XCOM 2: War of the Chosen – Le tue Nemesi personali

0
Posted 13/09/2017 by in PC/Mac/Linux

Piattaforma: , ,
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by RickyAll
Recensione

Versione recensita

La versione recensita è quella Steam per PC, disponibile insieme a quella Xbox One e PlayStation 4

Requisiti hardware

MINIMI:

  • OS: Windows® 7, 64-bit
  • Processor: Intel Core 2 Duo E4700 2.6 GHz or AMD Phenom 9950 Quad Core 2.6 GHz
  • Memory: 4 GB RAM
  • Graphics: 1GB ATI Radeon HD 5770, 1GB NVIDIA GeForce GTX 460
  • DirectX: Version 11
  • Storage: 45 GB available space
  • Sound Card:  DirectX compatible

CONSIGLIATI:

  • OS: Windows® 7, 64-bit
  • Processor: 3GHz Quad Core
  • Memory: 8 GB RAM
  • Graphics: 2GB ATI Radeon HD 7970, 2GB NVIDIA GeForce GTX 770 or better
  • DirectX: Version 11
  • Storage: 45 GB available space
  • Sound Card: DirectX compatible

Configurazione usata

  • OS: Windows 10 x64
  • Processor: AMD FX-8350 @4.2ghz / 1920×1080@60hz
  • Memory: 16 GB RAM
  • Graphics: SAPPHIRE NITRO Radeon™ R9 380X 4GB

Firaxis è una di quelle software house che considero mie compagne di viaggio da tempi immemori, in quanto sono un giocatore accanito del loro titolo di punta, Civilization, sin dalla release della sua terza iterazione. Di conseguenza, ancor prima di giocarlo, sapevo già che XCOM: Enemy Unknown sarebbe stato un capolavoro e, senza sapere nulla del franchise da cui provengono i titoli originali della saga, l’ho acquistato a scatola chiusa… E ne è valsa la pena. Ho ovviamente rinnovato la mia fiducia incondizionata con XCOM 2 e mi sono trovato davanti una vera perla videoludica: uno strategico con componenti manageriali realizzato in maniera sublime, anche grazie all’ampio supporto della casa madre nei confronti dei modder (Long War 2, anyone?), il tutto impreziosito un’ambientazione da applausi (lo sapete che ho un debole per lo sci-fi…).
Un anno e mezzo dopo, la casa di sviluppo statunitense riesce nuovamente a stupirmi, grazie alla sua ultima creatura: ho avuto modo di posare le mie sporche mani su War of The Chosen, vasta espansione dedicata a XCOM 2, la quale inserisce talmente tante nuove meccaniche di gioco, componenti strategiche e migliorie varie che merita a pieno titolo un articolo a sé in cui descriverne le caratteristiche al meglio.
Bando alle ciance dunque. Siete pronti a riprendervi la Terra (di nuovo)?

Ci tenete proprio a sconfiggere la minaccia aliena, eh? Deathlance avrebbe qualcosa da dirvi al riguardo…

XCOM 2: War of the Chosen mira ad essere un massiccio revamp di tutti gli elementi di gioco presenti nel titolo di base, arricchito dai suggerimenti ricavati dai feedback degli utenti, e, allo stesso tempo, espande le opzioni disponibili per il giocatore: attraverso l’inserimenti di nuovi edifici, armi, abilità e, soprattutto, fazioni nemiche, segue un po’ quello che il suo predecessore, Enemy Within, aveva fatto con il primo XCOM made in Firaxis.
L’espansione dunque, proprio come il sopracitato Enemy Within, è fruibile in forma complementare a quanto già visto nel gioco base: i contenuti di War of The Chosen saranno disponibili dalle prime settimane. Scopriremo presto, in una cutscene, come gli Antichi non si fermeranno di fronte a nulla pur di reinserire il Comandante degli XCOM (cioè il vostro alter ego) nella rete neurale ADVENT, dalla quale è stato trafugato, e a questo scopo chiameranno in soccorso dei soldati scelti, i Chosen appunto. Il triumvirato è composto dall’Assassina, il Cecchino e lo Stregone, unità d’elite sguinzagliate dagli invasori allo scopo di reprimere definitivamente la minaccia che gli XCOM rappresentano per i piani degli Antichi.
Se il loro nome non vi ha già impensierito, rimedio immediatamente: parliamo di un’esperta di combattimento corpo a corpo in grado di muoversi non vista verso il suo bersaglio, colpire e nascondersi nello stesso turno, di un cecchino in grado di colpire a qualsiasi distanza (a patto che ci sia linea di tiro) e di un potente psionico in grado di evocare numerosi zombie e di controllare la mente di più unità contemporaneamente. Anche gli XCOM veterani rabbrividiranno dinnanzi alla loro pericolosità.
I Chosen si spartiranno la mappa e agiranno nelle loro rispettive aree di influenza, sabotando gli sforzi della resistenza sia nelle missioni sul campo che al di fuori, riducendo la quantità di risorse disponibili mensilmente al comandante, sabotando l’Avenger stessa e molto altro ancora. È da notare inoltre che i Chosen siano praticamente immortali, in quanto, se sconfitti, si teletrasporteranno in un non meglio precisato luogo dove l’avanzata tecnologia aliena li riporterà in piena salute, guarendoli anche dalla più letale delle ferite.

Il Templar: un’unita composta dal 50% di tamaraggine, 20% potere psionico e il resto in edgyness. Lo adoro.

Probabilmente vi starete chiedendo come gestire la minaccia inarrestabile dei Chosen, e avete le vostre ottime ragioni. Non solo le loro abilità in combattimento sono a dir poco terrificanti, ma la loro capacità di colpirvi anche quando non si è nel campo di battaglia può rapidamente condurre gli XCOM in una spirale autodistruttiva fatta di carenza di soldati e scarsità di risorse, con conseguente completamento del progetto AVATAR, a.k.a Game Over.
Come gestire un nemico così tanto potente, rispetto alle unità a nostra disposizione? La risposta è più semplice di quel che pensiate: agire nell’ombra. Le Covert Actions, come vengono definite dal gioco, sono delle missioni speciali in cui potrete inviare i vostri soldati sotto copertura, per acquisire risorse, materiale, armi, potenziamenti, unità e quant’altro. Non solo: l’unico modo per poter uccidere definitivamente un Chosen è scoprine la base segreta, attraverso le suddette azioni sotto copertura. Il fatto che questa nuova meccanica, dipendente dall’a sua volta nuovo edificio denominato Resistance Ring (che va a sostituire l’Advanced Warfare Center, assieme ad una struttura introdotta in War of the Chosen, l’Infermeria), sia l’unico modo per gestire la continua ascesa al potere degli Scelti rende la costruzione dell’edificio dedicato una priorità, oltre al fatto che le Covert Actions sono una fonte molto importante di materiali, fonte che vi permetterà di mantenere l’economia all’interno dell’Avenger florida e vitale.

Per fortuna, non dovremo affrontare tutto ciò da soli: interagiremo infatti con tre differenti fazioni della resistenza (che a quanto pare non era così disorganizzata come XCOM 2 vanilla voleva farci credere…), con le quali potremo non solo dialogare, aumentando così l’influenza nei loro confronti e quindi ottenendo dei bonus, ma potremo anche reclutare delle loro unità, caratterizzate da abilità uniche e specifiche a seconda del gruppo di provenienza.
I Reaper, esperti sabotatori, si muovono nell’ombra, ed utilizzano una forma di occultamento avanzato che permette loro sia di rimanere nell’ombra quando il resto del team viene scoperto, sia di muoversi più velocemente e di essere molto più difficile da rivelare. Queste caratteristiche uniche rendono i Reaper estremamente versatili come scout e sabotatori, e li rende eccellenti per eventuali attacchi a sorpresa.
La seconda fazione, quella degli Skirmisher, è composta da ex-soldati ADVENT disconnessi dalla rete neurale aliena (così da avere libero arbitrio) che si sono ribellati ai loro padroni: queste unità sono estremamente mobili grazie al rampino integrato nella loro tuta; possono riposizionare le unità avversarie grazie alla loro abilità Justice, trascinando a sé un nemico per poi sferrare un attacco corpo a corpo con i loro Ripjack; offrono un’economia d’azione senza precedenti, in quanto possono attaccare e muoversi in qualsiasi ordine preferiscano e, addirittura, attaccare due volte. Il loro punto debole è la scarsa dimensione del caricatore dell’arma, che limita fortemente, soprattutto nei primi stadi del gioco, la pioggia di proiettili che lo Skirmisher è in grado di far piovere sui vecchi compagni d’arme in un combattimento prolungato.
Per ultimi ci sono i Templar. Come descriverli…? Sono dei guerrieri corpo a corpo che, grazie al Focus (ottenuto uccidendo unità nemiche con le loro lame di natura psionica), sono in grado di potenziare e alimentare le già elevate capacità, così da ridurre la distanza col nemico e smembrarlo a suon di sferzate d’energia psichica. Riassunto in due parole: sono stupendi. Le unità Templar, se utilizzate opportunamente, sono in grado di portare sul campo di battaglia una quantità di danno tale da rendere triviali molti scontri. Queste potenzialità, però, hanno un prezzo: i Templar sono estremamente vulnerabili al fuoco nemico. Anche se Momentum (abilità che permette al nostro spadaccino psionico di fiducia di ottenere un’azione di movimento gratuita ogni volta che uccide un avversario), assieme al loro Parry, è in grado di aumentarne considerevolmente la resistenza sul campo di battaglia, sono comunque delle pedine che vanno utilizzate con estrema cautela, in quanto un singolo errore di posizionamento porterà inevitabilmente gli alieni a concentrarsi su di esse, condannandole a morte. Adoro lo stile “high risk, high reward” che caratterizza questa new entry, ma, probabilmente, a difficoltà elevate è l’unità più difficile da gestire e da mantenere al sicuro.

Oltre ai Chosen, sarà possibile incontrare nelle vostre missioni una nuova tipologia di unità nemiche: i Lost, esseri umani non-morti a causa delle esalazioni dei vari agenti chimici utilizzati durante la prima invasione della Terra.

War of the Chosen non si limita ad aggiungere contenuti, ma rifinisce anche quanto già esistente, in particolare per quel che riguarda la gestione dei soldati. Innanzitutto utilizza (finalmente!) il valore di Volontà non solo per rappresentare la resistenza agli attacchi psionici, ma anche per determinare la stanchezza psichica del soldato. Questo, alla pari delle ferite, ci renderà impossibile portare con noi un’unità per troppe missioni consecutive senza concederle il meritato riposo. In secondo luogo, inserisce l’elemento di gioco dei Legami: due unità, se appaiate spesso in battaglia, formeranno un duo in grado di potenziarsi a vicenda. Non solo avranno dei bonus passivi quando mandati in missione assieme, ma potranno anche incoraggiare il loro compagno, donandogli un’azione aggiuntiva nel turno corrente, una volta per missione.
Infine, la titanica espansione dello strategico di casa Firaxis risolve un problema particolarmente pesante riscontrabile nel gioco base: avete mai desiderato ottenere, per un’unità, due poteri della stessa tier invece che sceglierne uno solo? Ora potrete, grazie ai Punti Abilità. Effettuare particolari azioni in combattimento, come colpire un bersaglio ai fianchi o da una posizione nascosta, permetterà all’unità di guadagnare dei punti utili per acquisire non solo eventuali capacità che non ha scelto durante il processo di crescita, ma anche di acquistarne altre completamente nuove e normalmente non acquisibili attraverso la normale progressione dei gradi.
Adoro quest’ultima opzione: dona un senso di unicità ad ogni soldato del vostro roster, e permette di creare combo originali e devastanti.

È evidente come i Reaper siano pesantemente ispirati a S.T.A.L.K.E.R.

In definitiva, XCOM 2: War of the Chosen rinnova talmente tanto la formula del gioco vanilla da poter essere considerato un titolo a sé stante, una sottospecie di versione 2.5 (come ho già affermato precedentemente) dello strategico sci-fi migliore in circolazione.
Tutte le migliorie presenti nel titolo, unite alle ottimizzazioni ricevute che rendono i caricamenti decisamente più rapidi e l’azione più fluida, rendono War of the Chosen un must buy per gli amanti della saga, nonostante il costo non propriamente economico. Anche considerando il prezzo sopra la media, mi sento comunque in dovere di affermare che era veramente da tanto tempo che non vedevo un’espansione di tale calibro, abituato oramai a DLC che offrono contenuti scarni e di poco valore: il prezzo è ampiamente giustificato dalla sostanza.

Central a Comandante XCOM: il team Menace vi attende a braccia aperte, riprendiamoci assieme questo pianeta.

Templar

Perché sì:
Perché no:
  • Espansione con la E maiuscola
  • Caricamenti più veloci
  • Dialoghi eccellenti
  • Design dei Templar e Reaper

 

  • Non per tutti

 


About the Author

RickyAll

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!