The Final Station – Il treno è arrivato

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Posted 05/09/2016 by in Mac

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by Rugerfred
Recensione

Tempo fa avevo scritto l’anteprima di The Final Station, quando giocai una delle prime versioni stampa che gli sviluppatori avevano fatto girare e, sebbene fosse presente solo il capitolo introduttivo, il gioco dimostrava diverse potenzialità. Ora il treno è finalmente arrivato in stazione ed io sono qui per parlarvi di questo viaggio nella sua interezza.

The Final Station

Il silenzioso protagonista del gioco, prima di indossare la divisa.

A metà tra un gestore di treno e un survival horror, The Final Station ci mette nei panni di un silenzioso capotreno col compito di guidare il Belus-7, un modello prototipale, tappa dopo tappa, in un universo di gioco che va via via degenerando a causa dell’invasione di misteriose creature. La narrazione ci porta in vari luoghi chiave, facendoci lentamente comprendere cosa sta succedendo attorno a noi e lasciandoci speculare sui motivi del nostro viaggio, passo dopo passo. Non voglio anticipare nulla della trama, ma se apprezzate le situazioni criptiche in cui i dettagli vi verranno dati col contagocce e amate capire di più di un setting grazie ad oggetti sparsi per l’ambientazione, allora apprezzerete The Final Station.

The Final Station

Noi, il Belus-7 e un fidato fucile a pompa.

Come nelle prime versioni, rimangono separate le fasi di gestione del treno ed esplorazione delle stazioni. È stata aggiunta varietà soprattutto nelle tipologie di luoghi esplorabili, che potranno oscillare da una serie di edifici deserti, abbandonati dopo i recenti eventi, a baluardi ben difesi, in cui i cittadini sono protetti, passando per complessi industriali, aree private e molto altro. L’esplorazione è ancora piuttosto lineare, con rari bivi a diramare il percorso, anche se un’importante aggiunta sono le aree facoltative che il giocatore può esplorare a suo rischio e pericolo, anche dopo aver completato il compito principale della zona. Riguardo ai compiti, purtroppo qui non è cambiato molto: salvo alcune aree abitate, nella maggior parte delle zone dovremo ottenere il codice di sblocco necessario per far ripartire il treno. Tale codice è, guarda caso, quasi sempre infognato lontano dalla ferrovia e la persona incaricata di consegnarcelo non è mai presente, per un motivo o per l’altro. Chi è andato a pescare, chi a raccogliere legna, chi a combattere in ring clandestini e chi è stato massacrato senza pietà dalle creature, che ci volete fare.

The Final Station

Durante il viaggio esploreremo la maggior parte dei checkpoint presenti sulla mappa.

Il comparto artistico fa il suo lavoro, con un sonoro che gioca molto su silenzi e musiche ambientali, mentre il lato visivo offre suggestivi sfondi in parallasse, specialmente nelle fasi a bordo del treno. C’è da dire, però, che, sebbene riescano a trasmettere l’effetto desiderato, gli sfondi potrebbero far storcere il naso a molti pixel artist.

Nel complesso mi sento di consigliarvelo, specialmente se vi intriga un genere ibrido a metà tra un gestionale e un survival horror. Il feeling di incompletezza presente nell’anteprima è sostanzialmente sparito dalla versione finale. Rimangono un paio di perplessità, principalmente legate ad alcuni elementi di ripetitività durante le fasi di gestione del treno, e alla linearità generale dell’esperienza, in cui non potremo decidere di esplorare a piacere la rete ferroviaria, ma verremo mandati di volta in volta ad un nuovo checkpoint scelto dai nostri supervisori.

Se volete prendere il controllo del Belus-7, potrete farlo acquistando The Final Station dallo Steam store per 14,99€.

The Final Station Premi

Perché sì:
Perché no:
  • Un ibrido interessante
  • Ambientazioni suggestive

 

  • Troppa linearità
  • Può diventare ripetitivo


About the Author

Rugerfred

Game Designer freelance, videogiocatore, sperimentatore musicale e affamato di sapere. Ha un conto aperto con Volfied e troppi progetti aperti e non finiti per poter vivere tranquillamente. Cerca di dividere il proprio tempo libero tra gioco analogico e digitale, trovandosi così con giochi che occupano la maggior parte del suo spazio virtuale e fisico.