Unravel – Sognando con le mani

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Posted 16/02/2016 by in PC/Mac/Linux

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by Tracotanza
Recensione


Lo spiegava benissimo il nostro Nicola De Bellis in un editoriale di qualche giorno fa: quando ci si innamora di qualcosa è difficile cercare di essere oggettivi. Per un recensore innamorarsi è un gran brutto problema e io sono costretto ad ammetterlo, mi sono innamorato di un pupazzetto fatto di lana che si chiama Yarny. Scrivo questa recensione nel giorno di San Valentino, circondato da un vortice di cuoricini e dolcezza, soffice come un filo di lana.

I ragazzi di Coldwood Interactive avevano già fatto parlare di loro dopo la presentazione all’E3, dove un emozionato e tremante Martin Sahlin saliva sul palco con in mano un pupazzetto di lana e ti faceva venire una malsana voglia di abbracciarlo forte. Dopo aver giocato Unravel la voglia è ancora più forte, lui, Yarny, i ragazzi di Coldwood, la simpatica vecchina del trailer, la gente qua intorno, pure a te che stai leggendo. Se cercate un cupido moderno, provate a giocarlo con la vostra lei, i risultati potrebbero essere più soddisfacenti di quelli di un film Disney.

Lui è Yarny!

Lui è Yarny!

Il nostro eroe rosso si forma da un gomitolo di lana e incomincia a viaggiare fra le fotografie incorniciate all’interno di una dimora, viaggiando fra quelle recupera dei ricordi, pezzi fondamentali della vita degli abitanti di quella casa, che poi andranno a comporre un album di fotografie. Nello sfogliare quest’album ho trovato un bel piacere, quel piacere che viene fuori dallo spiare le vite degli altri e nell’inventarsi storie li dove ci sono dei buchi, cercando di collegare i passaggi mancanti, comprendere i legami e alla fine affezionarsi alle storie che ci si è immaginati.

Durante la nostra avventura Yarny lascerà sempre dietro di se un po’ di quel filo rosso che lo compone, questo può essere utilizzato per più o meno tutto quello che vi verrebbe in mente di fare con esso, aggrapparsi, tirare, legare e costruire trampolini. Sullo stile di Limbo, gli enigmi che ci troveremo davanti ci chiederanno di utilizzare l’ambiente intorno a noi per comprendere come avanzare, inoltre dovremmo fare attenzione a quanto filo utilizziamo, dato che se questo terminerà non potremo fare avanzare il povero Yarny e dovremo ricontrollare le nostre mosse per cercare di risparmiare un po’ di corda e arrivare al prossimo punto che ci permetterà di riavvolgerci nella lana.

Questo granchio è una seria minaccia per il nostro filo.

Questo granchio è una seria minaccia per il nostro filo.

Nonostante la buona idea, il gameplay di Unravel non mostra poi molti punti di genio, gli enigmi vengono semplicemente riutilizzati da un livello all’altro e difficilmente vi ritroverete a dover perdere tempo per risolverne uno, mi è più volte capitato di perdere tempo cercando una soluzione complessa quando poi la via da seguire era quella più facile e diretta. Nonostante questa semplicità verrete facilmente stregati dal gioco che coccolandovi si lascerà semplicemente condurre fino alla conclusione, che nel mio caso è arrivata dopo 7 ore pienamente soddisfacenti.

Il comparto artistico è qualcosa di veramente eccezionale. Uno stile grafico che non credo di aver mai visto prima, meraviglioso in ogni sua parte e che brilla nei fondali e negli ambienti, così tanto da emozionare come quando ci si ritrova di fronte ad un quadro rinascimentale o un paesaggio meraviglioso. Yarny poi riesce a trasmettere tutte le emozioni che esprime, sfruttando la vostra empatia e piazzandovele direttamente nel cuore, il tutto senza dire una parola ma con una magistrale gestione dei suoi movimenti e delle sue espressioni. A questo aggiungiamo una colonna sonora da brividi, che accompagna perfettamente le grandi avventure del nostro piccolo eroe, con delle musiche che sono destinate a farsi ricordare.

Trasmettere emozioni.

Trasmettere emozioni.

Unravel è una storia infinitamente dolce, pronta ad accarezzarvi e farsi amare, che vi strapperà, sicuramente, almeno un sorriso. Certo non crea poi grandi rivoluzioni a livello di gameplay, ne dovete aspettarvi di dover spremere le meningi più di tanto. Semplicemente vi fa sorridere e si fa amare, è una storia sull’importanza dell’affetto, dei ricordi e del non aver paura di stringere legami, vi fa venire voglia di abbracciare qualcuno e vi rende, per un po’, semplicemente felici. Lo trovate sullo store di Origin, su PlayStation 4 o su Xbox One, e se non riuscirà a parlare a farvi provare qualche emozione, significa che dovrete fare un controllino al vostro cuore, qualche filo potrebbe essersi staccato.

Unravel Premi

Perché sì:
Perché no:
  • Grafica allucinante
  • Emozionante
  • Colonna sonora meravigliosa
  • Gameplay interessante

 

  • Enigmi non proprio impegnativi


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico