The Walking Dead: A New Frontier – La classe 2016 prende di nuovo vita!

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Posted 30/12/2016 by in PC

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by Stefano Robert Rebessi
Recensione

Non sono un grande appassionato della serie televisiva e nemmeno del fumetto di The Walking Dead… Ma questo non mi ha impedito di godermi una storia narrata e sviluppata bene da parte della Telltale Games. In questa recensione non farò nessuno spoiler, quindi, appassionati del genere, non preoccupatevi.

A New Frontier riprende la storia da un punto di vista diverso rispetto al solito, lasciando il focus di Clementine e la sua vecchia compagnia, per poter narrare le vicende di altri sopravvissuti all’apocalisse zombie. Interpreteremo Javier Garcia, un giovane uomo con problemi di relazione con la propria famiglia, un giocatore d’azzardo ed ex stella nascente del baseball, che cercherà di mantenere unita e salda la propria famiglia, costi quel che costi. Come in ogni gioco della Telltale, saremo aggrediti, come giocatori, dalle scelte morali, che a volte ci metteranno in grave difficoltà su cosa sia meglio fare, poiché viviamo in un mondo dove la morale e la sensibilità umana hanno largamente lasciato il passo al cinismo e all’individualismo che trasformano gli umani in predatori della propria specie disgustosamente animaleschi, almeno per la maggior parte delle persone.

Siamo noi, Javier Garcia

Siamo noi, Javier Garcia.

Essendo un gioco della Telltale, le scelte che avremo a disposizione non generano un reale cambiamento della storia e se si fanno alcune scelte rispetto ad altre, vi saranno dei cambiamenti più sottili, come l’aver aiutato o meno qualcuno e riceverne la gratitudine, oppure avere una persona viva rispetto a un’altra. Ma questo non pregiudica, in nessuna maniera, l’avanzamento nel gioco. Fermo rimane che, sebbene questa tecnica sia migliorata nel corso del tempo, da quando i prodotti della Telltale hanno cominciato a prendere come tipologia di narrazione/avventura, non ha mai raggiunto livelli tali da potersi definire come “personalizzabile dall’utente”.

Clementine è più cazzuta che mai

Clementine è più cazzuta che mai.

Non fraintendetemi, essendo assimilabile a una vecchia avventura grafica (Indiana Jones And the Fate of Atlantis, Monkey Island) o a una serie televisiva interattiva, è ovvio che non ci si possa aspettare un grande cambiamento nelle linee temporali; solo che sarebbe meglio, a mio avviso, mettere qualche scelta sostanziale in più e far sentire effettivamente il peso di tali scelte. Come se vedere un personaggio amato morire davanti ai propri occhi non sia già abbastanza pregnante e significativo.

A New Frontier è solido, ho trovato un prodotto migliorato e sistemato nella grafica con un’interfaccia che strizza l’occhio in maniera amichevole ai sistemi console e che finalmente, ha reso possibile poter giocare la stagione insieme ad altre persone. Parlavo prima infatti, di “serie interattiva”, beh, con questo episodio la Telltale ha deciso di introdurre la possibilità per più utenti che giocano con te nella stessa stanza, di poter esprimersi su quale scelta eseguire nei momenti topici, rendendo quindi il gioco un’esperienza collettiva, con una storia che si dipana in base alle scelte di tutti e non del singolo. Un ottimo modo per poter stare in compagnia e divertirsi con una storia struggente e ben narrata.

Gli Zombie non sono pericolosi quanto gli esseri umani

Gli Zombie non sono pericolosi quanto gli esseri umani.

Meccanicamente non è cambiato nulla nel gioco in sé: gireremo ancora per rotte prestabilite nello scenario, agiremo direttamente sugli oggetti con i comandi minimi che il gioco ci consiglia e potremo sempre decidere quale scelta portare avanti nelle discussioni, in base a come vogliamo interpretare il nostro personaggio.

Ma la storia è da sempre il punto focale dei prodotti Telltale, soprattutto per quanto riguarda la serie dei The Walking Dead. Nella Season 2 ho avuto parecchi magoni e momenti topici che tengo nel cuore e mi aspetto grandi cose da questo nuovo prodotto. Ma essendo l’inizio promettente, sono sicuro che saprà darmi quella storia ben narrata che tutti quanti aspettiamo di giocare. Per molti versi, questi giochi sono le nuove avventure grafiche e sebbene non abbiano quel tocco rétro o quell’interazione con battute sceme tipiche dei giochi della Lucas Arts, sono prodotti ottimi che dovrebbero essere giocati almeno una volta da chiunque.

Come al solito il supporto per l’italico idioma è interamente assente. Una note dolente della quale onestamente non capisco il senso.

PREMI THE WALKING DEAD

Perché sì:
Perché no:
  • Storia accattivante
  • Interazione pregnante
  • Immersione nell’ambientazione
  • The Walking Dead!

 

  • Stagione spezzettata
  • Scelte a volte superflue
  • Lingua italiana completamente assente


About the Author

Stefano Robert Rebessi
Stefano Robert Rebessi

Videogiocatore classe 1983. Dal Commodore C64 passando per l'Amiga e i primi PC, non disdegnando le consolle come PS2, XBOX360 , PS3, PS4 , 3DS XL , PSP , PSVita