The Legend of Zelda: Tri Force Heroes – Threesome power!

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Posted 19/01/2016 by in 3DS

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Edoardo Fusco
Recensione

C’era una volta il regno di Hytopia. La sua principessa, Styla, era la donna più splendida del mondo, e vestiva sempre in modo impeccabile, dettando la moda del reame. Un giorno, la strega Maud, invidiosa, decise di lanciare una maledizione su di lei: da allora, indossa solo un’attillata tuta nera totalmente priva di fascino! Per questo motivo tutto il regno è in lutto: come possono sopportare questa mancanza di stile da parte della loro amata sovrana?
La leggenda però racconta di un valoroso eroe dotato di orecchie a punta, basette folte e ciuffo ribelle, che con altri due suoi simili, formerà un totem grazie al quale potrà salvare il regno.
E chi altri sarà questo fantomatico eroe, se non il nostro Link?

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Il totem, la quintessenza della cooperazione in Tri-Force Heroes.

Questa è la premessa non propriamente epica che da il via agli eventi di Tri-Force Heroes, ultimo capitolo portatile della famosissima serie Nintendo. In realtà, si tratta solo di un pretesto per farvi mettere davanti alla console ad affrontare una serie di sfide sempre più difficili e complesse, possibilmente con tre amici in locale. L’intero gioco infatti consta di 8 aree, ognuna con un diverso tema e divisa in 4 livelli, alla fine dei quali affronterete l’immancabile boss.
Se avete giocato al precedente Zelda portatile (lo stupendo A Link Between Worlds) sapete già cosa aspettarvi, almeno in parte: prendete ALBW e aggiungetegli il multiplayer di Four Swords (quello per Game Boy Advance) e otterrete il concept base di questo Tri Force Heroes.
Una volta completata una zona, poi, verranno sbloccate 3 sfide ciascuna, che vi spingeranno a giocare i livelli quindi 4 volte ciascuno, per un totale di 128 “quest“.
Ma non sarà solo la voglia di vedere completa la checklist sul muro del castello di Hytopia, bensì la necessità di ottenere, alla fine di ogni missione, un componente materiale a caso (da scegliere tra 3 scrigni): questi potranno essere impiegati presso la sartoria di Madame Constille per sbloccare costumi, divise e armature uniche. Tra di esse, troverete ad esempio il Costume Kokiri (che vi permetterà, qualora foste equipaggiati di arco, di lanciare 3 frecce al posto di una), il Parka Antigelo (che vi permetterà di non scivolare sul ghiaccio) o l’Abito Leggendario (che aumenterà la possibilità di trovare cuori tagliando erba o rompendo vasi).

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Ogni volta che sbloccherete una nuova uniforme ci sarà un evento sottolineato da una “prova costume” in camerino.

Quanto appena detto va unito alla meccanica geniale che vede non solo i 3 Link che impersonerete assieme ai vostri compagni condividere i 9 cuori totali di energia (da soli potrete spostarne uno alla volta), ma anche la disponibilità di 3 strumenti per livello. Questo vuol dire che ognuno di voi dovrà decidere quale utilizzare in quella missione specifica: se all’inizio sarete tutti e tre muniti dello stesso strumento, ben presto vi troverete a dover scegliere per risolvere enigmi e combattimenti con più affiatamento possibile.
E in questi casi, la scelta dell’outfit può fare la differenza: provare a “Completare il livello con meno cuori” può essere davvero tedioso, ma se almeno uno dei giocatori avrà indossato la Regina di Cuori (che fornisce 3 cuori extra) il pericolo sarà decisamente attutito. O ancora 3 Uniformi di Linebeck (disponibili dopo l’aggiornamento gratuito) saranno utilissime non solo perché vi faranno vedere il contenuto degli scrigni (anche di quelli finali, se voleste essere sicuri di accaparrarvi il materiale giusto) ma aggiungeranno 10 secondi ciascuno al conteggio delle varie prove a tempo.
E le combo potrebbero andare avanti all’infinito: si va da costumi dedicati alle varie armi che ne potenziano l’efficacia ad abiti in grado di farvi correre più veloci, illuminare la zona attorno a voi, trovare più rupie, evitare di sprofondare nelle sabbie mobili, ecc…

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I boss di fine livello saranno quasi tutti grandi, grossi e cattivi. Ma non particolarmente difficili.

Dal punto di vista del gameplay ci troviamo di fronte a tanti piccoli dungeon il cui design è, come al solito, riuscitissimo: non solo la brevità degli stessi permette davvero delle sessioni “mordi & fuggi“, ma anche dovere rigiocare i livelli già fatti (in caso di scelte diverse tra voi e i vostri compagni si va alla selezione casuale) non diventa mai troppo noioso o ripetitivo.
Ma, soprattutto, con degli amici in locale l’esperienza di gioco è divertentissima e vi troverete a sbraitare, urlare, offendere, ridere di gusto con loro sia per un’azione super coordinata che ha appena portato alla sconfitta del boss di turno che per la fine prematura di una quest dovuta a errori macroscopici fatti dal vostro amico che “pensava di dover bucare tutti i palloncini” del livello quando la missione diceva chiaramente che NON bisognava romperne nessuno.
Ecco, questo può trasformarsi da un fallimento divertente in frustrazione totale qualora steste giocando online con degli sconosciuti. Come? Semplice: nelle sessioni via internet potrete comunicare con gli altri giocatori solo tramite 8 icone poste sul touch screen, tutte genericissime e praticamente inutili. Affrontare una sfida che conoscete a menadito con dei novellini a volte può essere traumatico per ovvi motivi, ma se in un altro gioco multiplayer con una chat vocale potete insegnare ai vostri compagni come colpire il muso del serpente di ghiaccio con il martello gigante, farlo con qualcuno che non conoscete e solo tramite quelle icone sarà impossibile.
È altresì vero che riuscire a superare determinate situazioni con altri giocatori coi quali si instaurerà subito un certo feeling vi porterà a realizzare che “si sono fatte le due di notte e forse è meglio spegnere” (true story).

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Non solo forza bruta, ma anche il giusto tempismo sarà necessario per superare tutte le sfide del gioco.

Tra la nuova meccanica del totem, che vi vedrà collaborare attivamente come un unico personaggio (il giocatore sul fondo si occuperà del movimento e quello in cima di attacchi e utilizzo degli oggetti) e la mancanza di uno scudo (che vi obbligherà ad imparare come evitare tutti gli attacchi nemici), la varietà delle missioni da affrontare saprà davvero mettervi alla prova in alcuni frangenti. A patto che tutto il gruppo goda di una connessione internet (se siete online) simile alla vostra, altrimenti sarà tutto vano: arrivare alla fine di un livello e vedere cadere la connessione, magari dopo essere praticamente riusciti a portare a termine quella particolare sfida che avevate lasciato indietro da una settimana, vi farà venir voglia di lanciare il 3DS dalla finestra. In locale, invece, è da notare come nota positiva la possibilità di usare la modalità download per giocare anche con amici che non dispongono del gioco!
Dal punto di vista tecnico siamo di fronte ad un gioiellino: agli stupendi asset grafici di A Link Between Worlds si aggiungono novità specifiche che riguardano nuove varietà di nemici e strumenti inediti presi da altri franchise Nintendo (il parka antiscivolo da Ice Climbers o il guanto lancia palle di fuoco di Super Mario), rendendo l’esperienza davvero unica e diversa rispetto agli altri Zelda.
Aspetto che viene acuito dalla storia davvero leggera e spassosa: i personaggi, i dialoghi, le musiche sono tutti caratterizzati da ilarità e divertimento, coscienti del fatto che questa volta l’Eroe del Tempo non sta salvando il mondo dalle grinfie di Ganon, ma sta aiutando una principessa a sbarazzarsi di una bruttissima calzamaglia nera!

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Durante il gioco, del testo scorrerà sullo schermo per informarvi dell’attività dei vostri compagni.

Sin dalle prime battute Tri Force Heroes è quindi decisamente meno epico di qualsiasi altro capitolo della saga fantasy Nintendo per eccellenza: e non c’è nulla di male in questo, a patto che il giocatore non si aspetti un altro Twilight Princess o un Majora’s Mask come ambientazione e tono.
Infatti, il 3DS è la casa perfetta per questo tipo di gioco. Il portatile Nintendo infatti, grazie a internet, può ovviare al problema principale che affliggeva Four Swords su GBA: la mancanza di tre amici con altrettante console e copie del gioco a portata di mano.
Certo, giocare nella stessa stanza in modalità wireless è anche in questo caso la soluzione più divertente, ma funziona anche, all’occorrenza, incontrare giocatori online che vi aiutino a risolvere alcuni livelli o prove particolarmente ostici (gli stage a tempo da soli sono praticamente impossibili). Se solo il sistema di comunicazione non fosse composto solo dalle 8 icone di cui si diceva qualche riga più su tutto sarebbe sicuramente più facile, soprattutto a livello decisionale e di coordinazione.
Anche la longevità è un elemento gestito perfettamente: se sarete dei completisti, l’ammontare ore salirà vertiginosamente oltre la cinquantina, se invece vorrete lasciarvi alle spalle l’avventura senza sbloccare tutti i costumi, senza completare tutte le sfide o esplorare l’Antro Oscuro (sempre dal DLC gratuito), allora potrete sbrigarvela con una decina di ore, ma non avrete per nulla goduto di ciò che ha da offrire il gioco.
Si tratta quindi di un must have? No, nemmeno per i fan della saga, ma Tri Force Heroes è sicuramente un esperimento interessante e che saprà darvi tante soddisfazioni (e longevità) se vi lascerete catturare dal suo charme e dalla sua formula di gioco.

Lo potete trovare su Amazon insieme alla guida in edizione limitata che contiene anche un panno in microfibra con un’illustrazione del gioco.

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Perché sì:
Perché no:
  • A tratti geniale
  • Divertente
  • Da condividere

 

  • Comunicazione multigiocatore migliorabile

 


 

The Legend of Zelda: Tri Force Heroes Collector’s Edition Guide (Copertina rigida)


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About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.