Titan Souls: né ombre né oscurità

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Posted 02/06/2015 by in Mac

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YOH-OH!:

Ottima colonna sonora.
 

ARR!:

Pretenzioso. Ritmo di gioco insensato. Inutilmente frustrante. Boss fight troppo rapide e sbrigative a causa delle stesse meccaniche di gioco.
 
by Rugerfred
Recensione

Ci sono giochi che palesano fin troppo le loro ispirazioni. Non è un segreto che Titan Souls cerchi di prendere in prestito un po’ da Shadow of the Colossus e un po’ dalla serie Souls, sviluppata da From Software. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme.

Titan Souls

Arco, Freccia ed Eroe senza nome.

In Titan Souls vestiremo i panni di un anonimo eroe armato solo di arco e freccia. Sì, avete capito bene: freccia, non frecce. Avremo infatti a disposizione un solo dardo, legato spiritualmente al nostro protagonista, tanto che potrà richiamarlo a se dopo averlo lanciato. Lo stesso arco è l’unica arma a disposizione, con cui dovremo abbattere i Titani del titolo: enormi avversari capaci di sconfiggerci con un solo colpo. E di venire sconfitti anch’essi con un solo colpo. Ed è proprio qui che risiede uno dei problemi del gioco: boss fight interessanti, ma estremamente brevi e dettate da una freneticità che viene continuamente interrotta dalla struttura trial & error del gioco. Siete morti? Bene, e ora rifatevi di nuovo a piedi il percorso per arrivare al boss. Il tutto ripetuto, fino a diventare ridontante, fino a che non riuscirete a superare il titano di turno. E quando l’avete sconfitto? Pensate di provare soddisfazione? Gioia? Eccitazione? Niente di tutto questo, solo fredda noia. Nulla di esaltante, e la perenne pretenziosità del gioco non aiuta a goderci l’esperienza.

Titan Souls

Ogni boss sconfitto ci farà luccicare come una stella cometa appesa sul muro per le feste di Natale.

L’esperienza è intaccata dagli effetti speciali, tronfi oltre il sopportabile, e dal mondo di gioco, che vuole strizzare l’occhiolino a Shadow of the Colossus con la sua enormità, ma che non riesce a soddisfare. Ogni pixel di questo gioco sembra avere inciso al suo interno una sola parola: pretenzioso. Ed è un peccato, sia chiaro. Io non sto trovando godimento alcuno a schierarmi contro questo gioco anzi, provo solo la delusione che un occasione buttata alle ortiche ti può dare. Perché il gioco ha anche aspetti positivi, ma che affossa da solo. La stupenda colonna sonora, ad esempio, viene praticamente distrutta dal gioco stesso, che la interrompe continuamente con il suo trial & error fatto da una morte dietro l’altra. Il gioco è pieno di tracce lunghe minuti che sentiremo al massimo per una trentina di secondi. E il mondo di gioco? Non ci sarebbe voluto nulla ad aggiungerci un po’ di lore, elemento tanto amato nella serie Souls, ma che qui pare non essere passato. Il gioco lascia volutamente sparsi in giro elementi che ci fanno chiedere “uh, chissà questo che vuol dire!”. Ma la verità è che non c’è niente da scoprire, niente da sapere. E, senza fare spoiler, persino il finale del gioco si rivela estremamente deludente e “vuoto”.

Titan Souls

Le boss fight avverranno in piccole arene senza via di fuga.

Non pretendo che la mia esperienza valga più di quella degli altri giocatori, anzi: la fuori è pieno di giocatori che in un modo o nell’altro hanno apprezzato Titan Souls. Io, sinceramente, non ce l’ho fatta. Vuoi la pretenziosità, vuoi le dinamiche di trial & error usate nel modo sbagliato, vuoi il fatto che il gioco è praticamente una boss rush con un sacco di tempi morti e fastidiosi, vuoi l’ambiente spoglio da ogni punto di vista (sì, anche metaforicamente), io non l’ho goduto. Il gioco sbeffeggia anche da finito, sbloccando altre tre modalità insensate: una più difficile, una con il permadeath e una dove non sarà possibile correre o rotolare. Complimenti. Proprio quello che ci voleva per rendere ancora più vuota e frustrante questa esperienza. Il mio consiglio è di evitarlo in ogni modo ma, se proprio siete masochisti, allora andate a spendere questi 14,99€ sullo store Steam. Decisamente troppo, se volete il mio parere.

Titan Souls Premi


About the Author

Rugerfred

Game Designer freelance, videogiocatore, sperimentatore musicale e affamato di sapere. Ha un conto aperto con Volfied e troppi progetti aperti e non finiti per poter vivere tranquillamente. Cerca di dividere il proprio tempo libero tra gioco analogico e digitale, trovandosi così con giochi che occupano la maggior parte del suo spazio virtuale e fisico.