Trackmania Turbo – Try harder

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Posted 05/04/2016 by in PC

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by Nicola De Bellis
Recensione

Sono bastati pochi minuti di gioco in Trackmania Turbo per far riaffiorare memorie sopite da oltre un decennio. I cartelloni super-colorati, le mille decorazioni fuori pista, l’annunciatore energetico, il ritentare a manetta la stessa pista al minimo errore per ottenere i tempi migliori, tutte cose che mi hanno solleticato il cervello, finchè ho capito a cosa stavo pensando: SSX 3 per GameCube.

Il che è un po’ bizzarro. Ho giocato praticamente tutti i Trackmania usciti fino ad oggi, dalla prima incarnazione nel lontano 2003, ma è la prima volta che c’è un look simile, così deliziosamente nostalgico. L’intenzione di Nadeo, lo studio francese che ha creato la serie, è quella di evocare i giochi di corse arcade di fine anni ’80 ed inizio ’90, da Outrun a Daytona USA, sforzo che si vede realizzato in tanti piccoli tocchi, dai palloni aerostatici ipercolorati all’elicottero che ci lancia sulla pista da tre chilometri d’altezza. Questo periodo del videogioco è la mia gioventù, ci sono nato e cresciuto, l’ho goduto appieno e lo conosco bene, eppure penso a SSX 3 invece che, non so, a SEGA Rally.

E velocità avrai, Maverick.

E velocità avrai, Maverick.

Nonostante lo sforzo di ricreare una certa atmosfera dei giochi arcade, ho l’impressione che Nadeo sia nostalgica per la decade sbagliata. Trackmania Turbo mi riporta a quel bizzarro periodo, tra il 2000 ed il 2005, in cui questa concezione del gioco arcade era ormai tramontata ma pochi eroi tentavano di farla sopravvivere il più possibile, ricreandola per la nuova generazione e trascinandosela sulle spalle contro tutte le avversità, cavalieri come Tony Hawk’s Pro Skater, Super Monkey Ball, Burnout, SSX, Crazy Taxi, Outrun 2 e tanti altri portabandiera della filosofia “easy to learn, hard to master“, tutti nostalgici per un’era ormai passata. TrackMania Turbo è un gioco nostalgico per un periodo nostalgico.

Il che non è un male, chiariamoci, ma, da grande appassionato dell’epoca che Trackmania Turbo tenta di rievocare, non posso evitare di notare che il risultato finale può lasciare confusi. Penso che il problema principale sia la musica: ambientazioni solari ed ipercolorate come queste meriterebbero musiche fresche, energetiche, di quelle che ti fanno sentire il vento nei capelli, come Splash Wave. Trackmania Turbo ripiega, invece, su una colonna sonora su licenza, techno, synth-pop e parecchio anonima, che sembra uscita da un EA Trax a caso, roba che se chiudi gli occhi pensi di star giocando Burnout 3. Capite cosa intendo ora quando dico che evoca la decade sbagliata?

Sembra che voglia parlar male di Trackmania Turbo, ma in realtà mi sono divertito grandemente per quasi tutto il tempo che ci ho speso sopra. Esattamente come i suoi predecessori è un racing game interamente dedicato al time trial, in cui gli avversari sono solo fantasmi dei tempi migliori e la sfida deriva dal dominare un circuito alla perfezione. Nonostante il precedente Trackmania United Forever sia ancora imbattuto, con 7 ambientazioni ed oltre 400 tracciati, questo Turbo gli è solo secondo, con un’ottima quantità di contenuti a disposizione: 200 piste ufficiali, 4 veicoli dallo stile di guida radicalmente diverso e 4 ambientazioni diverse.

La complessità di alcune piste lascia stupefatti al solo vederle. Immaginate a correrci sopra.

La complessità di alcune piste lascia stupefatti al solo vederle. Immaginate a correrci sopra.

Trackmania Turbo sembra essere una risposta a TrackMania 2, uscito bizzarramente in forma episodica, suddiviso in ambientazioni – Canyon, Valley e Stadium. Turbo le unifica in un gioco solo ed aggiunge l’inedita Lagoon al gruppo. Per onestà tocca dire che un paio di piste qui e lì sono ripescate dall’episodio precedente, ma la maggioranza dei contenuti sono completamente nuovi. Lo stile grafico è completamente rinnovato dal passato e tutto gira su un motore più pulito, dettagliato e fluido, pronto a comparire sul palco delle console di nuova generazione.

Per la prima volta la serie di Trackmania, da sempre esclusiva PC, approda anche su console casalinghe (con l’eccezione di un mediocre spinoff per Wii anni ed anni fa) e lo fa con gran stile, portandosi dietro tutto il bello della serie e aggiungendoci del suo.

Le auto delle quattro ambientazioni, come già menzionato, si guidano in modo radicalmente diverso tra loro: Canyon, ad esempio, ci mette alla guida di auto pesanti ed è interamente basata su derapate selvagge, mentre Lagoon ci affibbia una vettura che è l’esatto opposto, dalla curva ipersensibile e leggerissima, più adatta a roller-coaster folli che riportano alla mente memorie di Hot Wheels Stunt Racer. Valley è perlopiù basata sul rally off road e sulla gestione della velocità, mentre Stadium offre le auto più veloci tra tutte, ma incapaci di drift efficienti, su piste estremamente larghe.

Le 200 piste del gioco sono suddivise sia per ambientazione che per difficoltà crescente.

Le 200 piste del gioco sono suddivise sia per ambientazione che per difficoltà crescente.

Se c’è un difetto in questa grande varietà è che la campagna single player, suddivisa in leghe di crescente difficoltà, ci obbliga a finire tutte le piste di un’ambientazione prima di passare alla successiva. Zigzagare così tra i diversi stili di guida mantiene, indubbiamente, l’esperienza interessante, ma provoca non poca schizofrenia con i controlli. Immaginate di aver appena passato cinque o sei ore a completare tutte le piste blu di Canyon, siete perfettamente abituati al peso, allo sterzo e alla derapata della vettura, ma il gioco vi costringe a passare a Valley ed abituarvi ad uno stile di guida, nonché costruzione delle piste, completamente diverso.

Fortunatamente, in modalità Arcade tutte le piste sono disponibili fin da subito (con l’eccezione della lega nera, da sbloccare tramite campagna), permettendo di far pratica a piacere con le nostre auto preferite.
Misteriosamente assenti sono le diverse categorie di piste: Puzzle, Platform e Stunt, categorie classiche della serie, sono svanite nel nulla. Ufficialmente sono disponibili solo tracciati Race e nient’altro. Dico ufficialmente, perché a compensare la mancanza possiamo essere noi giocatori, creandole e distribuendole online.

I diversi momenti della giornata aumentano la varietà estetica. Tra giorno, notte, alba e tramonto c'è un abisso.

I diversi momenti della giornata aumentano la varietà estetica. Tra giorno, notte, alba e tramonto c’è un abisso.

Il classico editor di Trackmania torna ancora una volta, potente come sempre e rinfrescato con un’interfaccia adatta alle console. Quest’ultimo punto, in realtà, non è proprio una cosa da festeggiare. Non è una questione di elitismi, semplicemente i controlli tramite pad rendono farraginoso gestire tutta la potenza dell’editor. Piazzare blocchi e pezzi di pista con precisione diventa una lotta contro l’interfaccia, adattata al meglio possibile, ma inutilmente macchinosa.
Ci vengono in aiuto due modalità semplificate, Beginner, che sceglie i blocchi dalla lista automaticamente per noi e Normal, che permette qualche basilare deformazione del terreno ed amplia la scelta di blocchi, mentre Expert è molto simile all’editor classico delle edizioni precedenti, ma con la scelta dei pezzi assegnata a menu radiali, tramite le levette analogiche. Se vi pesasse lo scazzo di costruire piste a mano, esiste sempre l’opzione per farne generare una casualmente dal motore, anche se i risultati non sono, ovviamente, della stessa qualità di un tracciato creato con cura.

Il generatore casuale, per giunta, non riuscirebbe mai a costruire follie del genere.

Il generatore casuale, per giunta, non riuscirebbe mai a costruire follie del genere.

Di ritorno anche la modalità multiplayer, pilastro della serie tanto quanto l’editor stesso, come sempre un time attack contro un centinaio di altri giocatori, su piste sia ufficiali che custom. Il multiplayer è stato ampiamente ripulito rispetto alle versioni precedenti: addio alle interfacce custom e alle musiche personalizzate. Può sembrare un male, ma onestamente per me è un enorme passo avanti, mai più icone fastidiose, hotlink e pubblicità spiattellate sullo schermo, ciaone a Katy Perry che mi bela nelle orecchie mentre corro e vuvuzelas al posto dei clacson. Una libertà è stata sacrificata, ma sapete come si dice, il prezzo della libertà è la vigilanza eterna.

Sono dietro la medaglia d'oro di appena tre centesimi di secondo. Ma non mi arrendo.

Sono dietro la medaglia d’oro di appena tre centesimi di secondo. Ma non mi arrendo.

Onestamente se devo trovare un vero difetto a Trackmania Turbo è nella difficoltà ingiusta di alcune piste. Dalla lega blu inizia qualche bestemmia, ma è dalla rossa in poi che ai santi iniziano a sanguinare le orecchie. Sembra che l’interpretazione di difficoltà, per Nadeo, sia riempire le piste di curve e salti interamente basati sulla fisica che, come tale, raramente permette alle cose di accadere due volte in modo identico. Anzi, senza mezzi termini, la fisica è una vera bastarda e vuole che falliate il più possibile.
Da un certo punto in poi diventa quasi impossibile trovare una pista che non abbia almeno una rampa da incocciare con precisione millimetrica alla velocità perfetta, pena vedere l’auto iniziare a ruotare a mezz’aria, come se fosse stata catturata per sbaglio dalla gravità di Giove. Non parliamo nemmeno di quando tali rampe sono piazzate, diabolicamente, immediatamente dopo un pezzo di sterrato che rende impossibile raddrizzare l’auto in tempo e si finisce per volare verso un branco di lupi incazzati.

Il netto upgrade grafico ha introdotto, per giunta, quella che è diventata presto enorme causa di frustrazione: elementi ambientali a bordo pista. Alberi, pietre, cartacce e spazzatura aspettano in agguato, come tigri della Somalia, pronti a farvi incagliare nel bel mezzo di una derapata o un salto. Credo sia la prima volta, in assoluto, che giocando ad un Trackmania mi sono uscite di gola le parole “Porca vacca, mi sono incastrato in un albero“. Fortunatamente, come sempre, per resettare l’intera corsa basta premere un tasto solo, senza caricamenti o interruzioni.

Se mi si ribalta ancora la macchina giuro che- ma censored!

Se mi si ribalta ancora la macchina giuro che- ma [censored]!

È solo dalle piste rosse in poi che si incoccia la strada del tormento. In modo fin troppo simile alla vita, si cade in un ciclo costante di errori e partenze, in cui basta il minimo ondulamento del pene del Fato per mandare in rovina tutti i nostri piani e si riparte da zero, tra le lacrime e il dolore, per aver sprecato tempo e fatica in uno sforzo senza senso, irrilevante nel grande schema delle cose ed ignorato da tutti, ancora una volta quest’auto maledetta ha deciso di prendere il volo per Plutone all’ultima curva dell’ultimo giro, altri tre minuti di esistenza buttati e non ce l’ho fatta più, volevo che finissse tutto, mi sono tagliato-

Aahh, che belli i colori, mmmh, che relax...

Aahh, che belli i colori, mmmh, che relax…

Trackmania Turbo è un ottimo racing, azzarderei perfino uno dei migliori in assoluto della serie, secondo solo a Trackmania United Forever. Si tratta di un capitolo attraente soprattutto per i giocatori console, che possono mettere finalmente le mani su una serie che non ha mai fatto parte del loro mondo. I nuovi arrivati troveranno un gioco arcade, “easy to learn, hard to master” (forse anche troppo “hard to master“, ma il bello è anche quello), mentre i veterani della serie potranno godersi tanti contenuti inediti e veicoli più vari che in passato. Tutto il bello di Trackmania (inclusa la disperazione cosmica) in una veste nuova, fresca e colorata.

Trackmania Turbo è disponibile sia in versione digitale su Steam e sugli store di PlayStation 4 e Xbox One, oppure in versione fisica per tutte le piattaforme.

track_polipi

Perché sì:
Perché no:
  • Coloratissimo e allegro
  • 200 tracciati
  • Veicoli molto diversi tra loro
  • Editor potentissimo

 

  • Interfaccia dell’editor più macchinosa che in passato
  • Le ultime piste possono far perdere la voglia di vivere

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Trackmania Turbo – Day-One – Xbox One (Videogioco)


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Trackmania Turbo – Day-One – PC (Gioco per computer)


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About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.