Yooka-Laylee – Grande nostalgia degli anni ’90

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Posted 22/04/2017 by in PC

Piattaforma: , ,
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Cathoderay
Recensione

Amo i platform colorati, credo sia uno di quei generi da cui non riuscirò mai davvero a staccarmi, complice un’infanzia costellata dai giochi Nintendo, che sono un po’ i grandi maestri dei giochi di piattaforme super colorati; lo dimostra il fatto che negli anni ’90 giocavo a qualunque titolo fosse minimamente simile alla descrizione qui sopra, ed è proprio ai vari Banjoo, Kazooie Croc e Spyro che Yooka-Laylee si ispira, donandomi lo stesso feeling di quel periodo, nel bene e nel male. Nato su Kickstarter per i ragazzi di Playtonic, ragazzi che lavoravano a Rare e che volevano ricreare un sogno squisitamente old style, Yooka-Laylee vi catapulta senza pietà nel periodo più spensierato dei videogiochi, fatto di personaggi buffi, battute, tanti collezionabili e motivetti orecchiabili che vi rimangono piantati in testa. Tutto questo basterà per tenere su la baracca?

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Tantissimi oggetti hanno gli occhi!

L’avventura inizia con i due nostri eroi, Yooka il camaleone e Laylee la pipistrella(?) o pipistrellessa(?) che si rilassano al sole, quando a un certo punto vedono il loro prezioso libro volare via assieme a tanti altri, vittime di un piano malefico della megacorporazione malvagia guidata da Capital B, panciuto villanzone che vuole conquistare il mondo; la trama molto semplice è un pretesto per lanciare il giocatore alla ricerca di un sacco di pagine collezionabili dei suddetti libri, con cui sbloccare nuovi livelli e ampliare quelli già scoperti, partendo da un hub centrale che è appunto la fabbrica della megacorporazione citata poco fa.
La trama volutamente ingenua ricalca in maniera palese quelle dei giochi che citavo all’inizio dell’articolo, quando bastavano delle fatine rapite o una sorellina scomparsa a farci partire per lunghissime sessioni di salti tra le piattaforme colorate di quel periodo; da come sto scrivendo sembra che Yooka-Laylee sia soltanto un copia-incolla di tutto quello che è uscito negli anni ’90 riproposto ora, ma è davvero tutto così? Sì e no, o meglio, sì, ma fatto con dell’ottimo gusto.
Tutto nel gioco di Playtonic è fatto per essere un seguito spirituale di Banjo e Kazooie, dalla coppia di protagonisti scanzonati che sparano battute a raffica (Laylee rompe la quarta parete praticamente ogni 2 minuti) ai boss delle aree di gioco, disegnati per essere divertenti da vedere e da combattere, fino ai vari potenziamenti ottenibili dai due compagni, molti dei quali necessari per proseguire nel gioco e sbloccare nuove aree.

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Il livello tropicale è il primo che visiterete.

Una cosa che mi ha colpito da subito è stato il comparto audio del gioco. Le musiche deliziosamente orecchiabili richiamano i classici del genere e spesso mentre ci giocate vi ritroverete a canticchiare qualche motivetto particolarmente accattivante; al contrario, le voci dei vari personaggi che incontrerete e degli stessi protagonisti sono ridotte a dei suoni che a lungo andare possono dare molto fastidio, specie se il giocatore ha più di 12 anni. Davvero, utilizzare per ogni singolo personaggio incontrato durante il gioco una serie di singulti e borbottii può essere carino i primi 10 minuti di gioco, dopo di che vi verrà voglia di strapparvi le orecchie con le vostre mani; capisco il richiamo ai titoli originali ma personalmente penso si sia calcato un po’ troppo la mano su questo punto.

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Il livello artico contiene anche la sezione con i carrelli baffuti!

Il comparto grafico del gioco fa il suo lavoro, con colori saturissimi e intensi, delineando lo stile scanzonato e divertente che permea tutto il titolo di Playtonic; forse si poteva fare qualcosa di più ispirato riguardo alle ambientazioni, che sono molto classiche. Soprattutto chi, come me, ha giocato parecchi titoli di questo tipo non faticherà a riconoscere citazioni e ispirazioni da altri titoli, ma nel complesso funzionano bene e intrattengono il giocatore. Quello che invece non funziona come si deve, anche se la prima patch rilasciata ha risolto molti problemi, è il sistema di telecamere, a volte un po’ troppo approssimativo. Commento a parte per i comandi di gioco, che con la patch hanno trovato un netto miglioramento rispetto alla data di uscita, ma che necessitano assolutamente di un miglioramento: spesso mi sono ritrovato a dover ripetere lo stesso punto più volte causa morte gratuita non dovuta alle mie capacità, ma ai comandi poco responsivi; direi che per il genere di gioco una sistemata è più che d’obbligo.

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High five!

 

In conclusione, direi che Yooka-Laylee fa il suo dovere, è un platform solido e colorato che si ispira a grandi titoli 3D usciti ormai 20 anni fa, sigh, e lo fa con grande maestria; l’unica cosa che mi sento di dire è che il gameplay è proprio quello di quel periodo, quindi se non avete voglia di girare per enormi livelli raccogliendo maree di collezionabili forse dovreste pensarci due volte, per tutti gli altri è un ottimo tuffo nel passato, e il prezzo a cui viene venduto non può fare altro che invogliarne l’acquisto!

Coloratissimo

Protagonisti

Boss

Perché sì:
Perché no:
  • Un tuffo nel passato
  • Tante cose da fare

 

  • Può annoiare alla lunga
  • Voci dei personaggi irritanti

 

 

 

 


About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.