The Deadly Tower of Monsters – Omaggio ai B Movie

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Posted 17/03/2016 by in PC

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by Luigi Briganti
Recensione

Gli anni ’70 erano il periodo dei B-movie di fantascienza e in quegli anni è stato girato The Deadly Tower of Monsters, un film sci-fi che vede protagonista Dick Starspeed (interpretato da Jonathan Digby), un astronauta che a bordo della sua Intrepid 01 si schianta sul pianeta alieno di Gravoria, abitato da scimmie antropomorfe dotate di intelligenza e governato dal malvagio Imperatore e dalle bande di suoi sgherri, composte da mostri di varia origine e natura.

A distanza di più di quarant’anni, esce la versione DVD del film, rimasterata per l’occasione e commentata direttamente da Dan Smith, il regista.

No, non siamo diventati matti e non abbiamo deciso di parlare di film qui su Pixel Flood. Ciò che avete appena letto è il metaplot che fa da cornice a The Deadly Tower of Monsters, quinto titolo degli sviluppatori cileni dell’Ace Team, prodotto dalla giapponese Atlus, che ripropone sotto forma di versione ridigitalizzata di una vecchia pellicola sci-fi un videogioco dagli elementi platform, vertical-shooting e rpg.

Il regista, Dan Smith

Il regista, Dan Smith.

Il nostro protagonista Dick si troverà ad affrontare una miriade di mostri che provengono dall’immaginario di praticamente tutti i film fantascientifici dagli anni ’50 in poi, tra dinosauri, scimmie parlanti, alieni e androidi di ogni tipo, nell’ardua scalata alla torre che dà il titolo al gioco-film e che è la dimora del malvagio Imperatore (fittiziamente interpretato da Greg Meadows). Ad assisterlo nella sua impresa, abbiamo anche la bella e ribelle figlia di quest’ultimo Scarlet Nova (Stacy Sharp) e il fido assistente cyborg Robot (interpretato da sé stesso), che poi sono gli altri due personaggi che possiamo utilizzare nel corso del gioco.

L’espediente dell’uscita in DVD del film come frame per la storia ricompare prepotentemente ad ogni occasione: non solo il regista Dan Smith commenta ciò che succede man mano che la “pellicola” procede, ma è anche la voce che spiega al giocatore gli elementi del gioco nel corso del tutorial iniziale.

Nel corso della sua avventura, il giocatore potrà usufruire di una notevole quantità di armi, abilità e accessori che lo aiuteranno a sconfiggere i nemici o a superare ostacoli altrimenti impossibili da sormontare.

Quanto alle armi, durante il gioco ogni personaggio potrà averne con sé un massimo di quattro, di cui due a distanza (per lo più pistole o fucili) e due da mischia (spade laser, mazze, fruste, bastoni, pugnali, ecc.) che potrà cambiare nel corso della partita in punti speciali della torre, in cui sarà anche possibile salvare la partita, tramite apposite antenne radar che fungono da check point, cambiare personaggio o implementare le armi e le abilità.

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In caduta libera.

La torre è il luogo centrale dell’azione. Ci troveremo a scalare questa altissima costruzione che arriva addirittura al di là della stratosfera di Gravoria ed è popolata da ogni sorta di creatura che tenterà di ostacolare la nostra scalata. Proprio l’altezza rappresenta uno dei principali pericoli della torre. Cadere può essere infatti mortale, ma fortunatamente abbiamo diversi strumenti a nostra disposizione per evitare di morire male: innanzitutto siamo dotati di jet-pack che ci permettono di fluttuare in aria per brevi distanze. In secondo luogo, abbiamo un dispositivo di teletrasporto che non solo può riportarci al punto da cui siamo caduti, o ci siamo gettati, ma ci permette anche di viaggiare tra i vari check point, qualora ne avessimo bisogno. Non sarà infrequente, infatti, il dover tornare alla base della torre dopo che ne avremo scalato un bel pezzo, costretti come siamo a recuperare oggetti o alleati necessari per proseguire. L’unico modo per evitare di rifare il percorso da capo è appunto il teletrasporto.

L’altezza è un pericolo, dicevamo, ma è anche un’opportunità, perché infatti la caduta libera ci permette di sbloccare vari achievement tra cui, ad esempio, quelli ottenuti saltando attraverso i cerchi dorati che fluttuano ai lati della torre, oppure quelli ottenuti sparando ai bersagli che si intravedono quando ci affacciamo in basso per sconfiggere i mostri che ci attaccano dal basso, come alieni e pterodattili.

Infine, come ogni platform e rpg che si rispetti, anche The Deadly Tower of Monsters ha la sua buona dose di boss di fine livello, definizione stilistica, più che pratica, visto che non ci sono veri e propri livelli, sebbene il gioco sia suddiviso in capitoli annunciati volta volta dal regista. Tra gli avversari più temibili, troviamo l’eccentrica mente criminale e braccio destro dell’Imperatore, il Dr. Peculiar, artefice della torre e inventore pazzo, ma ci troveremo anche a scontrarci con un futuribile King Kong e Mechamaleon, un camaleonte meccanico gigante che spara laser dagli occhi.

Sconfiggere il mega-gorilla sbloccherà l'achievement "Re della torre"

Sconfiggere il mega-gorilla sbloccherà l’achievement “Re della torre”.

Insomma, The Deadly Tower of Monsters è un viaggio negli abissi, anche se sarebbe meglio dire alle altitudini, più trash della cinematografia di serie B e anche inferiore degli anni ’50, ’60 e ’70, da cui trae molti spunti e citazioni in un miscuglio leggero e divertente che sembra non finire mai, dal momento che ogni volta che ci sembra di essere arrivati alla fine, la storia ci riserva nuovi colpi di scena e procede.

Tecnicamente parlando, la grafica è scorrevole e non presenta difetti, né appesantisce la GPU più di tanto. In più, è possibile scegliere due modalità di visualizzazione, che giocano entrambe con il metaplot: quella DVD, che offre una visualizzazione da film remastered, quindi senza sbavature, e quella VHS, in cui lo schermo è attraversato dai tipici difetti dati dall’usura dei nastri magnetici.

Un difetto che ho riscontrato, benché rifletta un gusto e una sensibilità miei, è relativo alle cut scene: può capitare di utilizzare Scarlet Nova e di trovarsi di fronte all’Imperatore e a quel punto veder partire un filmato che ha Dick come protagonista. Avere delle storyline diverse a seconda del personaggio usato sarebbe stato quel qualcosa in più che avrebbe fatto sfiorare la perfezione, ma probabilmente sarebbe stato pretendere veramente troppo da un titolo che ha dato già tanto e in maniera eccellente, dalla realizzazione, alla storia, al citazionismo, al gameplay, alla longevità.

Ace Team non ha sbagliato quasi niente e ci ha offerto un titolo che regala ore di divertimento assicurato. Consigliato a tutti gli amanti della vecchia fantascienza che non si prendono troppo sul serio. Potete comprarlo sullo Steam store a 14,99€.

dtom-medagliette

Perché sì:
Perché no:
  • Divertente
  • Grafica coerente e di buona qualità
  • Longevità
  • Durata

 

  • Le cut scene rivelano un’unica storyline legata solo ad uno dei protagonisti, Dick


About the Author

Luigi Briganti
Luigi Briganti

Luigi Briganti (Lamezia Terme, 1985) è nato in Calabria, ma da oltre 15 anni vive in provincia di Pistoia. Laureatosi in Storia Medievale presso l'Università di Pisa, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. Attualmente insegna Italiano e Storia in una scuola superiore, dopo aver fatto i lavori più disparati.Tra le sue passioni la lettura, il gioco di ruolo e il gioco da tavolo, quest'ultimo diventato hobby frequente da un paio d'anni a questa parte.