Yonder: The Cloud Catcher Chronicles – Un’oasi di pace!

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Posted 09/08/2017 by in PC

Piattaforma: ,
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Marco Valle
Recensione

Con questo Yonder: The Cloud Catcher Chronicles (da qui in poi solo Yonder), i ragazzi di Prideful Sloth ci propongono un prodotto piuttosto inusuale di questi tempi. Un gioco dove la violenza e la parte action sono bandite nella maniera più assoluta, un titolo in grado di portare un po’ di pace e di tranquillità nelle tormentate anime di quei gamer che, come me, sono reduci da una run di Metro Redux a difficoltà Spartan. Ci riusciranno? Andiamo a vedere!

Cominciamo subito col dire che questo Yonder, anche se stilisticamente molto vicino all’ultima incarnazione di Zelda, ovvero l’acclamato Breath of the Wild, in realtà ha ben poco da spartire col titolo Nintendo. Fondamentalmente si tratta di un open world sandbox, una sorta di gioco a metà strada tra Dragon Quest Builder e Stardew Valley. Infatti, oltre all’esplorazione libera, in Yonder sarà fondamentale la sezione di crafting, nella quale quale dovremo procurarci delle specifiche risorse che, combinate assieme, permetteranno di creare un determinato oggetto di uso comune, scambiabile con altre risorse necessarie a costruire nuovi oggetti e… via di questo passo! Credo abbiate presente di cosa sto parlando.

yonder

Pronti per esplorare…

La trama è molto semplice: il nostro personaggio (che potremo creare con un editor snello, ma un po’ limitato), a seguito di un naufragio, si risveglia in una caverna marina, situata sulla costa della mitica isola di Gemea. Qui farà la conoscenza di un folletto che, assieme ad altri suoi simili che il protagonista scoverà in giro per l’isola, lo accompagnerà nell’esplorazione. Le terre di Gemea sono ampie e rigogliose, divise in differenti tipi di biomi, ognuno dei quali in grado di donarci specifici materiali. I biomi sono anche popolati da buffi animali che pascolano placidi e da pacifici NPC, solitamente riuniti in villaggi o in graziose cittadine. Purtroppo però, su Gemea incombe un grande pericolo. Da qualche tempo, infatti, la vita sulla paradisiaca isola è messa a repentaglio da una misteriosa nebbia di colore violaceo, conosciuta come il Miasma. Il Miasma costituisce un grave minaccia per gli abitanti del posto e, ovviamente, sarà nostro compito porre rimedio a questa incresciosa faccenda.

In Yonder l’esplorazione è libera, e potremo dunque girare senza problemi in lungo e in largo, dando libero sfogo alla nostra curiosità. L’unica limitazione, per lo meno all’inizio, sarà che alcune zone verranno precluse da un muro di Miasma. Ed è qui entrano in gioco i folletti, che incontreremo in giro per il mondo: questi esserini sono infatti in grado di disperdere il miasma e, pertanto, più folletti avremo arruolato, più potente sarà la loro magia purificatrice. Oltretutto, i folletti sono anche molto simpatici e, come ogni altra cosa in Yonder, carini e batuffolosi!

Yonder

Ma sempre in sicurezza!

Le missioni che dovremo affrontare, sia quelle principali che quelle secondarie, in linea di massima si riducono a lunghe sessioni di ricerca di determinati tipi di risorse da consegnare al personaggio X o indispensabili per riparare la struttura Y. Qualche volta dovremo portare a termine delle quest leggermente differenti, ma solo per sottigliezze. Tutto si risolve quindi in una camminata da un bioma all’altro, alla ricerca di materiali, curiosando in questa o in quella zona per vedere se si riesce a trovare qualche segreto. Inutile dire che, passate le prime due ore di gioco, tutto ciò verrà facilmente a noia. Per fortuna potremo costruire e potenziare delle fattorie in grado di fornirci materiali in quantità, grazie all’agricoltura e all’allevamento, risparmiandoci così l’ennesimo giro del mondo necessario a racimolare quattro carabattole. Il gioco ricrea il ciclo giorno-notte e quello stagionale, e mette in scena svariati eventi atmosferici: tutto molto evocativo, ma con un’influenza minima (o nulla) sul gameplay.

Yonder non è un brutto gioco, ma si vede che è destinato a un pubblico molto giovane. Tecnicamente è ben realizzato, anche se non eccellente, con la sua gradevole grafica e la sua colonna sonora molto tenera e rilassante. Come dicevamo in apertura, in Yonder è esclusa qualsiasi forma di violenza. Non ci sono armi, se tagliate un albero potete ripiantarlo, se cadete da un dirupo planerete dolcemente al suolo grazie a un colorato ombrello/paracadute e anche il Miasma, la raffigurazione del Male in Yonder, non farà altro che sbarrarvi la strada! Questo, unito anche a una certa semplicità nei controlli, rende il gioco perfetto per un piccolo gamer in erba, che sarà felice di potersi perdere ad esplorare il colorato mondo di Gemea e i suoi buffi abitanti. E, devo confessarlo, a piccole dosi Yonder può essere un’esperienza piacevole e rilassante anche per utenti adulti. In fondo, non si può vivere solo di ambientazioni post-apocalittiche, no?

Ottimo concept Artistico

Buffi Personaggi

Perché sì:
Perché no:
  • Rilassante e artisticamente curato
  • Ottime musiche
  • Ideale per un bambino

 

  • Alla lunga ripetitivo
  • Tecnicamente non al top

Nuovo (Videogioco)


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About the Author

Marco Valle

Scrivo di videogiochi, fumetti e lifestyle. Ma anche di gdr, telefilm, film e cose. Soprattutto cose.