The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel – Il freddo acciaio d’Erebonia

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Posted 16/03/2016 by in PlayStation 3

Piattaforma: ,
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Ruka
Recensione

Nihon Falcom, un nome, una garanzia: fondata nel 1981, col passare del tempo la software house ha saputo farsi una nomea pregiata tra gli appassionati di giochi di ruolo nipponici, poiché la grande cura riposta in elementi come gameplay e colonna sonora è di fatto un noto segno distintivo di questi sviluppatori. Tra le sue saghe più famose troviamo quella di The Legend of Heroes, una serie di JRPG composta da numerosi episodi appartenenti ad archi narrativi diversi, alcuni dei quali a tutt’oggi non localizzati.
Vista l’esorbitante mole di testo infatti, tradurre tali titoli non è esattamente la cosa più veloce al mondo, tant’è che data la mancanza di news a riguardo, dopo il rilascio occidentale di Trails in the Sky FC, i fan della saga avevano da tempo perso le speranze di vedere seguiti e spin off localizzati.
Lo spiraglio di luce tra le cupe nubi della disperazione (forse la sto facendo un po’ troppo tragica…) però non ha mancato d’illuminare le speranze degli estimatori del brand e, con la visibilità di Sam Fisher in una zona buia, i ragazzi di XSEED hanno provveduto a rilasciare Second Chapter su Steam e PlayStation Store. Nonostante un lancio avvenuto nel periodo più sbagliato possibile, il gioco ha saputo riscuotere consensi sufficienti a convincere il team di localizzazione a lavorare sul terzo capitolo della trilogia dei Bracer, in arrivo nel 2017.

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Nell’impero di Erebonia, chiaramente ispirato dall’Europa centrale agli albori del ventesimo secolo, la prestigiosa Accademia Militare di Thors rappresenta un ente di spicco nel Paese, nonché una colonna portante nel suo sistema educativo.
Arrivato sul posto, il nostro protagonista Rean Schwarzer apprenderà ben presto che la vita all’accademia non è tutta rose e fiori: la distinzione tra classi sociali si sente tutta e l’inasprimento delle divergenze tra nobili e gente comune non tarda a manifestarsi, tant’è che perfino le sezioni e i dormitori sono divisi per appartenenza.
Fortunatamente per lui le cose andranno diversamente e si ritroverà coinvolto nell’ambizioso progetto della Classe VII, il quale si pone l’obiettivo di mescolare individui dal diverso rango sociale, accomunandoli per quel che concerne l’abilità in combattimento e fornendo loro equipaggiamento sperimentale da sfruttare durante lezioni dedicate. Inutile dire che il gruppo, inizialmente distaccato, finirà presto o tardi per socializzare e unirsi sotto le redini del protagonista, in una premessa narrativa che non brilla per originalità ma che rivela un plot via via più complesso man mano che si avanza nell’avventura, complice l’ottima caratterizzazione dei comprimari e l’immenso lore che anche in The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel torna a fare da contorno alle vicende narrate. Tutto questo a patto di conoscere un minimo di lingua d’Albione.

Trails

In mezzo a fiumi di parole, però, fa capolino anche un gameplay che in questo caso si rivela solidissimo e ben strutturato, non innovando alcunché ma poggiandosi sulle granitiche basi del genere senza cadere nel trito e ritrito.
Primo, fra tutti gli elementi che lo compongono, è indubbiamente il battle system a turni: già familiare ai giocatori di Trails in the Sky, esso vede il ritorno, oltre che dei soliti comandi di attacco e di movimento, di Craft ed S-Break, rispettivamente abilità e “ultimate” specifiche per ogni personaggio che consumano CP all’utilizzo, punti da ricaricare picchiando gli avversari o subendo danni. Le S-Break in particolare hanno la capacità di ignorare l’ordine dei turni, risultando un eccellente asso nella manica da sfoderare al momento giusto, sacrificando però tutti i craft point accumulati.
Presente ancora una volta poi,  il peculiare sistema di Quarzi da incastonare nei vari slot dell’ARCUS, un dispositivo ad alta tecnologia per apprendere magie offensive o di recupero (Arts), ottenere incrementi sulle statistiche ed abilità passive. A donare freschezza a combattimenti che altrimenti sembrerebbero un po’ troppo presi di peso dal passato ci pensa un elemento inedito per il brand: proprio come accade per il sistema di Social Link degli ultimi due Persona, grazie al Link System anche in questo caso i personaggi possono sviluppare relazioni tra loro, il che sul campo di battaglia si traduce nella possibilità di aiutarsi l’un l’altro tanto in fase d’attacco, quanto in fase di difesa.

trails link

Al di fuori dei dungeon infatti, potremo decidere di dedicarci a tutta una serie di attività collaterali, come lo svolgimento di missioni secondarie per conto del consiglio studentesco, la partecipazione a determinati eventi al fine di migliorare le sopracitate relazioni o alcuni minigiochi come la pesca e le partite a Blade, un gioco di carte in cui l’IA si rivelerà feroce a dir poco.
In definitiva, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel rappresenta un riuscito mix di tutte quelle meccaniche che, pur non risultando innovative, riescono a convincere appieno e sopratutto a divertire, dimostrandosi un valido esponente del genere che tuttavia non è esente da magagne come un comparto grafico decisamente povero (fattore in parte mitigato dalla buona direzione artistica), una struttura delle subquest non eccezionale ed un design dei labirinti abbastanza pacchiano.
Difetti che tutto sommato non minano la godibilità complessiva di un’opera che fa del gameplay duro e puro il suo più grande punto di forza, ostentando un variegato cast di personaggi dal discreto doppiaggio anglofono e potendo vantare una colonna sonora di tutto rispetto, in piena tradizione Falcom. Il titolo si difende benissimo anche sul fronte longevità, con circa un’ottantina di ore necessarie per il 100% e la presenza di una modalità new game plus che include diversi sbloccabili estetici e non.

Per scrivere la storia dell’impero ereboniano, vi basta acquistare il gioco in copia fisica dal vostro rivenditore di fiducia o in versione digitale per PlayStation 3 o PlayStation Vita al prezzo di 39,99€. O, perché no, acquistatele entrambe visto che c’è il cross save e questo è un titolo che meriterebbe di stare nella libreria di ogni JRPGista che si rispetti, anche in duplice copia.

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Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay solido e divertente
  • Longevo
  • Trama godibile…

 

  • ….che però ci mette un po’ ad ingranare
  • Graficamente datato
  • Mancata localizzazione in italiano

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Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?