Voodoo Vince: Remastered – La magia voodoo che resuscita i platform 3D

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Posted 27/05/2017 by in PC

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by Nicola De Bellis
Recensione

È un peccato che Yooka-Laylee sia già stato recensito da Maz: ho perso l’occasione di filosofeggiare sul genere, defunto e brevemente risorto, del platform 3D collectathon. Voodoo Vince, tra l’altro, nasce in quel particolare periodo, all’inizio degli anni 2000, in cui questi giochi tiravano gli ultimi respiri. Apparentemente, per molti, è un titolo nostalgico tanto quanto Banjo-Kazooie lo è per me, ma l’originale X-Box non è stata parte del mio piccolo mondo in gioventù, ergo Voodoo Vince: Remastered dovrà reggersi solo sulle sue gambette di pezza. Ci riuscirà?

Fermi tutti, time-out. Chi ha fatto disegnare New Orleans a Chuck Jones?

Voodoo Vince è un platform 3D sviluppato da Beep Games per X-Box nel 2003, da loro stessi ora aggiornato, ripulito e migliorato per PC e X-Box One.
La trama, come da tradizione per il genere, è molto semplice: due brutti ceffi si intrufolano nel parlour voodoo di Madame Charmaine, se la caricano in spalla, le rubano la polverina magica e portano tutto dal loro capo, Kosmo, un criminalotto da due soldi con grandi ambizioni. La brava Madame fa in tempo a usare un ultimo soffio di polvere magica per animare Vince, la sua bambolina voodoo personale, mentre Kosmo spreca tutta la propria scorta per per animare zombi e combinare guai. L’unica cosa che può impedirgli di conquistare New Orleans è un pezzo di stoffa alto 25 centimetri.

I temi macabri del voodoo sono resi in modo cartoonoso e umoristico, il che è un bene. Aspettatevi un pochino di humor nero, ma niente di offensivo.

Voodoo Vince ha la lingua lunga. Il bambolotto di pezza non manca mai di dirne quattro a tutto quello che incontra, con non poca auto-ironia sui cliché dei collectathon. Infatti, una delle cose più carine del gioco è che, senza dubbio, ha una certa personalità. La New Orleans cartoonosa che dipinge è molto colorata e ben stilizzata, con musiche frizzanti in molteplici stili di jazz.
Graficamente, in generale, tiene botta sorprendentemente bene dal 2003, non solo grazie ai ritocchi della versione Remastered. Questo stile cartoonoso di 3D è invecchiato con dignità e aiuta che fosse, al tempo, un’esclusiva X-Box, con tutti i vantaggi e gli effetti grafici avanzati che la console permetteva.

Esteticamente il livello sulla nave arenata è forse il mio preferito. Mi ricorda particolarmente i platform del passato. Rimasugli di Gloomy Galleon, forse?

Il gameplay, però, è figlio del 2003 in modo molto più evidente. Vince si muove con una certa legnosità: camminare in giro è okay, reattivo, anche se un filo rigido, ma la fisica del salto è molto restrittiva. Una volta in aria si tende a cadere come un pezzo di piombo e, nonostante Vince sia capace di un doppio salto, attraversare piccoli gap fa sentire come uno shuttle che tenta disperatamente di lasciare l’orbita terrestre. Questo finché non ho scoperto la manovra avanzata del triplo salto con planata, che ha reso il platforming molto più gradevole.
A sua disposizione, Vince ha anche alcuni semplici cazzotti e schiaffoni con cui pestare i vari mostracci che Kosmo ha evocato. Il combattimento è, anch’esso come da tradizione del genere, molto semplice, il che non è una cosa negativa. Nel caso diventasse troppo difficile, basta premere due tasti assieme per sfoderare una magia voodoo e ripulire lo schermo dai nemici. Le magie non sono gratis, vanno caricate collezionando perline voodoo, ma questa risorsa è estremamente abbondante. Principalmente è droppata dai nemici, spesso in quantità così alte da guadagnare due o tre cariche di magia spendendone una sola. Questo non è necessariamente un male, chiariamoci. Un combattimento troppo difficile renderebbe più frustrante esplorare i livelli per cercare i collezionabili e affrontare le varie sfide di platforming.

Verso la fine i livelli diventano sfide intense di piattaforme minuscole, mobili, su enormi pozzi senza fondo. La difficoltà non manca, ve lo garantisco.

Voodoo Vince non è molto lungo, né eccessivamente difficile (ho raggiunto il 100% in una decina di ore), ma è ottimo materiale per un weekend piacevole. I sei mondi sono esteticamente molto variegati e sempre in tema con New Orleans, il sud degli USA e il voodoo, dal cuore della città alle paludi abbandonate. Offre spesso delle buone variazioni che aiutano a tenere alta l’attenzione, come corse su veicoli, minigame, boss e un paio di power-up che aggiungono più mobilità al repertorio platform di Vince.
Devo complimentare gli sviluppatori per alcuni puzzle particolarmente creativi che fanno buon uso del fatto che Vince sia una bambola voodoo, quindi praticamente immortale e capace di trasmettere il suo dolore agli altri. Quasi tutti i boss, ad esempio, vanno sconfitti cercando un modo per autodistruggersi così spettacolarmente da far male abbastanza al mostraccio del momento.
Nel corso del gioco si possono anche collezionare numerosi poteri voodoo da usare in combattimento, ma, tristemente, fanno tutti la stessa cosa. L’animazione è sempre diversa, ma il risultato è identico: uccidere tutti i nemici a schermo.

Devo… collezionare… tutto….

Alla fine della fiera, Voodoo Vince: Remastered è un piacevole platform 3D. Non è eccellente, ma ha una buona dose di personalità, varietà e idee che lo elevano dalla mediocrità. Anche senza un briciolo di nostalgia per l’originale, posso dire di aver passato il mio tempo col gioco in modo piacevole. Ve lo consiglio, soprattutto se, come me, siete a digiuno di platform 3D da oltre 15 anni.

Varietà

Humor

Perché sì:
Perché no:
  • Colorato e allegro
  • Il suo humor strappa più di una risata
  • Non troppo difficile, né frustrante
  • Varietà di ambientazioni e gameplay

 

  • Controlli legnosetti
  • A volte si nota molto la sua età


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.