The Wardrobe – Scheletri nell’armadio

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Posted 16/03/2017 by in Linux

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Genere:
 
PEGI:
 
by Sara Porello
Recensione

Tutti abbiamo qualche scheletro nell’armadio, ma difficilmente i nostri sono carini come Skinny, il protagonista di The Wardrobe. E sarà proprio lui, con la sua felpa verde (ma no, non è un leghista!) con la scritta “Born to Rot” e le sue battute irriverenti, a guidarvi in questa simpatica avventura grafica tutta italiana – anche se dal titolo e dai nomi non lo direste!

The Wardrobe è un’avventura grafica in 2D in stile punta-e-clicca, sviluppata dal team indie C.I.N.I.C. Games, ed edita da Adventure Productions. Il gioco racconta la storia di Skinny e Ronald, due amici che neanche la morte è riuscita a separare: infatti, durante un picnic, Skinny muore a causa di una prugna offertagli da Ronald… Ma continuerà a stare accanto al suo amico anche da morto, sotto forma di un simpatico (?) scheletro. Già dall’incipit si intuisce che l’ironia – pungente, politically incorrect, talvolta macabra – è un punto chiave nella narrazione; un ruolo fondamentale per lo humor di questo titolo lo gioca inoltre la componente metanarrativa, in cui Skinny si rivolge direttamente al giocatore – principalmente per insultarlo!

Skinny è un po’ acido, ma questa volta ha ragione: mettere la sveglia nel water non è stata una buona idea.

Il gameplay è quello dei più classici punta-e-clicca: interagisci con gli oggetti, parli coi personaggi e trovi improbabili soluzioni per andare avanti con la storia; aprendo l’inventario – ossia la gabbia toracica di Skinny – si possono usare gli oggetti o combinarli tra loro, mentre un’utile mappa della città aiuta a spostarsi velocemente nelle numerose aree da visitare.

Il comparto audio è eccellente, non tanto per le musiche di sottofondo – appropriate e variegate, sì, ma niente di speciale – quanto per l’ottimo doppiaggio dei personaggi, soprattutto in italiano, grazie all’uso di dialetti, accenti e in generale un’eccellente sceneggiatura, che sfrutta in maniera intelligente i più triti stereotipi e prende in giro determinate categorie sociali, ad esempio il quarterback grande, grosso ma ignorante come una capra, oppure l’ex-gamer che nessuno invita più alle fiere, rovinato da un infortunio al polso, o ancora il graffitaro che si crede artista incompreso… L’abbondanza di battute umoristiche farà sì che il gioco non risulti mai noioso: a differenza di alcune avventure grafiche in cui i dialoghi eccessivamente lunghi appesantiscono la storia, qui sarà anzi un vero divertimento godersi gli spassosi dialoghi tra Skinny e gli altri personaggi; vi consiglio di parlare con tutti e di esplorare tutte le opzioni, perché ci sarà davvero da sbellicarsi dalle risate!

Il simpatico inventario.

La grafica è quella tipica di molte avventure punta-e-clicca, coloratissima (ma qui declinata in versione splatter) e caratterizzata da uno sfondo strapieno di oggetti con cui interagire nei modi più disparati – a volte fin troppo.

Da segnalare, infine, il ricchissimo citazionismo presente nel gioco, con molteplici elementi dello sfondo e dei dialoghi che rimandano – più o meno esplicitamente –  a film e serie TV, anime, manga e comics, libri, altri videogames, ma anche al mondo della musica, dell’arte, della letteratura, e chi più ne ha più ne metta: solo per veri nerd! Vorrei farvi qualche esempio, ma le citazioni sono davvero troppe; a voi scovarle tutte!

Citazioni. Citazioni ovunque.

In conclusione, The Wardrobe è un’avventura grafica che si lascia giocare piacevolmente: niente di particolarmente sorprendente o innovativo per quanto riguarda il gameplay, ma l’ironia e l’ottimo doppiaggio rendono il gioco divertente e mai noioso. E poi, il gioco nel gioco: trovare i rimandi e le citazioni da altri prodotti (geek e non) sarà una sfida non da poco, perché sono davvero numerosissimi! D’altra parte, questo gioco ha la pecca che hanno quasi tutte le avventure grafiche, ossia le “situazioni di stallo”, in cui la soluzione per risolvere il puzzle è talmente poco intuitiva da costringere il giocatore a ricorrere al metodo del cliccare “tutto con tutto”. Ma se vi piace il genere ci sarete abituati, lo sapete… anche questo “fa parte del gioco”!

 

Perché sì:
Perché no:
  • Concept semplice, ma divertente e ben sviluppato
  • La mappa velocizza i tempi di spostamento

 

  • Soluzioni improbabili


About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.