The Charnel House Trilogy: un biglietto di sola andata per Augur Peak

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Posted 04/05/2015 by in PC

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YOH-OH!:

Il mood surreale che accompagna il giocatore è ben curato. Ottima pixel art.
 

ARR!:

Alcuni enigmi sono un po' troppo "tradizionali". Un po' corto e poco rigiocabile.
 
by La Redazione
Recensione

Avventure grafiche e pixel art sono sempre andate a braccetto. Abbiamo visto scenari straordinari in Indiana Jones and the Fate of Atlantis e nei Monkey Island. Anni dopo, Wadjet Eye realizza la serie di Blackwell e pubblica altri giochi che fanno della pixel art un utilizzo sfrenato. Altri giochi del genere vengono sviluppati a macchia d’olio e spunta The Last Door, un avventura grafica con pesanti influenze di Edgar Allan Poe e Lovecraft. È in questo contesto che Owl Cave sviluppa The Charnel House Trilogy.

The Charnel House Trilogy

Uno screenshot non può cogliere tutta la beltà della neve in pixel art che cade.

Il gioco vedrà il giocatore vestire i panni di Alex Davenport e del Dottor Harold Lang all’interno di una narrazione surreale per la durata di tre capitoli chiamati Inhale, Sepulchre e Exhale. Nucleo della narrazione e location nella quale è ambientata la maggior parte del gioco è un vecchio treno diretto ad Augur Peak, dove accadranno eventi piuttosto misteriosi, collegati alla vita dei due protagonisti. A livello di narrazione il titolo si presenta piuttosto bene, tessendo in maniera capace le storie dei due protagonisti senza far mai mancare i colpi di scena o i momenti mindfuck. Le uniche pecche che si possono trovare a livello di narrazione sarebbero dovute ad alcune situazioni un po’ telefonate e ad una durata forse troppo corta, circa due ore di gioco, platinatura compresa.

The Charnel House Trilogy

Nel secondo capitolo controlleremo l’acculturato Dottor Harold Lang.

A livello di gameplay, The Charnel House Trilogy è un’avventura grafica estremamente classica, composta come da tradizione da fasi narrative intrecciate a fasi puzzle. Il giocatore avrà due metodi di interazione con l’ambiente circostante: il primo è un azione diretta con l’oggetto, mentre l’altro è di stampo riflessivo e analitico, offrendo pensieri del personaggio riguardo all’entità che vogliamo osservare. Non manca ovviamente un inventario in cui tenere e combinare oggetti recuperati durante il gioco. Gli enigmi proposti non sono mai troppo complessi e impegnativi e si può dire che non siano una grande sfida né per i giocatori abituati al genere, né per chi vi si approccia per la prima volta. È doveroso segnalare però che la mancanza di puzzle complessi potrebbe però mancare a chi nel genere vuole sfide di un certo livello.

The Charnel House Trilogy

I momenti di oscurità contribuiscono a tenere la tensione sempre alta.

Il comparto grafico e sonoro non deludono, contribuendo ad un esperienza onirica e tenendo la tensione sempre alta. La soundtrack è infatti sempre sul pezzo con tracce di sottofondo che non rompono mai l’immersione, alternate a momenti di silenzio. Un punto sicuramente da segnalare è il doppiaggio in inglese, curato per tutti i personaggi, persino i secondari, e a cui hanno partecipato Madeleine Roux, Peter Willington, Jonathan Grier, Jim Sterling e Ben Chandler. Riguardo alla pixel art, è curatissima sia nelle location, sia nelle animazioni di personaggi e oggetti.

The Charnel House Trilogy

Alex è dotata di uno splendido umorismo contemporaneo.

Tirando le fila del discorso, The Charnel House Trilogy si è rivelato essere un buon gioco, nonostante la scarsa longevità. C’è da dire, comunque, che gli sviluppatori stanno lavorando al sequel, ambientato dopo le vicende di questo titolo. Prendete questa esperienza come un “introduzione” a quello che potrà essere il gioco vero e proprio, un po’ come Metal Gear Solid V: Ground Zeroes si pone nei confronti di Metal Gear Solid V: Phantom Pain. Se siete appassionati di avventure grafiche, o vi piacciono giochi particolarmente cupi o con una surreale tensione, potete reperirvi The Charnel House Trilogy sullo store Steam per 5,49€.

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The Charnel House Trilogy è un piccolo gioiello, molto curato nei dettagli e godibilissimo da chi non ha tante ore a disposizione per giocare. La storia fa immergere nell’ambientazione e non stanca. Si poteva fare meglio riguardo agli enigmi, che sono forse troppo semplici nella loro risoluzione.

 

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Nonostante la durata e gli enigmi piuttosto tradizionali, reduci di avventure grafiche old-school, l’esperienza di gioco è decisamente positiva. L’ottimo mood fa ben sperare per il futuro seguito.

The Charnel House Trilogy Premi


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.