Tom Clancy’s The Division – Hanno preso Alex!

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Posted 23/03/2016 by in PC

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by Tracotanza
Recensione
Seri problemi per gli agenti italiani!

Seri problemi per gli agenti italiani!

Per discutere su qualsiasi cosa c’è bisogno che tutti i partecipanti alla conversazione abbiano ben chiaro quale sia l’argomento principale, lo conoscano e che siano capaci di lanciare giudizi più o meno oggettivi su criteri ben specificati. Per questo motivo prima di parlare di The Division dobbiamo avere chiaro in mente che cosa sia, perché essere confusi sulle caratteristiche del prodotto ci porterebbe ad una discussione infruttuosa e viziata da convinzioni errate.

Per definire bene cosa sia The Division mi piacerebbe usare la parola “Destiny-like“, intendendo con questo uno shooter dalle forti componenti MMORPG e basato sul loot. Abbiamo inventato un nuovo genere videoludico? Forse, ma per ora è meglio dire solamente che Ubisoft (e Bungie prima di lei) ha fatto un ottimo lavoro nel sintetizzare i tre generi in un unico titolo. Dato che ora sappiamo di che cosa stiamo parlando possiamo anche cominciare a mandare delle critiche, positive o meno, stando ben attenti a discernere fra le qualità e i difetti che appartengono al titolo e quelli che appartengono al genere. È stupido, ad esempio, dare addosso a The Division perché i nemici non muoiono con un colpo alla testa, piuttosto è possibile dire che non vi piacciono gli MMO perché i combattimenti non sono realistici.

Chiarito questo, mettiamoci una giacca e cominciamo a parlare del gioco

Chiarito questo, mettiamoci una giacca e cominciamo a parlare del gioco

Durante il Black Friday il virus del vaiolo viene messo in circolazione tramite delle banconote. Il contagio è repentino e brutale, il mondo si scopre presto impreparato e gli Stati Uniti sono costretti a far partire la Direttiva 51, attivando tutti gli Agenti della Divisione, una cellula federale dormiente, che una volta ricevuto l’ordine lasciano qualsiasi cosa per dedicarsi alla loro missione anti-crisi. Noi saremo uno di questi agenti e la nostra missione sarà quella di salvare New York.

Per farlo ci sarà richiesto di stabilire una base operativa, questa fornirà aiuto ai civili che ancora girano per la città in quarantena, ma avrà bisogno di diversi tipi di materiali per poter essere gestita. La base ha tre rami principali: Sicurezza, Tecnologico e Medico, e investendo in essi è possibile sbloccare differenti abilità e talenti. I tre rami della base hanno bisogno di differenti risorse per essere sviluppati, reperibili solamente attraverso le missioni principali e secondarie. Le missioni bastano e avanzano per sbloccare tutta la base al 100%, quindi non dovrete preoccuparvi troppo della progressione quanto del vostro settaggio finale. Vi basterà cambiare armi, abilità e talenti per decidere quale ruolo giocare nel party.

Tracotanza e il suo cappello pon-pon si bullano dei progressi della propria base.

Tracotanza e il suo cappello pon-pon si bullano dei progressi della propria base.

New York gioca un ruolo immenso nel rendere The Division il buon gioco che è, non solo per la bellezza nel vedere un ambiente distrutto così accuratamente realizzato, con una grafica spaccamascella e degli ambienti sia interni che esterni splendidi, ma anche per l’ottimo posizionamento delle missioni nel level design generale. Tanto che, sebbene le missioni secondarie siano simili, sarà l’ambiente a giocare un ruolo fondamentale nel non renderle esageratamente ripetitive e a costringervi a prendere decisioni tattiche differenti. Non che siano particolarmente difficili, ma, considerando anche i differenti nemici che ci troveremo contro, mi è capitato molto raramente di ritenerle noiose.

Le missioni principali, invece, sono favolose, un concentrato di adrenalina con delle sparatorie splendide e una quantità di nemici immensa. Aumentano di qualità parallelamente con l’aumentare della difficoltà, fornendovi ad un grado di sfida parecchio elevato con la modalità molto difficile, che vi offrirà comunque delle ricompense maggiori. La rigiocabilità del tutto, da buon MMO, è elevatissima, considerato il desiderio di accumulo compulsivo che scaturisce in ognuno di noi. Ogni cosa, ovviamente, se fatta mille volte vi verrà a noia, ma dopo più di 50 ore la voglia di giocare non mi è ancora scemata. Se verrà fatto un buon lavoro fornendo aggiornamenti continui di ugual livello potreste davvero giocarci tranquillamente per anni.

Le bellezze architettoniche di New York

Le bellezze architettoniche di New York.

Le missioni non sono l’unico intrattenimento fornito dal team di Tom Clancy, in giro troverete parecchi collezionabili. Sebbene la loro raccolta sia piuttosto meccanica e poco divertente, le storie contenute all’interno di registrazioni telefoniche, libri e rapporti sono davvero interessanti, così come splendidi sono gli Echo, una sorta di ricostruzione digitale di ciò che è avvenuto in quella zona. Oltre a lootare dai nemici potrete dedicarvi al semplice sistema di crafting, costruire armi e le loro numerose modifiche vi farà sicuramente spendere un sacco di tempo nell’end game.
Dubbi vengono fuori dai metodi di raccolta dei materiali per il crafting: questi possono essere presi smantellando le armi o andando in zone specifiche della mappa dove ogni tot ore verranno rigenerati. A mio parere questa meccanica blocca un po’ l’immedesimazione e, sebbene capisca la necessità di rendere reperibile costantemente le componenti di crafting in un MMO, non vedo perché queste non potessero essere sparse in giro per l’immensa mappa, magari costringendoci ad aprire, ad esempio, i numerosi rottami di automobili per prenderne qualche parte.

I maggiori problemi di The Division si riscontrano in questi continui cali di immedesimazione. Da una parte il gioco fa di tutto per rendervi il disastro quanto più veritiero possibile – le registrazioni sono talmente ben scritte da farvi salire qualche brivido lungo la schiena, permettendovi di sentirvi veramente parte del gioco. Questo finché qualcosa non fa crollare il tutto, troppe volte ho sentito dire ai miei alleati che “arrivano gli incendiari” quando in realtà non vi era nessun nemico da fronteggiare, oppure vi ritroverete a sentire “Hanno preso Alex” ogni volta che uccidete un nemico di colore. Civili scapperanno impauriti quando non avete fatto nulla per spaventarli, o rimarranno completamente immobili di fronte ai nemici. Per non parlare di quelle volte in cui sarete in aree piene di infezione mortale, talmente tanto da uccidervi in pochi secondi se non indosserete la maschera giusta, e vi ritroverete davanti dei civili a caso che vi verranno a chiedere una bottiglietta d’acqua.
Tutte queste cose non inficiano per nulla il gameplay, ma sicuramente giocano brutti scherzi all’esperienza.

Certi Murales sono splendidi.

Certi murales sono splendidi.

Potete occuparvi di qualsiasi missione in solitaria, ma ovviamente il gioco da il suo meglio in un gruppo di quattro persone. Quasi obbligatorio è portarsi dietro qualche amico se volete affrontare le missioni in modalità molto difficile o affrontare la Dark Zone. Quest’ultima è una zona fuori controllo in cui sono presenti dei mob particolarmente violenti, e ricompense decisamente più ricche. A complicare il tutto c’è il fatto che qualsiasi giocatore in Dark Zone potrebbe decidere di tradire la divisione e spararvi addosso per fregarvi l’equipaggiamento faticosamente raccolto. Inoltre, il bottino della zona nera non può essere raccolto normalmente ma deve essere richiesta un’estrazione in alcuni punti della mappa: questa attirerà nemici e sarà visibile ad ogni giocatore vicino e dovrete resistere per un po’ di tempo prima di poter consegnare il vostro equipaggiamento all’elicottero che lo porterà alla vostra base.

Ad ora, la Dark Zone si limita a essere un luogo dove uccidere mob e recuperare loot, dato che se uccidete un membro della Divisione verrete tacciati come traditori (e conseguentemente cacciati da qualsiasi altro giocatore presente): il PvP non è incentivato. Per ora la zona nera pare essere un po’ vuota, e si spera che vengano introdotte delle modalità al suo interno che riescano a movimentare un po’ il gioco.

Qualcuno ce l'ha con la polizia.

Qualcuno ce l’ha con la polizia.

The Division è ottimo gioco, divertente, frenetico e con un’ambientazione splendida. Indifferentemente da quale siano i vostri gusti personali, io vi inviterei a fare un tentativo. Personalmente credo che i soldi spesi siano ampiamente ripagati con le sole missioni principali, ma considerato che c’è tanto altro dietro non si può che rimanere soddisfatti. Certo, se poi vi fanno schifo gli RPG, o gli shooter, o giochi basati sul loot, o tutti e tre, beh, semplicemente non è il gioco che fa per voi (no, questo non vi autorizza ad andare in giro a dire che fa schifo).

Ho giocato una versione PC che potete acquistare da Uplay o Steam (considerate che Steam apre comunque il launcher Uplay per avviare il gioco).
Le versioni console sono disponibili su PlayStation Store e Xbox Store.
Le 3 versioni, PC e console, sono disponibili anche in edizione fisica.

Ci vediamo a New York, Agenti!

P.s. Se cercate qualcuno con cui giocare, la community italiana The Big Apple è attivissima e sempre pronta ad accogliere nuovi agenti.

the division polipi

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay splendido
  • Ambientazione eccezionale
  • Storia interessante
  • Potenzialmente infinito

 

  • Tanti piccoli bug
  • A volte pecca in immedesimazione

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About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico