1° dicembre, vi lascio a una delle numerose boss fight affrontate durante la mia prova.



About the Author

Michael Maneia
Michael Maneia

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.