Xeodrifter: piccoli Metroid (non) crescono

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Posted 07/07/2015 by in 3DS

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Ispirato e divertente.
 

ARR!:

Cortissimo.
 
by Edoardo Fusco
Recensione

Forti della loro esperienza passata con le console Nintendo, i ragazzi di Renegade Kid tornano sulle console portatili con un nuovo piccolo gioco che farà parzialmente felici tutti i fan dei metroidvania old-style. Ebbene si, come per il precedente Mutant Mudds (dal quale il gioco mutua, perfezionandole, alcune meccaniche di gioco), anche in Xeodrifter il feeling scelto dai suoi creatori é quello dei bei tempi andati, fatto di pixel grossi e colorati, meccaniche semplici, nessun tutorial o spiegazione e mondi da esplorare seguendo la ferrea legge del trial & error.

Nella breve sequenza iniziale vedremo la nave spaziale del nostro alter ego venir colpita da un asteroide. L’impatto causerà un danno tale che renderà inutilizzabile il motore dell’iperguida a patto che non troviamo al più presto una fonte di energia per ripristinarne le funzioni. Fortunatamente, lo scanner di bordo rivelerà la presenza di tale energia sui quattro pianeti del sistema solare in cui ci troviamo.

Il passaggio per tornare alla nave: quando lo rivedrete significherà "salvezza".

Il passaggio per tornare alla nave: quando lo rivedrete significherà “salvezza”.

E qui inizia il gioco, che ci farà credere di aver la libertà di scegliere da che pianeta iniziare la nostra ricerca. Ma date le scarse abilità a nostra disposizione inizialmente basteranno pochi metri su ognuno dei pianeti per capire che la scelta sarà invece obbligata. Purtroppo sarà quasi sempre così, almeno per lo svolgimento principale dell’esplorazione. Ovviamente, una volta entrati in possesso di tutte e sei le abilità del gioco, potremo tornare ad esplorare i pianeti liberamente, ma per allora avremo già visto abbastanza. Più volte infatti ci saremo ricordati (grazie anche alle comode mini-mappe presenti sul touch-screen) dove avevamo lasciato un corridoio inesplorato e le aree sono talmente ridotte che non servirà fare molto backtracking per impadronirci della capsula di energia che avevamo visto oltre quel muro la prima volta che abbiamo visitato il primo pianeta.

Lo vedete quel muso? Ecco, imparerete a odiarlo.

Lo vedete quel muso? Ecco, imparerete a odiarlo.

Sempre grazie al touch-screen sarà possibile gestire la nostra arma: raccogliendo dei power up potremo infatti decidere come distribuirli in ogni momento, salvando anche fino a tre configurazioni diverse. Potremo così decidere di potenziare l’ammontare dei danni inferti, velocizzare la cadenza di fuoco o ancora cambiare la traiettoria dei proiettili.

Ogni pianeta sarà caratterizzato da una palette cromatica e un’ambientazione diversa, ma il tipo di sfide e i mostri che incontrerete sarà sempre la stessa, boss compresi. I boss che affronterete (e che vi forniranno le nuove abilità) saranno infatti lo stesso mostro, con una skin diversa e dei pattern leggermente differenti che varieranno in base alle abilità che avrete appreso: se avrete acquisito la capacità di scattare il boss attiverà anche un pattern da contrastare con essa, ad esempio.

Uno dei nemici più fastidiosi e ostici del gioco... La cogliete la citazione?

Uno dei nemici più fastidiosi e ostici del gioco. La cogliete la citazione?

E questo si ripeterà un paio di volte per pianeta, per un totale di otto boss-fight che alla fine saranno tutte molto simili. La pochezza di varietà e la durata davvero minima (in tre-quattro ore avrete visto i titoli di coda) affossano il giudizio per questo titolo, che più che un metroidvania definirei un mini-metroid: basta osservare lo sprite del personaggio principale, la struttura di alcune sezioni di platforming o alcune delle abilità acquisibili per capire quanto Xeodrifter sia davvero un piccolo omaggio alla saga di Samus.

Seppur il confronto non sarebbe nemmeno da considerare, questa creazione dei Renegade Kid (già autori di Dementium e Moon su NDS) ne esce malino: é divertente, giocabile come un vecchio titolo NES (ma raffinato nei controlli) e il livello di sfida non é basso (si può salvare solo sulla nave e ci sono i checkpoint solo prima di un boss), ma proprio per questo é un peccato vederlo esaurirsi in così breve tempo. Non sarebbe affatto stato male avere dei mondi più grandi, più nemici e magari una trama anche solo abbozzata per rendere il tutto più coinvolgente.

Insomma, diciamo che se avete già giocato tutti i titoli simili su 3DS (così al volo mi vengono in mente Cave Story, Azure Striker Gunvolt, Shovel Knight, SteamWorld Dig e i Metroid) allora potete anche prenderlo in considerazione. Magari aspettando un saldo…

Xeodrifter Premi


About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.