Venti Mesi – Il gioco che celebra la lotta partigiana

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Posted 27/01/2016 by in Mac

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by Luigi Briganti
Recensione

In occasione della Giornata della Memoria, il duo indipendente We Are Müesli, composto da Claudia Molinari e Matteo Pozzi, rilascia la versione inglese di Venti Mesi, un racconto interattivo realizzato l’anno scorso in occasione del 70° anniversario della Liberazione dal Nazifascismo e distribuito gratuitamente con la collaborazione del Comune di Sesto San Giovanni e Coop Lombardia.

Venti Mesi racconta in venti brevi episodi interattivi la Resistenza e i venti mesi, appunto, di chi tra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945 ha scelto di opporsi alla barbarie della dittatura nazifascista in Italia. Il gioco rappresenta un conto alla rovescia verso la fine della guerra, in cui ogni episodio è scandito dal rumore di un fiammifero che si accende e preceduto dal numero del mese corrente in cifre romane, formato con i fiammiferi. Tra un capitolo e l’altro, una voce narrante legge brani tratti dal Dizionario del partigiano anonimo e una musica malinconica, eseguita al pianoforte da Francesco Fontana, scandisce il passaggio tra i singoli episodi, facendosi ora più frenetica, ora più triste ora più grottesca, a seconda che l’episodio raccontato sia d’azione, nostalgico o più ironico, pur nella cornice della tragedia della guerra.

kostoyad

La grafica è minimale, ma comunque suggestiva.

Venti Mesi non è un gioco, quanto una testimonianza. Un momento che vuole far riflettere sulle atrocità della guerra e sulla barbarie che ha contrapposto uomini ad altri uomini in un momento in cui tutto ciò che si desiderava erano pace e normalità. Le storie ci raccontano donne e uomini che pian piano sentono montare in loro la consapevolezza di un domani diverso, che vengono lacerati dal dubbio, dall’improvvisa possibilità di scegliere cosa fare della loro vita. Persone che si trovano faccia a faccia con i loro peccati e di fronte alla scelta, effettuata dal giocatore a operare, del se e del come reagire ai dubbi morali che vengono proposti di volta in volta.

Dal punto di vista tecnico, quasi superflue risultano le opzioni per il salvataggio e il caricamento, visto che in poco più di un’ora si riescono a visionare tutti i capitoli. Tuttavia, possono tornare utili qualora si volessero scoprire i finali alternativi delle storie, a meno che non si voglia di giocarlo almeno due volte. Ogni dubbio che viene proposto ai personaggi, infatti, può essere risolto solo dalle scelte del giocatore, che si troverà di fronte a due (o più di rado anche qualcuna in più) opzioni tra cui scegliere. Tali scelte possono portare ad esiti diversi per i protagonisti delle singole storie.

Ogni episodio è ispirato a un fatto realmente accaduto durante quei venti mesi terribili, che terrà il giocatore resterà incollato allo schermo, un capitolo dopo l’altro, per sentire quelle storie e partecipare di quei drammi. Tra i riferimenti, troviamo anche Una questione privata, di Beppe Fenoglio, a cui è dedicato il penultimo capitolo.

partigiani

Una delle schermate di inizio capitolo.

Il comparto grafico non è di quelli che catturano particolarmente l’attenzione del giocatore, e neanche incontrano i suoi gusti, probabilmente, ma risulta perfettamente in linea con lo stile di We Are Müesli e se ci si ferma un attimo a ragionare, rende perfettamente le atmosfere surreali dei racconti. Surreali perché ci si trova in un momento in cui la guerra dovrebbe essere finita, eppure si continua a combattere; in cui l’Italia dovrebbe essere libera, eppure i fascisti continuano a fucilare ribelli e disertori; in cui gli Americani dovrebbero essere alleati, eppure bombardano edifici civili, uccidendo centinaia di bambini.

In definitiva, Venti Mesi è un esperimento didattico e celebrativo che riesce nel suo intento. Emoziona e insegna, coinvolge e commuove, ricorda e fa ricordare. L’intero gioco mostra il lato umano dei personaggi, la cui psicologia è racchiusa tutta nella citazione che apre l’ultimo capitolo:

– Partigiani – Ce ne sono di tutti i tipi: comunisti e cattolici, socialisti e liberali, anarchici e trotzkisti, giellisti e monarchici, leali e opportunisti, coraggiosi e vigliacchi, decisi e attendisti, generosi e scaltri, onesti e ladri, giovani e vecchi, eroi e doppiogiochisti, consapevoli e no, con scarpe e senza scarpe, vestiti come soldati e come pagliacci. Combattono una delle diecimila guerre che l’uomo ha scatenato su questa terra e pensano di essere dalla parte della ragione.

Non santi, né eroi, insomma. Solo uomini.

Venti Mesi è disponibile per il download gratuito direttamente dal sito di We Are Müesli e gira su PC e Mac.

Venti Mesi Premi

Perché sì:
Perché no:
  • Evocativo.
  • Commovente.

 


    Storie della Resistenza (Copertina flessibile)


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    About the Author

    Luigi Briganti
    Luigi Briganti

    Luigi Briganti (Lamezia Terme, 1985) è nato in Calabria, ma da oltre 15 anni vive in provincia di Pistoia. Laureatosi in Storia Medievale presso l'Università di Pisa, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. Attualmente insegna Italiano e Storia in una scuola superiore, dopo aver fatto i lavori più disparati.Tra le sue passioni la lettura, il gioco di ruolo e il gioco da tavolo, quest'ultimo diventato hobby frequente da un paio d'anni a questa parte.



    • Da questa recensione, il gioco sembra molto interessante. Probabilmente è impossibile valutarlo appieno senza considerare che ha un intento più didattico che altro, ma è comunque un intento nobile.