Tokyo 42 – Gatti e Katane

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Posted 26/07/2017 by in PC

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by Tracotanza
Recensione

Aveva catturato l’attenzione di molta gente con pochi trailer e uno stile grafico che sembrava far presagire qualcosa di grandioso, si era presentato come il figlio di un rapporto violento fra GTA e Syndicate e alla fine è arrivato sui nostri schermi per far vedere di che pasta è fatto.
Tokyo 42 è la prima opera dei due fratelli di Smac Games,  a metà fra un twin-stick shooter e uno stealth con visuale isometrica, e ci mette nei panni di un fuggitivo accusato di omicidio in un luogo dove ormai la gente non muore più da tanto tempo. Per quanto le premesse siano interessanti a livello di ambientazione, la trama non è poi così brillante e funge solo da pretesto per portarvi a fronteggiare una serie di missioni in cui eliminare differenti obiettivi, da bravo assassino ben stipendiato.

C’è un giardino zen, quindi siamo per forza a Tokyo!

Anche se alcune scelte di level design lasciano a desiderare, la Tokyo digitale in cui ci muoveremo è davvero splendida, piena di colori vivaci e un ottimo sviluppo in verticale che la rende interessante da esplorare. Nonostante ciò, si nota il poco studio sul posizionamento degli oggetti come ostacoli e coperture, che diventano quasi inefficaci nelle fasi di fuoco, per non parlare di alcuni problemi di ostruzione della telecamera che in certi punti fanno veramente impazzire.

Le fasi di fuoco sono, a mio parere, il vero punto debole di Tokyo 42. Quando nel gioco si incomincia a imbracciare il fucile e sparare verso i nemici sembra quasi di dover fare affidamento più alla fortuna che alla propria abilità. Basta un colpo per uccidere quasi qualsiasi nemico del gioco e basta un colpo perché voi veniate fatti fuori. L’IA nemica certe volte sembra comportarsi da imbecille, altre volte porta a segno colpi perfetti e mirati con una precisione millimetrica. In tutto ciò, avete da gestire una telecamera manuale, che potete far ruotare con la pressione di un tasto, e che vi fornisce punti di vista differenti. Il tutto nelle fasi di fuoco si trasforma in una situazione estremamente concitata, confusionaria e presto incredibilmente frustrante.

Muovere la visuale al meglio sarà fondamentale per orientarsi intorno ai palazzi.

Nella maggior parte delle missioni potete però approcciare la via dello stealth: grazie alla vostra fidata katana potete fare a fettine i nemici nel silenzio assoluto e in questo modo evitare di avere a che fare con le sparatorie. La furtività diventa presto una via più che preferibile (del resto il gioco propone delle ricompense che vi invitano a non farvi scoprire) ed è anche divertente; lì il controllo della telecamera diventa un sistema per pianificare al meglio la vostra via nel raggiungere gli obiettivi, e non un problema da affrontare.
Avrete comunque con voi un arsenale di tutto rispetto, fra fucili da cecchino, mitragliatori, lanciagranate e pistole sparapiselli (sì, davvero), ma difficilmente mi sono ritrovato a usare più delle solite 2-3 armi fondamentali.

Alcune feature interessanti vengono fuori proprio dalla natura più “ninja” del gioco; avrete infatti l’abilità di trasformare il vostro aspetto per far perdere le vostre traccie, oppure quello di indossare gli abiti delle fazioni nemiche per confondervi fra di loro. Altre meccaniche interessanti sono presenti ma poco studiate. A volte vi capiterà di essere invasi da una “nemesi” che si nasconde fra le persone comuni; per scoprirla potete fare uso del vostro fidato gatto e poi eliminarla, peccato che la cosa si presenti il più delle volte come una semplice scocciatura di pochi secondi e il nostro amato gattino non abbia poi altre funzioni utili. Una delle cose che più ho amato è la possibilità di mettersi addosso un cappotto per sentirsi più fighi: cioè, c’è un tasto per fare questa cosa che poi in realtà non serve a nulla, magnifico!

A volte dovremo affrontare una quantità di nemici davvero esagerata.

Venticinque missioni principali e svariate missioni secondarie e incarichi, non ci impiegherete più di 6-7 ore per finire le missioni principali e potete alzare il contatore di una decina di ore se siete dei completisti; nonostante non siano tantissime, le missioni potrebbero venirvi a noia per via di una certa ripetitività e una continua frustrazione data da una difficoltà in alcuni punti forse esagerata.

Tokyo 42 ha dei difetti ma rimane un bel gioco, non è anonimo ed ha un certo stile. Alcune meccaniche forse andavano rivisitate, e certe idee potevano essere approfondite meglio per poter essere godibili; nonostante ciò vi è un tentativo di creare qualcosa di differente dal solito e che sicuramente può divertirvi per qualche ora. Lo trovate su Xbox One e su Steam, e presto sarà rilasciato anche per PS4.

Ah, c’è pure una modalità multiplayer, ma tristemente non ho trovato alcun giocatore presente su PC, e quindi non ho potuto provarla; scuse sentite!

Cappotto

Tokyo

Perché sì:
Perché no:
  • Alcune idee innovative
  • Stile grafico splendido

 

  • Spesso frustrante
  • Alcune idee andavano approfondite di più


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico