Deadbreed – Un MOBA che poteva fare la differenza

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Posted 24/03/2016 by Luc Ray in Anteprime

Inevitabile ormai pensare a Dota 2 e League of Legends nel momento in cui abbiamo a che fare con l’acronimo MOBA. Raggiunti dei picchi di popolarità abbastanza elevati, la lista dei giochi di genere MOBA cominciò ad ingrandirsi sempre di più, possiamo citare Heroes of The Storm e Smite come immediati successori in termini di popolarità.
Un po’ più in fondo, tra quelli meno conosciuti, c’è anche Deadbreed.

Sviluppato da un team indie svedese senza nome, Deadbreed è un gioco con ambientazione stile dark-gotico, finalmente diverso dal classico stile cartoon tipico di molti altri giochi di questo genere.

C’è una cosa che va detta necessariamente non appena si parla di questo titolo: non c’è il Nexus.
Il personaggio che controlleremo (insieme ai miei compagni di squadra) non dovrà distruggere una struttura principale per poter vincere, ma un enorme boss chiuso in una cripta. Mi spiego meglio: prima di cominciare il match, ogni team dovrà votare per scegliere il proprio boss che gli avversari dovranno sconfiggere per vincere. Giocando partite e ottenendo esperienza sul profilo personale sarà possibile acquisire nuovi boss che avranno la possibilità di essere scelti per scendere in campo.

Boss con 3 barre di vita? Nessun problema, prima o poi morirà (credo).

Boss con 3 barre di vita? Nessun problema, prima o poi morirà (credo).

Un piccolo appunto per farvi capire la bellezza di questo concetto: i boss saranno diversi non solo nella forma, ma anche nelle skill che ci tireranno addosso. Non parliamo quindi di semplici mostri grandi capaci di un singolo attacco, ma di boss in grado di mettere in difficoltà il nostro eroe.

Deadbreed permette scontri tra team di massimo 3 giocatori.
Fa storcere il naso il fatto che siano disponibili 3 mappe, ma possiamo effettivamente giocare soltanto su una. Le altre due sono a pagamento, ognuna costa 6468 copper o 995 silver coins. I copper sono le monete che possiamo ottenere giocando, i silver coins quelle che possiamo ottenere pagando con gli euro. Scartando l’idea di sborsare denaro reale, non ci resta che giocare per guadagnare copper.
Per ogni match vinto si guadagnano al massimo 100 copper. Il mio problema non è tanto il “devo giocare diversi match in una mappa per sbloccarne un’altra”, il mio problema è più una domanda che farei agli sviluppatori: “perché realizzare una cosa del genere?”.
Dopo aver giocato a diversi MOBA nel corso degli anni questo è il primo titolo in cui vedo ciò, non riesco a trovare il motivo per cui si è pensato di fare questa scelta.

Concentriamoci sul gameplay. Il battleground ha una forma ellittica con punti di spawn ai due vertici del semiasse maggiore, dalle basi verranno generati dei minion che correranno lungo i due lane per combattere tra di loro, come in qualsiasi altro MOBA. Al di fuori dei lane c’è la cosiddetta jungle dove non ci saranno i classici mostri ma delle “gocce”. Queste possono essere gialle, rosse e blu. Troveremo le gialle e le rosse nella jungle, le blu verranno lasciate ogni tanto dai minion alla loro morte. Con le gialle e le blu possiamo potenziare i nostri oggetti, con le rosse possiamo fare qualcosa di più interessante: una volta inserito un certo numero di gocce rosse in una pietra posizionata in un punto preciso nella mappa possiamo evocare un troll che combatterà per noi.

Nella jungle possiamo trovare anche degli ingressi per dei piccoli dungeon. Al loro interno ci saranno diversi mostri da sconfiggere per poter aprire lo scrigno che difendono e ottenere gold utile per comprare l’equipaggiamento che ci serve.
Lo shop è ricco e variegato, fornisce un gran numero di oggetti che è possibile comprare per migliorare le stats del nostro personaggio. La differenziazione è vasta, possiamo comprare armi, armature, stivali, elmi e spallacci. Unico punto debole dello shop è l’interfaccia: c’è bisogno di fare un bel po’ di pratica prima di capire come funziona, dove cliccare per comprare ciò che vogliamo.

"Signor ragno, mi perdoni, do un'occhiata allo scrigno e me ne vado, non do fastidio, lo giuro"

Signor ragno, mi perdoni, do un’occhiata allo scrigno e me ne vado, non do fastidio, lo giuro!

Deadbreed potrebbe essere un gioco con una popolarità enorme, il problema alla base è che c’è troppo potenziale non realizzato. Appena ho cominciato il mio primo match ho trovato problemi a livello di meccaniche.
La telecamera è “rigida”, se portiamo il mouse su un lato dello schermo la telecamera comincerà a spostarsi con tempi di risposta pari a mezzo secondo circa. Sembra pochissimo, ma considerato il genere in cui è necessario fare rapidi spostamenti per controllare il tutto e muoversi al meglio, questo problema diventa abbastanza grave (non è nemmeno possibile aumentare la sensibilità del movimento della telecamera).
I movimenti sono anch’essi rigidi, muovere il personaggio in maniera corretta a volta diventa problematico nel caso in cui ci siano più minion da uccidere e avversari da affrontare. Questo, unito al problema della telecamera, personalmente mi ha fatto sentire in difficoltà.
L’a-click non funziona come dovrebbe. L’unico modo alternativo per attaccare un avversario (oltre a cliccarlo con il tasto destro) è tenere il cursore sul nemico e premere il tasto “a”, e questo rende le battaglie ancora più “bloccate”.
In sintesi per quanto riguarda le meccaniche, ho avuto come l’impressione che tutto fosse troppo “rigido”. Come detto sopra, sono passati diversi anni, ho provato diversi MOBA e non ho mai avuto difficoltà come in Deadbreed nel familiarizzare con i comandi.

Per fortuna c'è il troll che picchia al posto nostro, lui non ha problemi di clic e comandi

Per fortuna c’è il troll che picchia al posto nostro, lui non ha problemi di clic e comandi.

Il problema fondamentale di questo titolo però è un altro, ed è sintetizzabile in pochissime parole: non c’è nessuno.
Le prime volte che ho provato questo gioco ho dovuto contattare personalmente alcune persone sui social per poter fare una partita, basti pensare che ognuno di noi entrava in queue come “solitario” e il sistema ci faceva “incontrare” tutti e 6, nessun estraneo presente nella partita. Dopo alcune prove sono arrivato a una semplice conclusione: i server erano vuoti.
Con il passare del tempo sono stati fatti giveaway, sconti e pubblicità, ma i risultati non sono migliorati di molto.
Se prima dovevo organizzarmi privatamente per poter provare il gioco, adesso devo aspettare soltanto 5 minuti (se tutto va bene) per cominciare una partita, un tempo inaccettabile in ogni caso.

In conclusione, Deadbreed è un gioco che a mio avviso potrebbe fare la differenza nel mondo ormai sovraffollato dei MOBA, se solo riuscisse a migliorare e rifinire meglio il tutto.
È stato pubblicato nel 2014 come Early Access ed è stato relativamente aggiornato poco.
La community è mediamente attiva, spesso ci sono post di sviluppatori che forniscono supporto agli utenti.
Passi in avanti sono stati fatti, ma troppo piccoli e troppo pochi per poter avere fiducia in un grande miglioramento che possa rendere questo titolo godibile a pieno in tempi più o meno brevi.
Deadbreed è un gioco pieno di promesse, ma molte di queste sono rimaste tali al momento.
In ogni caso, se siete curiosi di ammirare personalmente i punti di forza di questo titolo e vi sentite pronti a soffrire psicologicamente con i comandi, trovate Deadbreed sullo store di Steam scaricabile gratuitamente o potete scegliere tra diversi pack che vi daranno bonus in-game.


About the Author

Luc Ray
Luc Ray

Posizionato da bimbo davanti a un pc e cresciuto tra scrivania e divano della playstation, c'è bisogno di dire altro?Sono un aspirante programmatore con l'hobby saltuario della scrittura, gioco a tutto ciò che il mio piccolo portatile può reggere.La domanda base quando si comincia un nuovo titolo per me è:"Sì ok la grafica è bella e tutto quello che vuoi, ma come stiamo messi a meccaniche di gioco?"