Why Am I Dead At Sea – Non è il momento di essere morti

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Posted 12/01/2016 by in Mac

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Genere:
 
PEGI:
 
by Rugerfred
Recensione

C’è stato un periodo in cui cercavo giochi ambientati su una nave. Nonostante svariati titoli a tema giocati in passato, tra cui lo stupendo 9 Hours, 9 Persons, 9 DoorsSteam si è rivelato deludentemente vuoto e pieno di giochi mediocri. Tuttavia, in mezzo all’infinità di titoli svettava Why Am I Dead At Sea. Con un comparto grafico che rimanda a Earthbound/Mother e la promessa di un’esperienza investigativa dove dovremo indagare nientemeno che le circostanze della nostra morte, à la Murdered: Soul Suspect, il gioco mi ha attirato al volo.

Why I Am Dead At Sea

Eccoci qui, spiriti su una nave alla luce del tramonto.

“This is no time to be dead. Your story doesn’t have to end here”. Con queste parole, al termine di un veloce flashback monocromatico, il gioco ci fa prendere confidenza con la nostra morte e con la nostra esistenza come spirito. Il nostro primo incontro con Paulo, un ragazzino che può vederci nonostante la nostra eterea presenza, ci fa sapere che non solo siamo morti, ma che sente che qualcosa di orribile sta per succedere sulla nave. Ha provato ad avvisare gli adulti, ma nessuno dà retta ad un ragazzino. È vero, siamo indeboliti e non abbiamo una presenza fisica, ma la morte ha anche i suoi vantaggi apparentemente: possiamo infatti non solo entrare nella mente delle persone, ma prenderne corporalmente possesso. Non è molto, è vero, ma tutto ciò di cui avremo bisogno per risolvere il mistero che circonda la nostra morte e prevenire qualcosa di molto più terribile.

Why Am I Dead At Sea

Entrare nella mente degli altri ci pone spesso davanti a scene oniriche e, ammettiamolo, particolarmente inquietanti.

Why Am I Dead At Sea inizia in piccolo, facendoci prendere possesso di un gatto di nome Sunshine come primo passo, ma ben presto la sua complessità si snoda. Ogni personaggio ha una mentalità e un approccio alle situazioni differente dagli altri, e questa è una cosa che dobbiamo tenere a mente quando ne stiamo prendendo possesso. Inoltre, ognuno ha un’abilità personale che potremo usare, legata al carattere della persona. Non mi piace svelare elementi narrativi importanti come le abilità o il carattere del cast di gioco, sia perché gli spoiler sono il male, sia perché ritengo che in questo titolo parte dell’esperienza sia imparare a scoprire l’utilizzo di tutti gli strumenti che avremo a disposizione. Sul character design posso dire solamente che il lavoro da parte degli sviluppatori è stato eccelso: raramente possiamo trovare un cast così numeroso e ben caratterizzato in un gioco indie dallo sviluppo così contenuto.

Why I Am Dead At Sea

Non fatevi ingannare dalla grafica colorata. Il mood del gioco è serio e teso.

Per quanto mi riguarda, non posso che promuovere con soddisfazione Why Am I Dead At Sea. Dietro ad un comparto grafico apparentemente spensierato, si nasconde una serietà e una profondità invidiabili. La dozzina di ore che il gioco vi offre e la presenza di quattro diversi finali sono qualcosa che non mi sarei mai aspettato da un titolo simile. L’unico aspetto che forse potrebbe intimorire molti giocatori, specialmente quelli non abituati alle avventure grafiche old school, è una certa cripticità che incontriamo nelle fasi finali di gioco. Al giocatore casuale potrebbero sfuggire dei dettagli che è necessario comprendere per poter raggiungere l’ambìto true ending.
Se comunque amate il mistero e volete scoprire anche voi che cos’è successo sulla nave, potete imbarcarvi alla modica cifra di 9,99€ sullo store Steam.

Why I Am Dead At Sea Premi

Perché sì:
Perché no:
  • Personaggi ben caratterizzati.
  • Ambientazione intrigante.

 

  • Raggiungere alcuni finali è complesso.
  • La grafica può non piacere a tutti.


About the Author

Rugerfred

Game Designer freelance, videogiocatore, sperimentatore musicale e affamato di sapere. Ha un conto aperto con Volfied e troppi progetti aperti e non finiti per poter vivere tranquillamente. Cerca di dividere il proprio tempo libero tra gioco analogico e digitale, trovandosi così con giochi che occupano la maggior parte del suo spazio virtuale e fisico.