The Great Whale Road – Anteprima

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Posted 09/08/2016 by in PC

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by Stefano Robert Rebessi
Recensione

In The Great Whale Road saremo chiamati a gestire un piccolo clan vichingo. La nostra sopravvivenza dipenderà principalmente da come sceglieremo di sviluppare la nostra comunità, ricorrendo all’occorrenza a pratiche piratesche di saccheggio tipiche della società medievale del periodo.

Sebbene possa sembrare un manageriale, il gioco di Sunburned Games è un misto interessante di diversi generi videoludici: dal gestionale, all’avventura, passando per meccaniche derivate dai GDR e dagli strategici a turni. L’incipit drammatico, con la morte del nostro vecchio capo (appartenente alla banda Danese, unica fazione giocabile  in questa versione di prova), ci chiamerà subito a prendere una difficile decisione su chi sarà il nuovo leader del nostro clan: una donna guerriera, conosciuta per le proprie abilità belliche, oppure l’edere di sangue al “trono”, meno autoritario e più incline ad intonare motivetti con la lira. Nonostante l’apparente discrepanza tra le due possibili vie da percorrere, non mi è parso che questa scelta iniziale abbia influito più di tanto sul resto della mia campagna: una variabile che si è rivelata essere poco più che estetica. Più incisive invece le nostre strategie economiche, magari focalizzate sull’auto-sostentamento garantito dall’agricoltura e dall’allevamento di bestiame oppure affidate a razzie o allo sviluppo di un sistema mercantile efficace. In ogni caso sarà fondamentale accrescere la popolazione del nostro villaggio, tenendo però a mente che, per sfruttare a dovere la forza lavoro da essa generata, dovremmo far sì che sia garantita l’incolumità da minacce esterne ad i nostri cittadini.

La schermata del villaggio

La schermata del villaggio

Una volta impostati i focus strategici saremo chiamati ad affrontare una serie di eventi, similarmente a quello che succede anche in The Banner Saga, imparando a fare sempre i conti con gli esiti, in grado di alterare in positivo o negativo le risorse a nostra disposizione. La varietà garantita da questi avvenimenti cozza però con solita sequenzialità con cui vengono proposti al giocatore di partita in partita, una pigrizia di design che mi ha fatto decisamente storcere il naso.

Il vero problema di The Great Whale Road risiede in quello che dovrebbe essere il fulcro della sua giocabilità: l’avventura e la componente strategica. Ogni obbiettivo che ci sarà proposto dovrà essere portato strettamente a termine entro un breve lasso di tempo. Per fare ciò dovremmo dirigerci in mare aperto.

Mentre osserveremo la nostra nave a vele spiegate, guidata dalla voga ritmata dell’equipaggio, vi sarà un’alternanza tra bello e cattivo tempo ed altri eventi che spezzeranno la monotonia del viaggio: potremmo infatti imbatterci in una nave pirata pronta ad abbordarci, in un un improvviso colpo di vento capace di farci schiantare sugli scogli, o in una nave mercantile ormeggiata e favorevolmente indifesa. Ogni decisione dovrà essere presa con un certo tempismo (circa 30 secondi), e la nostra capacità di scovare quale delle 3-4 opzioni disponibili si rivelerà vincete avrà delle conseguenze decisamente redditizie.

Navigando per mare, potranno accadere diversi eventi.

Navigando per mare, potranno accadere diversi eventi.

Le nostre traversate ci porteranno in diversi piccoli villaggi, dove potremmo fare incetta di mercanzie, armi e nuove quest, il tutto cercando di mantenere alte le scorte di cibo ed il morale dei nostri eroi.

Sì avete letto bene: Eroi. Oltre ai membri dell’equipaggio avremo un numero ristretto di eroi da gestire, ovvero delle pedine speciali da impiegare nella battaglie tattiche.

E arriviamo al problema di The Great Whale Road: il combattimento tattico. Vi sono diverse tipologie di classi e ognuna ha ruoli ben specifici che serviranno per gestire al meglio il combattimento e portare a casa la pellaccia. Il sistema è a turni e sfrutta delle carte per assegnare bonus ai propri alleati. Sarà molto probabilmente colpa del fatto che siamo ancora in Early Access, ma l’intelligenza artificiale non l’ho trovata per niente difficile da battere. Il combattimento si protrae fintanto che uno dei due leader di banda è in vita. Appena uno dei due muore, lo scontro finisce e viene decretato un vincitore e un perdente. L’accrescersi dell’IA con il procedere dei turni spinge il giocatore a cercare di abbattere il leader nemico sin da subito, ottenendo così partite brevi e poco profondo (a meno che non si sia particolarmente sfortunati con l’RNG dei colpi inferti).

La parte tattica con le carte da impiegare, necessiterebbe d'un miglioramento

La parte tattica con le carte da impiegare, necessiterebbe d’un miglioramento

The Great Whale Road è un gioco molto interessante, fatto con attenzione sui particolari e che vuole immergerti nella storia e nella leggenda dei vichinghi, avvolgendoti e coccolandoti. I disegni che accompagnano le schermate sono azzeccati e sebbene siano in 2D e privi di animazioni all’avanguardia, sono ciò che rende apprezzabile il tutto. Purtroppo però i problemi nelle meccaniche sono impossibili da soprassedere, anche per un titolo in early access.
Gli eventi a volte non portano a nulla: mi è capitato di incrociare una nave pirata e dopo averla combattuta, non ho ottenuto nulla, come se non si potesse ottenere merce dalla loro stiva; così come quando ho deciso d’aiutare un villaggio per salvarlo da dei predoni e dopo essere scappato, nessuno mi ha detto niente. Era come se non avessi mai accettato quella quest. Inoltre, l’obbligo d’uscire dal proprio villaggio solo per andare a fare le quest obbligatorie, mi fa storcere il naso. Avrei gradito vivere la vita del pirata danese, e invece sono obbligato a seguire una storia railroading nella quale mi danno l’illusione di poter fare delle scelte, che contano solo fino ad un certo punto. Insomma ha ancora molta strada avanti a sé per essere, a mio modesto parere, un gioco godibile, ma spero vivamente che lo diventi.

The Great Whale Road ha un ottimo background e ha le carte in tavola per essere un bel titolo da giocare e col quale divertirsi, solo che allo stato attuale sembra dare l’impressione di non sapere bene che cosa voglia essere. Ci tocca attendere le prossime patch degli sviluppatori, fino ad ora attenti al feedback ricevuto dai giocatori.


About the Author

Stefano Robert Rebessi
Stefano Robert Rebessi

Videogiocatore classe 1983. Dal Commodore C64 passando per l'Amiga e i primi PC, non disdegnando le consolle come PS2, XBOX360 , PS3, PS4 , 3DS XL , PSP , PSVita