Ys VI: The Ark of Napishtim – capelli rossi in HD

0
Posted 30/10/2015 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Gameplay immediato. Splendida colonna sonora. È uno Ys, c'è altro da aggiungere?
 

ARR!:

Mancata localizzazione italiana. Alcuni effetti sonori fastidiosi. Si finisce in fretta.
 
by Ruka
Recensione

La serie Ys è una di quelle che non ha mai riscosso particolare successo dalle nostre parti, ma che merita di essere giocata da tutti coloro che amano gli action RPG di stampo nipponico, in particolar modo da chi apprezza i capitoli di Zelda con telecamera a vista d’uccello.
Vi basti sapere che le avventure targate Falcom hanno tutte come protagonista Adol Christin (ad esclusione di Origin che fa da prequel all’intera saga), avventuriero e spadaccino dai capelli rossi, che spesso si ritrova a far fronte al solito cattivone di turno con manie di conquista.
La trama di The Ark of Napishtim non fa eccezione, risultando in linea coi canoni della serie: la nave del protagonista viene attaccata da una flotta avversaria ed egli, finito nel vortice che circonda le isole Canaan, si ritrova naufragato e privo di sensi sulla spiaggia di una di quest’ultime.
Viene presto soccorso da due donzelle curiosamente munite di orecchie a punta e coda che lo portano al loro villaggio per medicarlo.
Da lì parte la rocambolesca avventura del nostro eroe.

Ys VI: Olha dice "Do you... understand our language?"

“No. E ora lasciami dormire!”

Chi di spada ferisce…
…di tutto il resto perisce. Sebbene infatti il gameplay del titolo abbia basi estremamente semplici (si attacca, si schivano attacchi, si salta, fine), si riscontra una profondità nei pattern dei nemici e nella rigida curva di difficoltà da essi rappresentata: il passaggio da mostriciattoli piccoli e carini che van giù con due colpi a vere e proprie belve da affrontare in modo ragionato è breve e per i neofiti della serie potrebbe rivelarsi frustrante.
Nulla che un po’ di pazienza e materia grigia (accompagnate anche da del sano grinding magari?) possano risolvere, e ben presto si finisce per imparare i punti deboli di ogni singolo nemico, rendendo l’esperienza di gioco scorrevole e mai noiosa.
Discorso analogo per i boss, anch’essi da studiare attentamente prima di partire alla carica: una volta sconfitti regaleranno indubbie soddisfazioni al giocatore, specialmente se affrontati nell’inedita modalità Catastrophe che questa riedizione del gioco comprende.
La semplicità nelle meccaniche si riflette anche sulla gestione dell’equipaggiamento ridotta all’osso, comprendente armatura, scudo e spada, quest’ultima potenziabile al fine d’incrementare l’attacco e per sbloccare magie.
Parlando delle mappe invece, siano esse spazi aperti o dungeon, la cura riposta nella realizzazione è encomiabile poiché in entrambi i casi si ha a che fare con aree articolate, estese e ricche di piccoli o grandi segreti.
Un gameplay che tutto sommato riflette quanto già visto in passato (escludendo il Bump System dei primi due giochi), non presentando particolari innovazioni, ma restando perlopiù fisso sulla formula che lo ha reso celebre tra i suoi appassionati. Dopotutto squadra che vince non si cambia, no?

Screenshot di gioco di Ys VI.

“Qualcuno vuol giocare con me?”

Accaddì
Se dal punto di vista del gameplay le novità si possono contare sulle dita di una mano (il nuovo livello di difficoltà e la possibilità di teletrasportarsi da un save point all’altro), sul lato prettamente grafico il balzo in avanti rispetto al titolo originale è notevole: un totale revamp delle texture, qualche miglioria nella mole poligonale di alcuni elementi, una maggior definizione per gli sprite bidimensionali (con qualche piccola sbavatura nei portrait durante i dialoghi) ed un supporto alle risoluzioni più elevate sono elementi che faranno la gioia di chiunque abbia già giocato il titolo in una delle sue precedenti incarnazioni e che voglia rigiocarlo in maniera adeguata sull’hardware moderno.
Gli unici difetti di cui posso far nota si riscontrano nell’intelligenza artificiale dei nemici, che tendono ad essere generalmente stupidi, in una longevità non eccezionale ed infine nell’audio che può si vantare un’ottima soundtrack, ma che va a cadere sugli effetti sonori non proprio piacevoli all’udito, tant’è che alla lunga il suono dei passi di Adol può rivelarsi fastidioso.
Inoltre nemmeno stavolta è presente una localizzazione nella nostra lingua e, sebbene la mole di dialoghi non sia particolarmente elevata, ciò preclude la comprensione della trama a chi non mastica la lingua d’Albione.
Sostanzialmente si tratta di difettucci che non minano eccessivamente l’esperienza di quello che a conti fatti è un ottimo action RPG sotto tutti i punti di vista.
In definitiva, Ys VI: The Ark of Napishtim è classificabile come acquisto obbligato per tutti i fan della saga, potendo godere delle evidenti migliorie visive e del solito fantastico gameplay.
Ai neofiti invece, anziché spendere quei 17,99€ sullo store di Steam, consiglio di partire dai primi due o ancora meglio, aspettare gli imminenti saldi natalizi per regalarsi tutta la saga disponibile su PC ad un prezzo irrisorio.

Ys VI: premi: è Ys oro, gameplay oro, colonna sonora oro.


About the Author

Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?