Wolfenstein 2: The New Colossus – Sangue chiama sangue

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Posted 28/10/2017 by in PC

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PEGI:
 
by Cathoderay
Recensione

Tre anni fa uscì un inaspettato reboot di quel Wolfenstein tanto caro ai giocatori di vecchia data, che, a sorpresa, si impose come uno dei migliori esponenti del genere. Un titolo fuori dal tempo, brutale e votato al single player, quasi come a voler sottolineare ancora una volta le proprie origini e la propria risolutezza nel voler essere un gioco di altri tempi, granitico nelle meccaniche ed emozionante nella storia.
E il seguito?

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Chi non muore si rivede, vero BJ?

William “BJ” Blazkowitcz, protagonista della saga fin dai tempi del primo Wolfenstein 3D, ha raggiunto il suo scopo, ovvero uccidere la propria nemesi (l’odiato generale nazista Deathshead), anche a costo della propria vita, come un vero eroe che mette la salvezza degli innocenti prima di tutto. Ed è lì che lo ricordiamo, morente su un gelido pavimento, intento a lanciare un attacco che spazzerà via tutto, compreso se stesso. Ma se c’è una cosa che i videogiochi (e non solo) ci hanno insegnato, è proprio che un eroe non resta morto a lungo, soprattutto se una nuova minaccia lo richiama al dovere. Con un finale perfetto e cinematografico, The New Order sembrava mettere una pietra (tombale) di svariate tonnellate su un protagonista di altri tempi… salvo poi, nei primi minuti di questo nuovo capitolo, spiegarci come le cose siano andate realmente, e, in tal modo, far risorgere il nostro salvatore Blazko, cambiato, per ovvie ragioni, sia nel fisico che nello spirito.
Provato nella psiche e nel corpo, il nostro eroe non è più lo stesso, ora consapevole di non essere immortale e timoroso di non poter riuscire a proteggere i propri cari. L’eroe “tutto d’un pezzo” di The New Order in questo nuovo episodio rivela ai giocatori una profondità inattesa, creando le basi per una trama più introspettiva ma, allo stesso tempo, esagerata e sopra le righe (quasi “bipolare”, se vogliamo), capace di trascinarci in un’immersione totale negli avvenimenti. E, sinceramente, penso che non si possa chiedere di meglio a un gioco che, per scelta, si basa interamente sulla sua campagna single player.

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Lo sguardo malinconico del protagonista, che di lì a breve si trasformerà in una macchina da guerra.

Se la storia regala, quindi, continui momenti da action movie con la “A” maiuscola, il gameplay non è da meno. Anzi, cogliendo la sfida, rilancia offrendoci momenti di brutale bellezza distruttiva: i ragazzi di MachineGames hanno preso tutto quello che c’era di buono nel capitolo precedente e hanno premuto sull’acceleratore, regalandoci sequenze di puro appagamento omicida, in cui avanziamo riversando odio e qualsiasi tipo di proiettile sui nostri nemici. Inoltre, grazie alla nuova feature introdotta che ci permette di trasportare due armi contemporaneamente, si può dar vita a combinazioni uniche, che rendono il nostro incedere verso il ventre nemico particolarmente divertente e arricchito da quella punta di tatticismo che non guasta mai. Un’altra importante novità riguarda la velocità del protagonista, ora capace di lanciarsi in letali scatti in pieno stile Doom, in grado di aumentare ancora di più la frenesia del gioco e il ritmo serrato degli scontri.
Da quanto scritto fino a ora, vi starete immaginando di poter avanzare nel gioco a testa bassa, senza preoccuparvi dei danni subiti… ed è qui che vi sbagliate! Un approccio stealth e una buona dose di pianificazione possono fare la differenza tra il successo e il dover ripetere la stessa parte di livello cinquanta volte, dato che, anche a difficoltà media, Wolfenstein 2 vi richiederà impegno e riflessi pronti, necessari per rimanere in vita in un mondo dove la morte si nasconde dietro ogni angolo.

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Problemi con la pet therapy.

Dal punto di vista tecnico, Wolfenstein 2 rappresenta un passo avanti più che positivo rispetto a quanto visto nel primo capitolo dello shooter targato Bethesda. Il passaggio al motore id Tech 6 ha permesso una qualità generale più alta ed effetti di luce e particellari davvero splendidi, utili a sottolineare la bellezza delle ambientazioni del gioco. Tutto questo, per di più, con un framerate quasi sempre inchiodato a 60 fps: in un gioco basato su furiose sparatorie a tutto schermo, performance simili sono davvero encomiabili.

Se Wolfenstein 2 ricorda per tanti motivi una produzione cinematografica, è anche grazie alla colonna sonora potente e sempre perfettamente in sintonia con le immagini, pronta a sottolineare i drammi interiori di Blazko o le feroci sparatorie di cui sarà protagonista. L’analogia con il cinema diventa ancora più evidente quando si prende in considerazione anche il doppiaggio italiano, di qualità più che buona, fatta eccezione per qualche battuta monocorde del protagonista, che un po’ stona con la cura maniacale dedicata al resto del prodotto.

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Luoghi ameni da visitare, persone da conoscere…

Se da un lato il gameplay risulta nella sua struttura molto classico, dall’altro il gioco offre una folta schiera di piccole variazioni in ambito ludico e narrativo, aspetto che vi spingerà quasi sicuramente a rivivere una seconda volta l’avventura del prode Blazkowitcz. Si comincia con una decisione da prendere all’inizio del gioco, che avrà ripercussioni su storia e gameplay, per poi passare ai kit di potenziamento (che permetteranno sia di aumentare il volume di fuoco delle nostre armi, sia di dare una marcia in più al protagonista grazie a veri e propri upgrade che forniscono abilità aggiuntive), fino ad arrivare alle missioni enigma, che porteranno una piacevole ventata di varietà tra una sparatoria e l’altra… Senza dimenticare gli immancabili collezionabili sparsi per le aree di gioco! Ora, se immaginate di infilare il tutto in scenari che garantiscano una costante e stimolante sfida, sarete in grado di farvi un’idea di quello che vi aspetta all’interno della campagna.

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Varietà di gameplay, dicevamo?

In definitiva, l’ultimo lavoro di MachineGames è un concentrato brutale di ottimo gunplay, abilmente inserito in una storia densa, dal ritmo serrato, che vi terrà inchiodati allo schermo anche grazie a un comparto grafico che, oltre a non presentare evidenti difetti, si rivela di forte impatto e granitico almeno quanto il nostro protagonista. Wolfenstein 2: The New Colossus si appresta a diventare di diritto un punto di riferimento per questa categoria di giochi, oltre che un ottimo manuale su come scrivere un gioco single player. Compratelo, e tornate a tempi più semplici, dove i cattivi erano davvero cattivi ed era un piacere infarcirli di piombo.

Blazko

Ucronia

Accetta

Perché sì:
Perché no:
  • Veloce e spietato
  • Ambientazioni stupende
  • Personaggi carismatici
  • Gunplay stellare

 

  • Doppiaggio non sempre all’altezza
  • Minuscoli e molto rari cali di frame


About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.