Nevermind: psichiatria high-tech

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Posted 03/08/2015 by La Redazione in Anteprime

Tempo fa vidi un video complottista di condanna nei confronti della psichiatria, descritta come una scienza fittizia che tortura e somministra droghe senza motivi clinici fondati, per arricchire le case farmaceutiche e destabilizzare la popolazione. Bhè, signore e signori, il Neurostalgia Institute nel quale lavoriamo in Nevermind funziona in modo del tutto differente.

Il gioco, pubblicato in Early Access su Steam e fine aprile, ci trasforma in Neuroprober, ossia psichiatri high tech, e ci assume per lavorare nell’istituto di neuropsichiatria nel quale è ambientato. All’inizio dobbiamo creare un profilo aziendale e firmare una liberatoria in cui prendiamo atto dei pericoli che corriamo, dopo di che ci viene indicata la strada per raggiungere il nostro ufficio, sul quale spicca già il nome che ci siamo scelti.

Il mio ufficio e la mia iSTALGIA Lens

Il mio ufficio e la mia iSTALGIA Lens

L’ambiente di lavoro è estremamente confortevole e sembra di stare in un giardino botanico, tra piante colorate, cascatelle e cinguetii registrati: un ambiente che ci permette di stare sereni e calmi durante il turno, per aiutare al meglio i pazienti. Una volta entrati nell’ufficio, accogliente e sobrio, verremo indirizzati verso un grosso schermo, somigliante alle odierne lavagne interattive, dal quale accederemo ai file dei pazienti e al “Manuale delle Istruzioni”, che ci illustra la storia dell’istituto, in cosa consiste il Trauma e come funziona il trattamento terapeutico. Quest’ultima è di sicuro la parte più innovativa e interessante, e costituisce il gameplay. Come ogni Neuroprober siamo stati dotati di iSTALGIA Lens, lenti interattive che ci permettono di agire all’interno delle simulazioni del Mindscape, il subconscio di ogni paziente, per trovare le memorie che hanno scatenato il Trauma. Le lenti registrano inoltre ogni nostro progresso e ci tengono in contatto col resto dell’istituto.

Do you agree to this?

Do you agree to this?

Il nostro compito è trovare i ricordi del paziente, presenti sottoforma di fotografie, e ricostruire la sua memoria dell’evento traumatico scegliendo cinque di esse e riordinandole cronologicamente. A volte, agendo nel subconscio, abbiamo bisogno di stuzzicare la mente perché ci lasci accedere ai ricordi. Per far questo, dobbiamo superare degli enigmi non immediati, ma mai troppo complessi. Durante l’esplorazione del Mindscape si può anche fallire: se subiamo danni, e le situazioni in cui è possibile non sono rare, la simulazione viene interrotta e dobbiamo rincominciare dall’ultimo salvataggio.
Il gameplay può risultare ripetitivo, ma l’atmosfera e l’attenzione che si deve dedicare ai dettagli rendono Nevermind una continua scoperta. I deliranti casi presenti, uno dei quali è un tutorial basato su una storia molto conosciuta, diventano via via più complessi e ci offrono esperienze singolari. La possibilità di utilizzare dei sensori di biofeedback rende il tutto ancora più interessante con la possibilità di tracciare la frequenza del battito cardiaco, che può rivelare ansia e paura, aumentando di conseguenza la difficoltà del gioco.
La grafica e le musiche sono funzionali alla situazione. Entrambe comunicano serenità negli uffici e nelle situazioni in cui il subconscio dei pazienti non è stato ancora stuzzicato perché rivelasse i suoi segreti, diventando cupe e incalzanti quando il Mindscape viene svelato ed è vulnerabile. A colori chiari e brani abbinati a scenari ordinati si alternano scene caotiche e inquietanti, oscure, accompagnate da musiche aggressive.

La differenza tra il gioco normale e l'utilizzo dei biosensori.

La differenza tra il gioco normale e l’utilizzo dei sensori di biofeedback.

Essendo ancora in Early Access, Nevermind ha pochi contenuti e potrebbe esserci ancora molto da svelare, a iniziare dalle porte chiuse (mie acerrime nemiche): ci sono infatti altri due settori, A e C, ancora sigillati, degli ascensori e una porta chiusa prima del corridoio che collega l’ingresso con la zona uffici. Il gioco dovrebbe venire completato questo autunno e nel frattempo vengono periodicamente aggiunti dei pazienti. La Community su Steam è molto vivace, e gli sviluppatori sono super disponibili anche per le cose più assurde (come dei “downgrade” d’emergenza per chi non ha un PC a 64bit).

Nevermind può essere acquistato sullo store Steam a 22,99€, prezzo che spero non si riveli eccessivo una volta uscito dall’Early Acces. Per questo autunno sono previsti l’arrivo su Xbox One e il supporto a Oculus Rift. Infine, l’obiettivo è quello di creare una versione del gioco utile a scopi terapeutici, per la quale gli sviluppatori si stanno già confrontando con esperti del comportamento e ricercatori.


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.